Tra tante mostre che abbiamo visto, seguito e recensito abbiamo spesso notato che gli artisti più importanti e innovativi sono proprio quelli che, pur seguendo dei canoni artistici precisi relativi alla corrente storica in cui si inseriscono, se ne distaccano successivamente, o in modo graduale e progressivo, oppure con un’opera di totale rottura delle regole e degli stilemi iniziali. Ma chi sono questi artisti? In che modo si distanziano o negano del tutto le regole artistiche? Il loro successo nasce proprio da questo gesto di rottura? Ne abbiamo scelti per voi cinque che hanno forzato in modo audace e coraggioso la ricerca artistica per introdurre nuove forme, tecniche e concetti che sono attuali ancora oggi e che hanno sfidato in modo provocatorio le correnti artistiche e i seguaci delle regole
1. Marcel Duchamp infrange le regole con i ready-made
Sfidando le definizioni tradizionali di arte e creatività, Duchamp fonda l’arte concettuale in cui pensiero e idee assumono maggior valore rispetto al prodotto artistico. Con i suoi ready-made l’artista riesce a decontestualizzare qualsiasi oggetto preso dalla realtà quotidiana, privandolo della sua funzione originale. Ne sono esempi famosi l’orinatoio (Fontana, 1917) o la ruota di bicicletta (Ruota, 1913): la finalità è quella di stimolare la riflessione delle spettatore, mettendo in discussione il valore paradigmatico e massificante dell’oggetto per esplorare il confine tra arte e vita. Così influenzò sia la nascita della Pop Art che del Surrealismo

Duchamp infrange le regole con Ruota di bicicletta
2. Pablo Picasso infrange le regole con il Cubismo
Pablo Picasso ha stravolto il modo di dipingere, scomponendo gli oggetti in infinite e molteplici forme geometriche: quando si osservano le sue opere, infatti, si possono avere più punti di vista e riuscire a vedere immagini diverse a seconda di come lo spettatore si posiziona davanti all’opera. Questo nuovo movimento, definito Cubismo, è stato fondato da Picasso insieme con Georges Braque (1882-1963) e ha innovato le regole classiche della prospettiva tradizionale bidimensionale per proporre una visione multiprospettica. Ne è un chiaro esempio “Les damoiselles d’Avignon” del 1907 che rappresenta i 5 nudi femminili con volti scomposti e le maschere africane da vari punti di vista. Inoltre Picasso ha usato per la prima volta in un’opera d’arte la tecnica del collage, usando materiali non tradizionali nell’arte, passando così dalla fase del Cubismo Analitico a quella del Cubismo Sintetico. Ne è un chiaro esempio la “Natura morta con sedia impagliata” del 1912, in cui una parte di tela cerata stampata viene incollata nel quadro per rappresentare la seduta della sedia.

Picasso infrange le regole con "Natura morta con sedia impagliata" - un collage
3. Salvador Dalì infrange le regole con il Surrealismo
E’ l’artista che ha esplorato più a fondo e in modo totalmente innovativo l’inconscio e i sogni, creando con la sua arte immagini che superino la realtà, sfidando la logica e la razionalità: da qui è nata la cosiddetta arte surrealista. L’artista infatti riesce ad esplorare il subconscio con accuratezza scientifica, fondendo la tecnica pittorica tradizionale con temi rivoluzionari di scienza attuale come la relatività del tempo di Einstein e la meccanica quantistica, per finire con le sue opere monumentali definite “atomiche”. Ne è un chiaro esempio “La disintegrazione della persistenza della memoria” del 1952 (olio su tela) in cui il paesaggio surrealista ritrae elementi terresti e marini integrati insieme con parallelepipedi grigi di diverse dimensioni, in cui il mondo risulta alterato dagli effetti dell’era nucleare. Egli fondò il cosiddetto “metodo paranoico-critico” in cui dipingeva con precisione quasi fotografica le sue visioni.

Dalì infrange le regole con "Disintegrazione della persistenza della memoria"
4. Andy Warhol infrange le regole con la Pop Art
La caratteristica innovativa di Andy Warhol è stata quella di proporre nelle gallerie d’arte oggetti e figure della cultura popolare – come le lattine della zuppa Campbell o le immagini dei personaggi più celebri, come Marilyn Monroe– rileggendo il rapporto tra arte nobile e cultura di massa alla luce di una rivalutazione dell’arte popolare. Da qui nasce appunto la Pop Art. Tali dipinti sono stati realizzati con tecniche di riproduzione industriale, come la serigrafia, per replicare in serie le immagini da lui create. In tal modo la sua arte si è resa accessibile a tutti, sfidando la consueta querelle sull’unicità delle opere d’arte: come nella pubblicità, tutti possono accedere alle stesse cose, che però in tal modo risultano private del trasporto emotivo e trasformate in icone impersonali e paradigmatiche.

Warhol infrange le regole con "Shot Marilyn"
5. Frida Kahlo infrange le regole con gli autoritratti
Attraverso gli autoritratti, questa artista è riuscita a far arrivare in Europa anche la cultura messicana, usando un linguaggio artistico visivo molto intenso, nato dalle sue esperienze personali, che si proiettava ben oltre le tecniche e le tradizioni dell’epoca. La sua arte, infatti, autobiografica e simbolica, unisce insieme surrealismo e realismo magico per esplorare temi universali come la sofferenza, l’identità culturale, il corpo femminile spesso strumentalizzato, la sessualità, gli effetti del colonialismo. L’integrazione con la cultura messicana, inoltre, le ha dato la forza di rendere nelle sue opere il valore della resilienza e dell’unicità dell’arte, ispirando anche molte donne ad affrancarsi dalle scuole artistiche per emergere come protagoniste assolute della propria arte senza temere discriminazioni. Per questo è considerata da sempre un’icona femminista capace di esprimere la libertà, la lotta e la forza nel mondo. Ne è un esempio “Le due Frida” del 1939 in cui le due versioni di sé – la Frida europea e quella messicana – sono unite da un’arteria che scorre tra i loro cuori e che rappresenta il legame profondo tra due identità in costante conflitto tra di loro. Tale conflitto si risolve trasformando il dolore in bellezza e la diversità in identità.

Frida Khalo infrange le regole con "Le due Frida"