Negli ultimi vent’anni, Kanye West, oggi noto con lo pseudonimo di Ye, si è imposto come una delle figure più influenti e controverse della musica contemporanea.
Nato a Atlanta e cresciuto a Chicago, ha rivoluzionato l’hip-hop prima come produttore e poi come artista, firmando album iconici come The College Dropout e My Beautiful Dark Twisted Fantasy. Parallelamente alla musica, Ye ha costruito un impero creativo tra moda, design e cultura pop, mantenendo però sempre un rapporto complesso con l’opinione pubblica.
Il suo ultimo successo
Dall’ultimo disco considerato a grande maggioranza un buon disco del cantante, sono passati dieci anni. Era The Life of Pablo e da allora ce ne sono stati altri sei, quasi tutti stroncati categoricamente dalla critica e dal pubblico. Dal 2016 insomma si è verificata una vera e propria caduta in disgrazia di West, che meno di un anno fa pubblicava canzoni fatte con l’AI esplicitamente antisemite.
Il tentativo di rivalsa
All’inizio di aprile il rapper ha fatto uscire il suo nuovo album: Bully, dodicesimo album in studio. Con questo disco Kanye West sembra star tentando più esplicitamente di ripulire la sua immagine e recuperare la credibilità che aveva fino a un decennio fa, quando veniva stabilmente considerato tra i più influenti e creativi musicisti al mondo.
Infatti la pubblicazione dell’album è stata anticipata da una serie di iniziative con cui West aveva provato a mostrare un sincero pentimento per le insistenti dichiarazioni razziste, xenofobe, sessiste e complottiste degli ultimi anni, che hanno fatto passare in secondo piano qualsiasi discussione sulla sua musica.
Bully: l’album con cui torna alle origini
L’album, caratterizzato da sonorità più crude e sperimentali, mescola elementi soul, elettronici e gospel, confermando la volontà di Ye di non restare mai fermo stilisticamente.
Tra i brani più discussi spicca All The Love, realizzato con la partecipazione di Andre Troutman, figura chiave nel team creativo di Ye. Il suo stile è fortemente riconoscibile anche per l’uso del talkbox, strumento iconico della tradizione funk che dona al brano una texture calda e nostalgica, perfettamente integrata con l’estetica di Bully.
In generale la maggior parte delle canzoni dell’album ricorda i primi dischi di West. Ci sono molti degli approcci che lo avevano reso famoso, in particolare un lavoro di ricerca e interpolazione di vecchie canzoni soul e funk molto accurato. E anche la scrittura sembra più ispirata: i testi sono un po’ più profondi e un po’ meno deliranti rispetto a quelli dei dischi più recenti.
Per recuperare parte del pubblico perso negli ultimi anni, West ha inserito nel disco featuring molto mirati, tra cui quelli con Travis Scott, rapper popolarissimo tra gli ascoltatori più giovani, e Peso Pluma, uno dei più famosi cantanti messicani, ideale per intercettare il pubblico latinoamericano.
Il tour 2026 con anche una data italiana
Con Bully, West sta provando a riposizionarsi non soltanto come musicista e produttore, ma anche come performer. Dal 2016, dopo il tour di The Life of Pablo, West aveva interrotto bruscamente la sua attività dal vivo, diradando moltissimo le sue apparizioni pubbliche e promuovendo i suoi dischi attraverso formati diversi dai concerti in senso stretto, come esempio i cosiddetti listening party (cioè ascolti collettivi dell’album).
Per il nuovo album invece ha organizzato un vero e proprio tour, con 9 date tra Stati Uniti, Asia e Europa. Dopo vent’anni West tornerà a suonare anche in Italia: a Reggio Emilia, il 18 luglio. L’evento è inziato con le date del 1 e 3 aprile ed ha già acceso un forte dibattito pubblico, tra entusiasmo dei fan e critiche istituzionali e associative legate alle posizioni espresse dall’artista in passato.
Le polemiche
Non mancano infatti le polemiche anche a livello internazionale. È stato confermato il divieto d’ingresso nel Regno Unito per Ye: il governo britannico ha bloccato la sua autorizzazione al viaggio, ritenendo la sua presenza “non favorevole al pubblico interesse”. La decisione ha portato alla cancellazione del Wireless Festival di Londra, dove avrebbe dovuto esibirsi come headliner per tre serate consecutive.
Insomma per West recuperare la credibilità perduta non sarà facile anche se dovesse ricominciare a fare musica ai livelli a cui aveva abituato fino a dieci anni fa, ma questo sembra essere un primo passo.