Premiata Pasticceria Bellavista torna in scena dopo il successo della scorsa stagione al Teatro Diana di Napoli calcando, stavolta, il palcoscenico del Teatro Acacia, dallo scorso weekend fino a domenica 23 marzo.
Il teatro di Vincenzo Salemme del lontano 1997 pone oggi lo stesso quesito di un tempo: ci bastano gli occhi per guardare la vita? Ora come allora, riusciremo a dare una risposta a fine spettacolo.
La commedia rivive con la Compagnia Nest
A far rivivere la fine degli anni ’90 e quella legge sulla donazione degli organi di cui tanto si discusse tra i ricordi di Salemme, ci pensa la Compagnia Nest con Francesco di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino e la regia di Peppe Miale Di Mauro riproponendo in chiave rivisitata una surreale situazione familiare, in cui gli occhi (e le cornee) sono contese, rubate e in qualche modo restituite, metaforicamente e non, per una nuova visione della vita.
La Compagnia Nest, nata in una vecchia palestra di una scuola abbandonata di San Giovanni a Teduccio, conserva quella purezza artistica che vede gli albori alla fine della prima decade dei 2000, dalla ambiziosa arte di Miale, Di Leva e Pantaleo. Premiata Pasticceria Bellavista ritorna così a teatro, nelle mani della Compagnia in una nuova veste, arricchita di una società che evolve, ma che rivela pur sempre la stessa amarezza, ben celata tra gli impasti e gli zuccheri di pasticceria.
Premiata Pasticceria Bellavista: per guardare il mondo con occhi diversi
Il laboratorio di famiglia, gestito da Giuditta ed Ermanno è luogo di idee malsane e paradossali che si concretizzano tra messinscene di personaggi surreali tra follie animalesche e dialettali. Ermanno, reduce da un trapianto di cornee illegali, scoprirà nel cognato, Aldo, l’artefice della faccenda, proprio quando farà irruzione nel suo laboratorio Carmine, derubato degli suoi occhi, accompagnato dalla sua ragazza emiliana e da Memoria. La figura che incombe sulla famiglia Bellavista è quella materna, presente attraverso un megafono durante tutto lo spettacolo. I figli, il genero, la nuora, accecati dai soldi, escogitano un modo per sbarazzarsi della madre per ereditare il patrimonio e restituire gli occhi a Carmine. I tentativi di cancellare il passato non faranno altro che riportarlo tra loro, ancora una volta, nel modo più inaspettato. Il ribaltamento dell’etica e della morale lasciano spazio ad una nuova visione della vita, con occhi nuovi, fatti non più solo per vedere, ma per guardare.
Francesco di Leva, Adriano Pantaleo e Giuseppe Gaudino, con i preziosissimi Stefano Miglio, Viviana Cangiano, Federica Carruba Toscano, Dolores Gianoli e Alessandra Mantice, riempiono il teatro, tra comicità e riflessione, in uno scambio di battute e visioni che aprono non solo gli occhi, ma anche la mente e il cuore di chi vuole guardare, davvero, la vita.

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.