Una vita da Sesto

Condividi su

Il sesto uomo, nel basket è noto per essere il vero outsider: senza riflettori puntati, arriva all’obiettivo, ricoprendo un ruolo jolly grazie alle sue prestazioni di alto livello. Sesto è anche “quel senso in più, che non tutti hanno, lʼintuito, lʼistinto“.

Sesto è Alessandro Giorgiutti, noto autore e produttore triestino che, in questa corsa disperata a chi arriva primo, preferisce camminare, senza guardare a classifiche, a graduatorie, senza voler neanche salire su un podio.

Da settembre ad oggi ha tinto di giallo le piattaforme streaming, merito delle cover di due dei tre singoli, Sbalzi e Neve (Anna) che hanno anticipato l’uscita del suo primo progetto discografico, in collaborazione con Paolo Baldini, bassista, produttore e dub master di fama internazionale.

Pianosequenza” la cui release è prevista per marzo 2022, ha un variegato spettro di reference, da Dalla a Bon Iver, passando per The National. Una visione cinematografica del continuo divenire della vita, un mare di rischi e opportunità, viaggiando “a pelo dell’acqua” aspettando il vento a favore verso la meta. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Sesto.

 

Una vita in giro, da Trieste agli Stati Uniti, passando per il Sud America e lʼEuropa per poi ritornare alle origini. Cosa rappresenta Trieste per Sesto?

Punto di partenza ma anche unico punto fermo, ancora di salvezza , una città non troppo caotica dove la gente se vuole può starsene in pace per conto proprio. Trieste, scontrosa grazie dicono.Ed è tutto vero.

Hai di recente partecipato allʼultima edizione di Musicultura, posizionandoti tra i 16 finalisti. Che ricordo hai di questʼesperienza?

La voglia di palco in piena pandemia, riconoscere gli occhi emozionati di altri concorrenti oltre la mascherina. La dedizione di Musicultura nel mettere in primo piano le canzoni.

Sbalzi” e “Galleggianti”. Titoli che rimandano allʼessere in qualche modo instabili, sospesi in una condizione precaria. Qual è, se cʼè, il fil rouge che lega i primi due singoli che anticipano lʼalbum?

Mi hai scoperto! Il filo che unisce queste due canzoni con le altre che andranno a comporre lʼAlbum è proprio lʼ incertezza del nostro essere, il credere di avere in mano le redini , lʼ usare la debolezza degli altri come forma di denigrazione, il non godersi il viaggio solo perché attendiamo la meta.

“Pianosequenza” vedrà la luce il prossimo anno. Quali saranno le immagini prevalenti su cui si soffermerà la macchina da presa di Sesto?

In qualche modo mi sono reso conto dopo averlo scritto ma è quasi un concept album su quelli che chiamo Antieroi dei nostri giorni. Sono figure come i senza tetto, i migranti , i venditori ambulanti,i tassisti e gli ubriaconi, i meccanici e le donne di quartiere.

Neve (Anna) lʼultimo singolo, tira in ballo un paesaggio molto vicino alla stagione che stiamo vivendo. Ma qual è il vero senso della neve in questa canzone?

La neve come mezzo naturale che abbatte i confini in qualche modo, che rende tutto un po più uniforme, che in qualche modo azzera le differenze.

Se ti chiedessi di descriverti con un tuo verso?

Il ritornello di Galleggianti dice : ” Siamo tutti sulla stessa barca, rincorriamo una meta distante sul pelo dellʼ acqua, qualche volta con vele spiegate, ogni tanto un soffio di vento ci riporta a casa”
Aspetta, forse non ho descritto solo me …


Condividi su