Credits foto: Premio Strega

Il Premio Strega 2026 arriva alla fase decisiva con una novità che salta subito all’occhio: i libri in corsa per l’ottantesima edizione non sono cinque ma sei. La cinquina, formula storica del premio letterario più seguito in Italia, quest’anno diventa una sestina. La selezione è stata annunciata il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, davanti a critici, lettori e addetti ai lavori che da mesi seguono il percorso dei romanzi candidati.

Perché i libri finalisti sono sei e non cinque

La risposta sta nell’articolo 7 del regolamento del Premio Strega, una clausola pensata per tutelare la pluralità editoriale. Se tra i primi cinque classificati della votazione non figura almeno un’opera pubblicata da una casa editrice medio-piccola, il libro indipendente più votato viene ripescato e ammesso comunque alla finale. È esattamente quello che è successo quest’anno: tra i primi cinque posti compaiono solo grandi gruppi editoriali e così è scattato il meccanismo che ha portato la cinquina a trasformarsi in sestina. 

Locandina Premio strega 2026

Non è un caso isolato nella storia del premio, ma resta un evento che accende sempre la discussione tra lettori e critica, perché modifica gli equilibri della corsa finale e allarga il numero di voci in gara.

I sei libri finalisti del Premio Strega 2026

In testa alla classifica provvisoria si è piazzato Michele Mari, che con 280 voti porta in finale “I convitati di pietra”, pubblicato da Einaudi. Una scrittura colta e visionaria, costruita intorno a memoria personale, letteratura e presenze del passato che si confondono con la realtà.

Le altre opere in corsa

Al secondo posto, e tra le sorprese più commentate dell’edizione, si è classificato Matteo Nucci con “Platone. Una storia d’amore”, edito da Feltrinelli, con 242 voti. Segue Bianca Pitzorno, che con “La sonnambula”, pubblicato da Bompiani, ha raccolto 195 voti.

Teresa Ciabatti entra in finale con “Donnaregina”, uscito per Mondadori, fermandosi a 184 voti, mentre Alcide Pierantozzi conquista il quinto posto con “Lo sbilico”, ancora per Einaudi, a quota 170 voti. A chiudere la sestina, grazie proprio al ripescaggio previsto dall’articolo 7, è Elena Rui con “Vedove di Camus”, pubblicato da L’orma, editore indipendente che ha ottenuto 163 voti.

Premio Strega 2026

Una stagione letteraria difficile

Melania Mazzucco, presidente del comitato direttivo del premio, ha descritto l’edizione in corso come un’annata particolarmente ricca, in cui la scelta tra i candidati è risultata più complessa del solito. Secondo la presidente, il 2026 segna anche il ritorno del romanzo in senso pieno, accompagnato da una varietà di generi narrativi che da tempo non si vedeva in finale con questa intensità. Una lettura che restituisce il senso di un premio capace ancora di intercettare tendenze e cambiamenti del panorama editoriale italiano.

Il caso Mari-Ciabatti scuote la vigilia della finale

A pochi giorni dalla serata conclusiva, la corsa al Premio Strega 2026 è stata scossa da una vicenda che riguarda due dei sei finalisti. Secondo quanto riportato da alcune testate, durante uno spostamento dello Strega Tour verso Bisceglie sarebbe scoppiato un duro confronto tra Michele Mari e Teresa Ciabatti, avvenuto a bordo del van che trasportava anche Matteo Nucci ed Elena Rui. Al centro dello scontro ci sarebbero alcune frasi attribuite a Mari su Michela Murgia, la scrittrice e attivista sarda scomparsa nel 2023, che secondo le ricostruzioni circolate finora avrebbe collegato la sua intransigenza a un disagio personale. Ciabatti avrebbe reagito con forza, arrivando in un primo momento a valutare il ritiro dalla competizione. Le notizie, al momento, si basano su testimonianze indirette e non hanno trovato conferma diretta da parte dei due autori. 

Nelle ore successive è intervenuta la Fondazione Bellonci, organizzatrice del premio, con una nota che definisce ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibile con lo spirito del riconoscimento, senza però annunciare provvedimenti formali. Sul piano del regolamento, Mari e Ciabatti non sono in competizione diretta per la vittoria: il primo guida la sestina con ampio margine, la seconda occupa la quarta posizione. Resta da capire se la vicenda, qualora trovasse conferme ufficiali, possa incidere sull’esito della finale.

Premio Strega 2026: la proclamazione del vincitore

L’ottantesima edizione del Premio Strega si chiuderà l’8 luglio, con la serata finale che per la prima volta lascia il tradizionale Ninfeo di Villa Giulia per trasferirsi in Piazza del Campidoglio, a Roma. Un cambio di scenario che accompagna un anniversario importante per un riconoscimento nato nel secondo dopoguerra e diventato negli anni un punto di riferimento assoluto per la narrativa italiana, capace di lanciare autori come Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Umberto Eco e Dacia Maraini. Fino a quella data, la sestina dei finalisti resta protagonista di presentazioni, incontri e dello Strega Tour, le tappe attraverso cui i sei libri arrivano direttamente ai lettori prima del voto decisivo.

Con sei romanzi così diversi per stile e ambientazione, l’edizione 2026 del Premio Strega si presenta come una delle più aperte degli ultimi anni e la sestina, nata per garantire pluralità editoriale, finisce per diventare essa stessa parte della storia di questa stagione del premio.

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