A settembre Taylor Swift ha fatto uscire quattro nuove canzoni, da aggiungere ai 12 pezzi inediti dell’album The Life of a Showgirl uscito l’anno scorso: ha così pubblicato The Life of a Showgirl: The Encore, con una nuova copertina. Le nuove canzoni si intitolano Patient Zero, Cleveland!, Pink Clouding e Babylon e stanno ormai circolanno da un po’ sui social. La reazione degli stessi fan della cantante non è stata positiva, e si può facilmente immaginare perchè.
Le canzoni non ricordano neanche lontanamente lo stile iniziale di Taylor, quel suono country-pop che l’ha resa famosa e in cui ha sempre dato il meglio di sè: sono insomma piatte. Non hanno l’appeal pop dei pezzi migliori dell’album del 2025, tipo Opalite che nonostante non sia una delle sue canzoni migliori, un anno dopo si fa ancora ascoltare. E non hanno nemmeno l’intelligenza poetica di altri testi della popstar.
I quattro nuovi brani sono stati il frutto di un nuovo viaggio in Svezia per collaborare con Max Martin e Shellback, co-autori e produttori, dopo l’uscita dell’album probabilmente più criticato di Swift.
Una delle canzoni meno apprezzate è stata Patient Zero, che racconta una telefonata della fidanzata di un ex che è campione di rapporti tossici, virus sentimentale malefico che dopo aver fatto ammalare la paziente zero è passato a una nuova vittima. Ma il brano risulta poco interessante, banale, nel testo ma anche nelle musiche e nel beat generale, fino ad essere quasi fastidioso, con la nota positiva della presenza del violino del concertista e direttore d’orchestra svedese Fredrik Burstedt.
Diretto dalla cantante, il video ha come protagonisti Dakota Johnson e Colin Farrell, oltre alla fotografia di Emmanuel Lubezki, triplo premio Oscar. E’ stato presentato in anteprima agli MTV VMA il 27 settembre, quando Taylor è diventata la prima a ricevere un Artist Director Honors, premio alla carriera riservato ai registi dei videoclip che hanno lasciato un segno.
In Pink Clouding invece la cantante ripensa a un ex che ha trattato male e a cui ha fatto promesse mai mantenute poiché inebriata dal piacere di essere amata. Il brano cerca di ricordare una canzone tipica degli anni ’80, che però probabilmente neanche all’epoca avrebbe fatto molto successo.
Con il il testo Cleveland! invece fa omaggio a suo marito, Travis Kelce, parlando della città in cui è cresciuto. La canzone risulta stucchevole, e la logica del testo è elementare. Nonostante sia uno dei brani più memorabili, è rimasto indigesto a molti fan, specialmente a quelli che preferiscono la Taylor single che parla delle sue sventure d’amore, piuttosto che quella felicemente sposata.
Invece si salva Babylon, una canzone che nonostante ripresenti una storia scontata di fondo e la musica incolore, risulta molto più interessante anche grazie alla collabrazione con Burstedt e Anders Pettersson. Questo brano si riallaccia infatti alle storie in terza persona contenute nei dischi migliori di Swift. Racconta la storia di un personaggio che fugge da un posto di provincia in cerca di qualcosa di più, per poi rimpiangere quello che ha lasciato alle spalle.
Dunque la Taylor Swift che traspare da questi nuovi brani non è sicuramente la migliore: ricorda solo vagamente, in alcuni punti, la popstar dalla fama mondiale, la più potente del pianeta, che invece di prendersi qualche rischio, ha deciso di raccontare quanto è felice con parole scontate.