La Mole Vanvitelliana di Ancona è un imponente complesso monumentale a pianta pentagonale con un’ampia piazza centrale. Realizzata nel 1733 dal famoso architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), dal quale prende il nome, è costruita su un isolotto artificiale all’interno del porto, collegata alla terra ferma mediante tre ponti. Inizialmente sorta quale lazzaretto di sanità pubblica, fu successivamente adibita come fortificazione a difesa del porto stesso, raffineria di zuccheri e infine a deposito di merci. Dal 1985, dopo un lungo periodo di abbandono, l’edificio è stato acquistato dal comune di Ancone e destinato a ospitare mostre ed eventi culturali, mentre una parte del complesso accoglie permanentemente il Museo Tattile Omero (dove attualmente è in corso la mostra “L’ombra vede” di Enzo Cucchi).

Fino al 30 settembre prossimo nelle sale della prestigiosa struttura è ospitata la mostra antologica di uno dei più validi fotografi italiani: Giorgio Cutini; esposizione che ha titolo: ”Canto delle stagioni”.

Vuol essere questa mostra un omaggio al lavoro di ricerca di una vita in ambito visivo del fotografo umbro che, durante la sua lunga carriera, ha sperimentato varie tecniche e visioni ed espresso la sua personale filosofia cogliendo nei suoi scatti in bianco e nero l’essenza intima dei soggetti.
L’autore
Già molto appassionato in gioventù alla rappresentazione fotografica Giorgio Cutini ha affiancato la sua carriera chirurgica da prima all’interesse per la documentazione per immagini e poi per la curiosità e le emozioni che scaturiscono da quello che ci circonda fermato in un attimo topico e coinvolgente. Negli anni settanta del secolo scorso la sua attenzione è volta ali “fotogrammi di scarto” dove interpreta le istantanee casuali quali espressioni della realtà senza una scelta conscia. Negli anni ottanta è il movimento, lo scatto mosso ad arricchire la sua creatività, mentre nel decennio successivo si riappropria della relazione con il mondo.
La mostra

Curata da Gabriele Perretta, l’esposizione si snoda in un percorso tematico che comprende ogni aspetto dell’esperienza personale ed espressiva di Cutini. Duecento opere fotografiche, alcune delle quali inedite, per assaporare visivamente la poetica e il profondo pensiero che le ha create.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.