Fino a domenica 21 dicembre al Teatro Diana di Napoli va in scena una commedia che parla d’amore senza sconti e senza illusioni. “Ti sposo, ma non troppo”, con Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta porta sul palco uno sguardo ironico e disincantato sulle relazioni di oggi, tra fragilità emotive, desiderio di stabilità e paura di rimettersi in gioco.
La trama
Lo spettacolo racconta le vite intrecciate di quattro quarantenni alle prese con sentimenti irrisolti e scelte difficili, in un tempo in cui i legami sembrano sempre più precari. Andrea, interpretata da Vanessa Incontrada, è una donna ferita dal tradimento del marito, ma ancora profondamente legata all’idea di famiglia. Accanto a lei c’è Luca, fisioterapista divorziato interpretato da Gabriele Pignotta, che oscilla tra l’amore per la figlia e la superficialità delle relazioni virtuali. A completare il quadro, una coppia sposata da quindici anni, interpretata da Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro, alle prese con una crisi che mette in discussione certezze e promesse.
La narrazione procede con ritmo brillante, alternando dialoghi serrati e situazioni comiche a momenti di introspezione più profonda. Le risate non mancano, così come gli imprevisti, ma sotto la leggerezza affiora una riflessione amara e attuale: quanto siamo davvero capaci di amare, oggi, senza scappare di fronte alle difficoltà?
I personaggi inevitabilmente sono costretti a fare i conti con sé stessi, con le proprie paure e con il bisogno di sentirsi vivi. La commedia non offre risposte definitive, ma pone una domanda che resta sospesa anche oltre il sipario: il problema sono le relazioni o siamo noi a non voler crescere insieme all’amore?
Dopo il successo al cinema nel 2014, “Ti sposo, ma non troppo” torna in una versione teatrale rinnovata, capace di parlare al pubblico contemporaneo con intelligenza e sensibilità. Uno spettacolo che diverte, emoziona e fa riflettere sull’amore.

Amante della scrittura e del cibo. Scrivo da quando ho memoria, mangio più o meno da sempre. Giornalista Pubblicista dal 2017, con la nascita di Hermes Magazine ho realizzato un mio piccolo, grande sogno. Oggi, oltre a dedicarmi a ciò che amo, lavoro in un’agenzia di comunicazione come Social Media Manager.