Qualche mese fa, parlare della possibilità per un tennista di nemmeno trent’anni di vincere i nove Masters 1000 nella stessa stagione sarebbe sembrato una fantasia da tifoso fin troppo entusiasta. Ora, dopo averlo visto trionfare a Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma nello stesso anno: la domanda non sembra più così assurda. E se Sinner ci provasse davvero?
A Roma ha completato il Career Golden Masters, il traguardo che distingue chi è riuscito a conquistare tutti e nove i Masters 1000 esistenti, dopo essersi imposto su Casper Ruud in una finale in cui le scommesse lo indicavano come favorito indiscusso.
Con quel successo, Sinner è entrato in un club talmente riservato per cui è effettivamente uno di due soli partecipanti, insieme a Novak Djokovic: gli unici giocatori capaci di vincere tutti i tornei di questa categoria nell’intera storia delle competizioni.
Un’impresa che non vive più soltanto nell’immaginazione
Djokovic ha impiegato ben undici anni per completare il percorso tra Miami 2007 e Cincinnati 2018; Jannik Sinner, quasi a voler evidenziare il suo stato di grazia come sportivo, ci è riuscito in soli 33 mesi dal suo primo titolo in Canada nel 2023. Tale confronto non è fatto per togliere merito al campione serbo ma, più che altro, a capire la dimensione del momento che sta vivendo l’italiano.
Una cosa è vincere i nove Masters 1000 nell’arco di una carriera; un’altra, molto diversa, è riuscirci durante il corso di circa tre anni e avere la possibilità di riuscire a farlo durante il corso di un singolo anno sola.
Per ora, Sinner è già a cinque su cinque nel 2026, con i titoli di Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma. Davanti restano Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi. In una posizione simile è Carlos Alcaraz, che ha completato il suo Career Grand Slam a soli 22 anni; per raggiungere questo obiettivo Sinner dovrebbe conquistare il Roland Garros, al momento l’unico torneo di tipo Major che gli manca.
Ora per alcuni la domanda è legittima: cosa pesa di più tra vincere i quattro Slam o conquistare i nove Masters 1000? La risposta non è lineare come si potrebbe pensare: gli Slam hanno un peso storico ed emotivo che nessun altro torneo può eguagliare mentre i Masters 1000, invece, richiedono una capacità di adattamento all’intero calendario che è abbastanza rara nel mondo degli sportivi professionisti.
L’infortunio di Alcaraz è quello che rende possibile l’impresa di Sinner
L’assenza di Alcaraz per un infortunio in parte della stagione cambia l’equilibrio competitivo in maniera netta, specie perché il murciano è stato uno dei pochi giocatori capaci di mettere in difficoltà Sinner negli scenari più esigenti.
Senza la sua presenza in alcuni momenti chiave del calendario, i pronostici dei siti di scommesse collocano l’italiano in una posizione ancora più dominante, anche se il tennis raramente permette di trasformare un vantaggio iniziale in una garanzia assoluta.
Prima di Roma, il Career Golden Masters era un trofeo che si pensava sarebbe rimasto esclusivamente di Novak Djokovic. Dopo la vittoria di Roma, Sinner ha aperto una nuova porta: quella che porta a chiedersi se qualcuno possa governare i Masters 1000 per un’intera stagione.
La sfida di vincere i nove Masters 1000 nel 2026 è ancora aperta, tra infortuni, giornate no o avversari in stato di grazie… eppure, se a questo punto ha ancora senso porsi la domanda, è perché Sinner ha già ottenuto qualcosa di enorme: trasformare un’utopia in una possibilità che merita di essere seguita torneo dopo torneo.

Le nostre differenze non sono ciò che desideriamo. Attraverso viaggi e nuovi incontri, questo scritto è un’avventura che mi sono concesso di condividere con voi attraverso le mie esperienze. Se desiderate leggere altri miei scritti, potete trovarli su Wargabet.