Lunedì 13 aprile alle ore 19.00 si terrà presso il Teatro Diana di Napoli una serata in ricordo di Alighiero Noschese. In occasione dell’evento sarà proiettato il documentario di Andrea JelardiAlighiero Noschese, l’uomo dai mille volti”, nel foyer saranno esposti ricordi e cimeli dell’artista e le locandine conservate dell’archivio storico del Teatro Diana.

La serata

La serata prevede gli interventi: di Gino Rivieccio organizzatore del Premio Alighero Noschese a San Giorgio a Cremano, città natale dell’artista, Gustavo Verde che racconterà alcuni aneddoti del padre Dino Verde regista e autore di tanti spettacoli. Il giornalista e scrittore Gigi Di Fiore con alcune testimonianze sulla vita dell’artista, Massimo Masiello che interpreterà alcune celebri sigle di Canzonissima e Vincenzo de Lucia, vincitore della prima edizione del Premio Alighiero Noschese che si esibirà in alcuni imitazioni.

Alighiero Noschese fu un artista geniale. Per lui l’imitazione non era solo voce, ma camminata, mimica, costumi, pettinatura, tic. Nelle sue corde vocali scovava la parlata di tanti personaggi. “Papà, nonostante si fosse trasferito a Roma per esigenze di lavoro, rimase sempre molto legato a Napoli e al quartiere – ha dichiarato la figlia Chiara, attrice e regista di successo – Mi portava a mangiare da Sica il fritto misto che adoravo. E anche per me il Vomero resta il quartiere del cuore, elegante, pulito, accogliente, le pasticcerie, il meraviglioso Teatro Diana, quell’aria di piccola Svizzera, perché Napoli è anche questo”.

E proprio così che Lucio Mirra, patron del Teatro Diana e molto legato personalmente all’artista, nel suo libro 50 anni di spettacolo, ha scritto: “Lo conobbi quando, organizzammo un varietà con artisti vomeresi: Carlo Giuffrè, Roberto Murolo, Tecla Scarano, Gloria Christian. Da allora ci siamo frequentati, era spensierato, allegro le sue imitazioni rasentavano la perfezione. Ricordo un episodio divertente – Quando nel 1964 lo ospitammo con “Scanzonatissimo” di Dino Verde mentre era in platea truccato da Andreotti in attesa di salire sul palco una spettatrice gli sussurrò: “Scusi onorevole, ho un figlio disoccupato…”. In un’epoca segnata dalla censura, gli fu permesso imitare i potenti. Anzi per loro era la consacrazione: Berlinguer, Cossiga, Fanfani, La Malfa, Pannella. E tra gli artisti Battisti, Bongiorno, Fellini, Gaber, Modugno, Paoli, Sordi. In tutto, come dichiarò una volta, 1.156 personaggi, comprese le caratterizzazioni (impiegati, dirigenti, preti).
Il Teatro Diana, ha il piacere, dunque, di ricordarlo con questa serata sia come grande amico sia come indimenticabile artista.

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