Il Museo Nazionale Romano è composto da 4 sedi: Le Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e la Crypta Balbi. Si tratta di un sistema museale nato nel  1870 che vuole celebrare le opere degli artisti più importanti dell’antichità italiana.

Le Terme di Diocleziano nel Museo Nazionale Romano

Il primo sito che fu reso disponibile per realizzare un museo nazionale fu quello delle Terme di Diocleziano con il Chiostro di Michelangelo, già deposito di materiali archeologici, a cui si aggiunsero sculture e collezioni tra cui la celebre Collezione Boncompagni Ludovisi. Ben presto i suoi spazi accolsero il Museo della comunicazione scritta dei Romani e il Museo di Protostoria dei Popoli Latini. Fa parte di questo complesso anche la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, realizzata da Michelangelo all’interno  del Frigidarium.

La sezione più interessante delle Terme è di certo la passeggiata tra le grandi aule che sono rimaste a testimoniare il Calidarium, il Frigidarium e il Tepidarium, ma anche la Natatio, il grande spazio dedicato alla piscina pubblica scoperta. Anche l’ Aula Decima sorprende il visitatore  per la sua dimensione monumentale, che ospita il sepolcro dei Platorini e altre tombe. Di particolare interesse è la Collezione Epigrafica formata da varie iscrizioni romane esposte in ordine cronologico che documentano la vita sociale, religiosa e pubblica dell’epoca romana. Infine il Museo di Protostoria dei Popoli Latini è una sezione situata nel Chiostro Grande di Michelangelo e che illustra la storia dei popoli autoctoni che hanno preceduto i Romani.

La collezione Ludovisi al Museo Nazionale Romano

Radunata dal 1621 al 1623, tale collezione è caratterizzata dai marmi che il cardinale Ludovico Ludovisi fece usare per la sua villa sul Quirinale. Il pezzo più famoso, il Trono Ludovisi, rinvenuto nel 1887, fu acquistato, insieme ad oltre cento sculture, dallo stato italiano.

Palazzo Altemps nel Museo Nazionale Romano

Negli anni Ottanta furono poi acquistati Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e l’intero isolato della Crypta Balbi, mentre nelle Terme di Diocleziano iniziarono importanti lavori di ristrutturazione. In particolare Palazzo Altemps è una dimora aristocratica rinascimentale che fu dedicata alle collezioni storiche. A  lungo esposte nel Chiostro piccolo della Certosa nel Museo delle Terme di Diocleziano, sono ora presenti a Palazzo Altemps proprio le opere della collezione Ludovisi, tra cui ricordiamo le più famose come  Galata suicida, Gruppo di Oreste e Elettra, gruppo di Pan e Dafni o Atena con serpente. Invece la nascita di Afrodite dal mare spumeggiante con le figure femminili e le sacerdotesse di Afrodite rappresenta il prezioso fregio del Trono Ludovisi.

Pan e Dafni a Palazzo Altemps-Museo nazionale romano

Pan e Dafni a Palazzo Altemps-Museo nazionale romano

Palazzo Massimo nel Museo Nazionale Romano

L’area di Palazzo Massimo si estende di fronte alla Stazione Termini e da sempre contiene i maggiori capolavori della produzione artistica ritrovata a Roma e nel suo territorio. A Palazzo Massimo fu poi trasferito, a fine Anni Novanta, il Medagliere del Museo Nazionale Romano per raccogliere tutti i materiali archeologici relativi alla numismatica romana e laziale, che oggi conta oltre mezzo milione di pezzi. Dal 5 dicembre 2025 fino al 12 aprile 2026 è possibile visitare la mostra “Memorie sommerse: i bronzi del Ponte di Valentiniano”, curata da Federica Rinaldi e Agnese Pergola, che emersero, insieme a numerose decorazioni del famoso Ponte Sisto, dopo gli interventi sugli argini del Tevere del 1878. Tali materiali, per lungo tempo custoditi nei depositi del museo, sono ora valorizzati nella mostra e permettono una ricostruzione topografica monumentale di Roma. Ne è un esempio la Niobide e la Peplophoros, originali greci del IV sec.a.C., conservate però fino ad oggi nei depositi. Importante è pure l’iscrizione dedicatoria marmorea di Valentiniano e di suo fratello Valente e l’iscrizione monumentale scolpita su travertino che ornava l’esterno del ponte, affinché tutti i naviganti potessero leggerla

La Crypta Balbi nel Museo Nazionale Romano

La Crypta Balbi rappresenta un intero isolato del centro storico di Roma che sorgeva su un vasto portico annesso al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C. Sul lato orientale del portico ci sono poi una serie di isolati più antichi che rappresentano la Forma Urbis marmorea. Dalla realtà rurale in cui visse Balbo al paesaggio diventato una realtà rurale nel V sec., emerge poi la costruzione delle chiese e delle case medievali dell’area, fino all’edificio del Conservatorio di Santa Caterina della Rosa, costruito tra il XVI e il XVII secolo. La seconda sezione invece illustra le trasformazioni avvenute  tra il V e il IX secolo. Appartengono al VII sec. migliaia di oggetti di vetro, ceramica, monete, metallo, pietre preziose che si integrano con i reperti coevi  delle collezioni storiche dei musei romani. Attualmente chiusa al pubblico per i grandi lavori di restauro in corso, si possono però prenotare le visite guidate straordinarie di sabato per seguire il progetto “Cantiere Aperto”, che mostra scavi e scoperte recenti.

Dunque un complesso di monumenti che Roma mette a disposizione dei cittadini e dei visitatori con un biglietto unico per una full immersion nelle grandi bellezze del passato!

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