Sanremo 2026: alla quarta serata abbiamo finalmente qualcosa da commentare. Odor di polemicucce familiari, saffismo, numeri telefonici da cercare nei bouquet. Finalmente si respira aria di festival con annessi e connessi. In scaletta dal pomeriggio campeggia un alone di mistero: Mister X comparirà sul palco per affiancare i conduttori. Ci piace pensare fosse un riferimento a Gianni Morandi perchè la realtà di Siani e delle battute che fanno rimpiangere persino Carlo Conti, ci rattrista non poco.
Ma cosa vale la pena rivedere e riascoltare, nel bene e nel male della serata che più unisce e riavvicina al Festival?
Il festino bilaterale
Elettra Lamborghini, Aserejé feat Las Ketchup
Finalmente, dopo aver dormito a Montecarlo, Elettra è pronta per aprire la serata del Festival trasformando l’Ariston in una enorme sala per balli di gruppo. Megafoni, sali/scendi di scale, passeggiate tra le poltroncine. Lei fa quello che vuole e non ti aspetti altro. Ci partono automatiche mossette e molleggiamento gambe, anche da seduti.
Il metaverso
Bambole di Pezza, Occhi di gatto feat Cristina D’Avena
Cristina D’Avena è sempre garanzia di successo, soprattutto se hai davanti un pubblico che va dai millennials a ritroso. Parte un mash up che trascende i confini della realtà. Occhi di Gatto diventa Whole Lotta Love. Ma in che senso? (gif di Verdone). Ti lasci spettinare e in un attimo immagini tutte le sigle dei cartoni animati rielaborate in versione rock. No, per carità, meglio di no.
L’etereo
Arisa, Quello che le donne non dicono feat Coro Teatro Regio di Parma
Arrangiamento e voce eterei. Lei molto probabilmente di un pianeta altro. L’effetto del coro è sublime, Rosalba incanta. Applausi scroscianti.
La quota politica
Qualcuno ha detto mash up? Il disertore di Boris Vian, Su di noi di Pupo e Gam gam, canto che rimanda alla Shoah e riprende un verso del Salmo 23. Un mappazzone direbbe lo chef Barbieri. Dargen esagera, nel suo stile. Dichiara la pace evocando vibes sovietiche con uno che in Russia bazzica parecchio. Ok.
Il sipario pietoso
Francesco Renga, Ragazzo solo, ragazza sola feat Giusy Ferreri
Samurai Jay, Baila Morena feat Belén Rodríguez e Roy Paci
Il primo duetto fa già calare un sipario necessario alla traduzione di Space Oddity in italiano di Mogol. Se poi accostiamo Bowie a Renga e Ferreri, sigilliamo l’Ariston per mettere in sicurezza la platea.
Il secondo duetto è validissimo. Ma percepiamo del disagio in Belen che non sa cosa ci fa lì, tra una tromba di Paci e un acuto di Samurai Jay. Reggimicrofono, con molta probabilità.
Vieni vieni con me eooo
LDA & Aka 7even, Andamento lento feat Tullio De Piscopo
Rischiosissimo. De Piscopo è il re delle percussioni e ad 80 anni suonati, in tutti i sensi possibili, dà lezioni di ritmo, musica, grinta e passione. Tutto in quei pochi preziosissimi minuti. I due giovani partenopei, rispettosi, portano il loro contributo, grati per ciò che stanno vivendo. Non l’avrei mai detto, ma bravi veri.
Il quadretto di famiglia
Tredici Pietro, Vita feat Galeffi, Fudasca & Band
“Il figlio di” che fa il figlio di. Dite quello che volete, ma l’entrata a sorpresa di Gianni Morandi e la sua palpabile emozione ha sciolto anche i più cinici. Non sto piangendo. Mi è solo entrata una manona x4 nell’occhio.
Gli Umarell
J-Ax, E la vita, la vita, feat Ligera County Fam
La Milano di una certa generazione: Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Ale & Franz. Ah c’era anche J-Ax. Pensate, era lui che abbassava la media. Uelà Terun.
Il falco all’attacco
Luchè, Falco a metà feat Gianluca Grignani
Laura Pausini presenta Grignani. Ci aspettiamo di tutto: uscite infelici appena mettono piede sul palco, esibizioni traballanti. No, niente di tutto questo. Versione impeccabile di un pezzo di storia di musica contemporanea e Luchè che fa il suo, senza alterarne il senso, senza interferire. Grignani pazzesco, ai saluti, indicando i fiori ricevuti “Ma qui dentro c’è anche il numero della Pausini? Così posso chiamarla“. Arco frecce e pop corn. Non aspettavamo altro.
Il “Sesso ibuprofene” revival
Leo Gassmann, Era già tutto previsto feat Aiello
Gassmann padre ci invita a riflettere su un post instagram, rigorosamente corredato da pollici in su che urlano passivo-aggressività 100%: la regola “no padre sul palco se il figlio è in gara” non vale per tutti. Intanto il figlio si accompagna ad Aiello. “AAAAAA vorrei morire” Leo Gassman decide di sfogarsi così. Esagerato.
Saffismo
Levante, I maschi feat Gaia
“La Rai censura il bacio!” No, semplicemente Pagnussat ha tenuto a precisare che lo stacco della camera non era assolutamente voluto. Chiaro, perchè un fermo immagine del bacio tra Levante e Gaia avrebbe già da solo fatto picchi di share. Peccato che dell’esibizione ci rimane solo questo. Il resto, dimenticabilissimo.
Gli aristogatti
Sayf, Hit the Road Jack feat Alex Britti e Mario Biondi
Momento altissimo. Dimostrazione che personalità ingombranti possono coesistere sullo stesso palco e creare qualcosa di unico. Sayf grande scoperta. Tutti quanti voglion fare il jazz alleluja!
Guarda mamma, senza barre!
Tommaso Paradiso, L’ultima luna feat Stadio
In una sequela inenarrabile di rielaborazioni con inserti personali non richiesti (le cosiddette barre), finalmente ci liberiamo della personalizzazione a tutti i costi e reinterpretiamo un’intoccabile con l’ammirazione, la gioia, la passione che contraddistingue Tommaso Paradiso. È proprio nella sua comfort zone. Non ci sta credendo neanche lui.
La cover migliore (che stranamente è proprio la vincitrice)
Ditonellapiaga, The Lady is a Tramp feat TonyPitony
Un po’ Joker e Harley Quinn, un po’ Lady Gaga e Tony Bennet. Folie à deux. Ipnotici. C’era tutto. Voce, interpretazione, ironia. Musical e varietà. Vittoria meritatissima. Quanti over 60 avranno pensato: che bravo, ma chi è questo con la maschera? Interessante sarebbe vedere la sorpresa e lo sgomento sul loro volto al momento della scoperta di Tony Pitony.
La top 10 è decretata da Televoto (34%) Giuria Sala Stampa, Tv e Web (33%).


Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.