Il mercato dei massaggi ha attualmente un valore stimato di 3.6 miliardi di dollari a livello globale e un tasso di crescita annua previsto al +12.5% fino al 2028: tradotto significa che nei prossimi anni le persone spenderanno di più di quanto già fanno per massaggi e trattamenti professionali. L’opportunità può apparire ghiotta agli operatori del settore: ecco alcuni aspetti di cui tenere conto, però, se si intende lavorare come massaggiatori. 

Nelle grandi città e nelle località turistiche cresce la domanda di massaggiatori 

Il mercato italiano, innanzitutto, non è un mercato uniforme: sono soprattutto le grandi città come Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna a guidare la domanda. La Lombardia più nel dettaglio è la regione in cui ci sono, e sotto la spinta della domanda crescente continuano ad aprirsi, più centri massaggi. Seguono il Lazio e l’Emilia-Romagna. Anche nelle località a spiccata vocazione turistica si sta moltiplicando negli ultimi anni il numero di centri massaggi, spa, saloni che offrono pacchetti di massoterapia in accordo con il successo delle vacanze relax: sempre più persone, infatti, scelgono le mete dei propri viaggi anche tenendo conto della possibilità di concedersi trattamenti di bellezza o rilassanti. Se si ha in mente di aprire un centro massaggi o di cominciare a lavorare come massaggiatore, così, una buona idea è valutare di farlo in mete come località termali, villaggi turistici, destinazioni di lusso. 

Chi prenota un massaggio cerca qualità e relax 

Chi prenota un massaggio, a casa o in vacanza, lo fa in maniera sempre più consapevole e, cioè, essendosi informato in anticipo sul tipo di trattamento, come viene effettuato, che benefici ha. Per lavorare nel campo, insomma, non si può improvvisare ma è essenziale puntare su una formazione di alta qualità. Seguire un   corso di massaggi professionale di ArteCorpo a Milano (ma la scuola ne organizza anche in altre città) serve a imparare le diverse tecniche di manipolazione, come approcciarsi al cliente e trasformare la seduta in un momento di benessere a trecentosessanta gradi.  

Tra i motivi principali per cui le persone si rivolgono a un massaggiatore, del resto, oggi ci sarebbero soprattutto tensioni muscolari e altre somatizzazioni legate allo stress della vita quotidiana: ritmi sempre più frenetici al lavoro, poco tempo da dedicare a sé stessi, preoccupazioni per vari aspetti della propria vita personale e familiare possono trasformarsi in disagi avvertiti a livello corporeo. Specializzazioni in tecniche come il massaggio olistico-bioenergetico, il massaggio californiano, la riflessologia plantare possono rivelarsi strategiche insomma oggi che, soprattutto nella fascia alto-spendente dei 30-40enni, chi cerca un massaggio lo fa per rilassarsi. Naturalmente non manca una certa attenzione verso i benefici organici dei massaggi, soprattutto per gli sportivi o in caso di traumi o incidenti. 

Gli italiani si fidano di più dei massaggiatori che dei centri massaggi 

Un dato curioso che emerge dalle analisi sul mercato della massoterapia è che gli italiani al momento preferiscono piccoli centri e massaggiatori indipendenti alle grandi catene, pure presenti sempre più numerose nel nostro Paese. È un tema di fiducia: con il massaggiatore è importante che si venga a stabilire una connessione positiva e ciò è più facile se ci si rivolge a una realtà piccola o a un libero professionista. Questo implica, per chi vuole iniziare a lavorare nel campo, familiarizzare anche con una serie di aspetti burocratici e logistici: è per questo che nei migliori corsi per massaggiatori non dovrebbero mancare moduli dedicati a come fare impresa e promuoversi. 

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