Scopriamo assieme perché Metal Gear Solid è diventata una delle saghe più iconiche del mondo dei videogiochi e che tutt’ora continua ad emozionare i giocatori di tutto il mondo.

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Una breve storia
Presentato per la prima volta nel 1996 al Tokyo Game Show e, successivamente, nel 1997 all’Electronic Entertainment Expo, uscì e venne prodotto definitivamente nel 1998 per PlayStation.
Metal Gear Solid è un videogioco d’azione stealth, pubblicato dalla software house giapponese Konami. È al gran maestro Hideo Kojima che si deve la scrittura e la direzione di questo capolavoro videoludico che ha rivoluzionato il mondo del gaming.
Il perché del suo grande successo è dovuto all’evidente carica autoriale di Kojima, che difatti controllò ogni aspetto dello sviluppo del gioco, ma anche per la nuova modalità di gameplay, incentrata sulla furtività nello svolgimento delle missioni e sul ragionamento del giocatore, che si ritrova spesso a dover capire come uscire da determinate situazioni. La qualità grafica e sonora è davvero stupefacente, soprattutto per quanto concerne le cutscenes lunghe e dalle riprese cinematografiche, del tutto innovative se si pensa all’anno nel quale è stato realizzato il gioco. Colpisce molto anche la trama complessa, ricca di colpi di scena ed estremamente matura, intrisa di critica verso il nucleare e di riferimenti al periodo storico nel quale venne sviluppato e successivamente rilasciato il videogioco.
Con oltre sei milioni di copie vendute in tutto il mondo, Metal Gear Solid è diventato un mito della generazione Playstation, che ha continuato ad esser tramandato di generazione in generazione, da gamer a gamer, venendo sempre considerato una delle più belle opere nella storia dei videogiochi.

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Piccola trama no spoiler
L’agente segreto Solid Snake deve infiltrarsi in una struttura per lo stoccaggio di armi nucleari alla ricerca del Metal Gear, un’arma terrificante che è finita in mano ad un gruppo di terroristi appartenenti alla FOXHOUND, un ex nucleo delle forze speciali americane.
Grazie all’aiuto di una équipe di esperti, quali il colonnello Roy Campbell, l’esperta di genetica Naomi Hunter, la data analyst Mei Ling, l’esperta d’armi Nastasha Romanenko, il maestro in tecniche di sopravvivenza Master Miller e, successivamente, l’hacker Otacon, Snake riuscirà ad affrontare nemici temibili e spettri del suo passato turbolento, riscoprendo gradualmente il suo lato umano che a lungo era stato nascosto sotto la corazza da sicario e che è stato risvegliato da forti sentimenti, quali quelli da lui provati verso l’affascinante nipote del colonnello, Meryl Silverburgh.

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Perché giocare Metal Gear Solid?
Ho avuto l’opportunità di recuperarmi questo cult videoludico grazie ad un mio amico che me lo ha prestato affinché potessi avere l’occasione di giocarmelo “come ai vecchi tempi”, ossia sulla mitica Playstation.
Giocarselo sulla primissima console è come fare un viaggio nel tempo, perdendosi nelle vibes del gaming anni ’90, ma non è solo questo: giocare Metal Gear Solid è una vera e propria emozione, che ti fa immedesimare nei panni del protagonista, al punto da rimanere emotivamente coinvolto dalla storia, specialmente nei punti di massima tensione della trama, dove ti ritrovi a sudare freddo e a pregare affinché quel determinato personaggio sopravviva o che tu sia abbastanza forte da poter sconfiggere quel boss solo ed esclusivamente con una misera pistola SOCOM.
Non si tratta solo di un videogioco, ma di un’esperienza davvero emozionante e che mi ha commossa sul finale, ricordandomi cos’è o perlomeno cosa dovrebbe essere per me un vero videogioco: un viaggio vissuto attraverso il punto di vista di un altro soggetto, in questo caso, dell’iconico Solid Snake.

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