Numerosi sono i maggiori rappresentanti della storia dell’arte che hanno determinato svolte epocali rivoluzionando sia il modo di dipingere e di scolpire sia, soprattutto, dando una loro personale interpretazione del mondo, della cultura, della concezione della vita attraverso l’arte, della loro epoca e anticipando spesso le prospettive del futuro.
Ricordiamo i maggiori rappresentanti.
I Maestri del Medioevo: Giotto e Masaccio
Giotto
La grande innovazione dovuta a Giotto di Bondone è dare valore allo spazio reale e non immaginario. Le persone da lui ritratte assumono corporeità e fisicità tridimensionale in grado di offrire al lettore una lettura drammatica del periodo, del luogo e dell’evento rappresentato. Ne è un chiaro esempio il “Compianto sul Cristo morto” (1303-1305) in cui i gesti, i volti e le espressioni dei partecipanti al quadro indicano tristezza, sgomento, stupore e persino gli angeli tra i cieli rappresentano la loro meraviglia e il dolore provato dopo la crocefissione di Cristo.
Masaccio
Masaccio invece rompe gli schemi della tradizionale rappresentazione bidimensionale rappresentando la prospettiva geometrica in modo estremamente realistico, dando valore profondo e rendendo quasi materialmente tangibile la profondità di corpi e luoghi. Ne è un esempio la “Cacciata dei progenitori dall’Eden” (1424-1425) in cui Adamo ed Eva nella loro nudità risultano trasfigurati dal dolore e dal senso di colpa. Infatti la luce taglia – quasi letteralmente – i loro corpi proiettando le ombre sul terreno e nel viso doloroso di Eva e nella mano che disperatamente copre gli occhi e il pianto di Adamo si legge l’atroce sofferenza per il peccato originale commesso.
I Maestri del Rinascimento: Leonardo, Michelangelo e Raffaello
Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci è in realtà un grandissimo personaggio caleidoscopico del Rinascimento che crede nel valore dell’humanitas come momento in cui l’homo faber è al centro dell’universo e lo plasma a proprio piacimento. Si cimenta quindi nell’arte, nella letteratura,, nella scienza e nella tecnica, brillando in ogni campo per la sua cultura vasta e profonda. In particolare nella storia dell’arte inventa la tecnica dello “sfumato”, studiando le persone da un punto di vista scientifico ma anche anatomico e rendendo così i suoi quadri vivi e naturali. Ne è un esempio “La Gioconda” (1503-1506) in cui ha eliminato i tratti netti degli occhi e della bocca per fondere Monna Lisa con il paesaggio retrostante, conferendo al suo sorriso – visibile da ogni angolo con un atteggiamento diverso- quel senso di dolcezza e ambiguità che lo rende un capolavoro unico nel suo genere.
Michelangelo Buonarroti
È stato l’ideatore di sculture imponenti e possenti a cui ha conferito forza ma anche pathos umano, in una totalità rappresentativa in cui si riflette la sua irrequietezza e quella della sua epoca. L’esempio più famoso è il “David” (1501-1504) in cui ha saputo totalmente rivoluzionare la scultura nella sua rappresentazione anatomica. Infatti quello che lui rappresenta non è il David che ha vinto contro Golia, bensì nel momento immediatamente precedente al famoso scontro tra i due personaggi biblici, in cui sono evidenti le vene tese, i muscoli contratti e lo sguardo concentrato per lo scontro, tipico di chi sa che è uno scontro determinante ma non sa come può andare a finire, scontro da cui dipende la salvezza o la morte.
Raffaello Sanzio
Nel Rinascimento ha rivoluzionato il cannone del “bello”, ritrovando il senso del “bello ideale” non nella perfezione realistica e anatomicamente sviluppata e visibile, bensì nella grazia e soprattutto nelle proporzioni da cui deve emergere l’equilibrio delle parti e un senso totale di armonia. Ne è un esempio la “Scuola di Atene” (1509-1511) in cui rinnova totalmente il senso della spazio monumentale, inserendo tanti filosofi dell’antichità in una costruzione architettonica maestosa, disposta su due piani separati dalla larga scalinata, dando loro un senso del movimento al contempo naturale ed equilibrato, da cui emerge il valore della filosofia e della scienza nell’antichità, e immergendoli in un ambiente classico perfettamente realizzato attraverso la prospettiva.
I Maestri dell’età moderna e delle Avanguardie: Caravaggio, Van Gogh e Picasso
Caravaggio
La sua innovazione rivoluzionaria consiste soprattutto nell’uso della luce, nella penetrazione nel quadro per evidenziare realtà anche poco accettabili e soprattutto nell’uso delle ombre e dei chiaroscuri che ne derivano per mostrare la realtà vera e crudele di qualsiasi strato sociale dei personaggi rappresentati. Ne è un esempio evidente la “Vocazione di San Matteo” (1599-1600) in cui la luce non sembra provenire dall’interno del quadro ma provenire dall’esterno squarciando l’oscurità come se fosse colpita da un raggio del sole al di fuori del quadro, rappresentando così la Grazia divina che colpisce le persone comuni all’interno della locanda buia, così come squarcia la loro realtà interiore illuminandola di un messaggio soprannaturale.
Vincent Van Gogh
Il suo carattere innovativo e rivoluzionario consiste nell’uso dei colori forti e vivaci realizzati sulle tele con tratti veloci e nervosi, in cui si evidenziano le emozioni più profonde dell’artista, per reinventare e rinnovare il concetto di pittura come proveniente dall’interiorità del pittore piuttosto che dal confronto realistico con la natura. Il suo esempio più illustre è “Notte stellata” (1889) in cui usa pennellate vorticose piene di emozioni, unendo anche ricordi e immaginazione, dove il cielo sembra muoversi secondo cerchi di luce che conferiscono al dipinto un senso di energia e di vitalità.
Pablo Picasso
Ha inventato il movimento del Cubismo, rompendo le forme e mostrando gli oggetti da più punti di vista nello stesso momento. Ne è un esempio il dipinto “Les Demoiselles d’Avignon” (1907) in cui infrange le regole della pittura tradizionale rinascimentale e gli oggetti e i corpi tradizionali non sono più considerati da un unico punto di vista ma da più lati nello stesso momento. I corpi umani diventano triangoli, quadrati e linee dure e spigolosi, mentre i volti diventano maschere africane, ispirate a quelle viste a Parigi: trova così una forza nuova e diversa nella sua rappresentazione pittorica.