Foto: CNN

Il nome di Michael Jackson compare negli Epstein files, non come accusato, complice, o eroe, si tratta di una semplice menzione. Eppure, da qualche settimana, il web è invaso da una narrazione virale che lo dipinge come il salvatore di 347 bambini dalla rete di Jeffrey Epstein, una storia completamente inventata, costruita con audio deepfake e diffusa su TikTok e Facebook. 

Per capire se Michael Jackson sia vittima o carnefice, occorre separare i documenti giudiziari dalla fiction digitale.

Chi era Jeffrey Epstein e cosa contengono i suoi file

Jeffrey Epstein, finanziere newyorkese nato nel 1953, fu condannato nel 2008 per reati sessuali su minori dopo un patteggiamento controverso in Florida. Arrestato nuovamente nel luglio 2019 con accuse federali di traffico sessuale, morì il 10 agosto 2019 nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di Manhattan. Il Dipartimento di Giustizia stima oltre mille vittime e Ghislaine Maxwell, sua compagna e principale complice, è stata condannata nel 2021 a 20 anni di carcere.

Il termine Epstein files raggruppa diversi corpus documentali, come le deposizioni del caso Giuffre v. Maxwell (desecretate a gennaio 2024), i contatti personali di Epstein, i registri di volo del suo jet privato e i milioni di pagine rilasciati dal DOJ dopo l’Epstein Files Transparency Act, firmato da Donald Trump il 19 novembre 2025. Finora sono state pubblicate oltre 3 milioni di pagine, 180.000 immagini e 2.000 video.

Comparire nei file non equivale a un’accusa: il DOJ ha chiarito che non esiste alcuna lista clienti e i nomi appaiono in contesti diversissimi, si va dalle vittime ai giardinieri, dai testimoni agli articoli di giornale archiviati.

Come e perché il nome di Michael Jackson appare nei documenti

Il nome di Michael Jackson emerge in quattro contesti specifici nei file desecretati. Il primo e più sostanziale è la deposizione di Johanna Sjoberg, vittima di Epstein, che nel maggio 2016 dichiarò di aver incontrato il cantante nella villa del finanziere a Palm Beach. Alla domanda se avesse eseguito un massaggio – termine ricorrente nell’universo Epstein come eufemismo per atti sessuali – la donna rispose chiaramente: «Non l’ho fatto».

Il secondo contesto è la rubrica personale di Jeffrey Epstein, un elenco di circa 1.500 contatti che includeva celebrità, politici, ma anche elettricisti e parrucchieri. Il terzo è una foto non datata di Jackson accanto a Epstein nella villa di Palm Beach, rilasciata dal DOJ il 19 dicembre 2025. L’ex bodyguard del cantante, Matt Fiddes, ha spiegato che lo scatto risale al 2002-2003, durante una visita immobiliare: la villa era in vendita e Jackson cercava casa vicino all’amico Barry Gibb.

Il quarto contesto è l’elenco delle persone politicamente esposte inviato dal DOJ al Congresso il 15 febbraio 2026, dove Michael Jackson figura accanto a nomi come la Principessa Diana ed Elvis Presley. Il suo nome non compare nei registri di volo, non ha mai visitato l’isola privata di Epstein e nessun documento contiene accuse a suo carico. Alcune email successive al 2009 menzionano un Michael Jackson, ma si riferiscono a un omonimo designer di cucine, visto che il Re del Pop era morto nel giugno di quell’anno.

La bufala dei 347 bambini salvati

A febbraio 2026, poche settimane dopo il rilascio massivo dei file, su TikTok è comparso un video virale con una tesi precisa: Michael Jackson avrebbe acquistato Neverland per proteggere 347 bambini dalla rete di Jeffrey Epstein, gestendo una rete segreta dal 1997. Il pezzo forte del video è una presunta dichiarazione di Macaulay Culkin: «Non dimenticherò mai che Michael Jackson mi salvò dal salire su un aereo verso quella piccola isola».

Quella voce è falsa. Snopes, portale di fact checking, ha classificato il video come fake: il laboratorio forense dell’Università di Buffalo ha rilevato una probabilità molto alta di audio generato da intelligenza artificiale, confermata dal Fraunhofer Institute con un 96,9% di probabilità di deepfake. 

La narrazione crolla anche su base cronologica: Michael Jackson acquistò Neverland Ranch nel marzo 1988, Jeffrey Epstein comprò l’isola di Little Saint James nel 1998, dieci anni dopo. Le prime accuse contro Jackson risalgono al 1993, cinque anni prima che l’isola diventasse di proprietà di Epstein. L’ipotesi di una ritorsione è matematicamente impossibile.

Il peso irrisolto delle accuse storiche

La domanda “vittima o carnefice” non riguarda gli Epstein files, ma le accuse di abusi su minori che accompagnano la memoria di Michael Jackson. Nel 1993, le accuse di Jordan Chandler si conclusero con un accordo extragiudiziale da circa 15 milioni di dollari senza ammissione di colpa; l’indagine penale fu archiviata dopo il rifiuto della famiglia Chandler di testimoniare. Nel 2005, Jackson fu assolto da tutte le 10 imputazioni nel processo People v. Jackson, l’FBI, dopo oltre un decennio di indagini, non trovò prove di condotta criminale.

Il documentario HBO Leaving Neverland (2019) ha riacceso il dibattito con le testimonianze di Wade Robson e James Safechuck, che avevano precedentemente difeso Jackson sotto giuramento. Oggi chiedono 400 milioni di dollari di risarcimento alle società del cantante e il processo è previsto per fine 2026. Nel frattempo, nell’ottobre 2024 HBO ha rimosso il documentario dalla piattaforma a seguito di un accordo con gli eredi di Michael Jackson.

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