Giovanni Truppi e la musica da guardare

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Giovanni Truppi è riservato quanto basta, sorride, e ringrazia in modo sincero chi gli rivolge l’ennesima ridondante domanda su di lui, sul Festival, sulla canzone che porterà su quel palco che ha sempre visto dallo schermo di una tv.

Tra dischi multiplatino e nomi che campeggiano per settimane sulle più gettonate playlist Spotify, lui, Truppi, si ritaglia timidamente uno spazio in un cast variegato, scelto con cura dal direttore artistico Amadeus.

Il pubblico l’ha sempre avuto e non stupisce il fatto che tra i fan ci siano anche nomi importanti della musica italiana. “Prima di ogni esibizione vivo un tormento interiore e questo è direttamente proporzionale al numero di persone che mi ritroverò davanti” dice apertamente. Il palco dell’Ariston farà sicuramente un certo effetto su di lui che del Festival ha chiari ricordi fin dall’adolescenza, (Massimo Ranieri, per l’imprinting da maestro di canto e su tutti, i Quintorigo con “Rospo” nel lontano 1999).

Ma stavolta Sanremo l’ha cercato lui, proponendo una canzone che lo rappresenti, che sintetizzi gran parte delle caratteristiche della sua scrittura e musica.

Tuo padre, mia madre, Lucia

Un titolo evocativo, quello del brano sanremese: “Vivo un po’ con imbarazzo il fatto che ci sia parte della mia vita privata, ma è chiaro che mio suocero, mia madre e mia figlia Lucia siano semplici spettatori nella descrizione di un amore”. Il pezzo, che sarà accompagnato dall’orchestra ma che (spoiler!) non priverà Giovanni della chitarra e del suo pianoforte (quest’ultimo presente nella cover della quarta serata) racconta “la costruzione in due di un amore ed il confronto con il mondo esterno (…) Canterò del sentimento d’amore verso la persona amata, la volontà e l’ineluttabilità del percepirsi insieme all’altra persona, anche nel futuro” aggiunge.

La cover

Che sia Pino Daniele, Roberto Murolo o De Andrè, l’ispirazione secondo Truppi deve rimanere in un certo senso in ombra. Allo stesso modo, la scelta della cover per la quarta serata del Festival di Sanremo è ricaduta sul brano “Nella mia ora di libertà” di De Andrè: “Ho cercato di offrire con molto rispetto il mio punto di vista su questa canzone”. E quando gli si chiede di Capossela afferma “Vinicio è uno degli artisti che mi ha più guidato ed ispirato con il suo rigore ed atteggiamento. Il fatto che lui abbia accettato mi fa sentire più forte e tranquillo”.

“Tutto l’universo”, il disco

Nata passeggiando per Bologna, Tuo padre, mia madre, Lucia ha visto poi la collaborazione di Marco Buccelli, fedele autore e produttore di Truppi e l’incontro in sessioni separate con Pacifico e Niccolò Contessa. La canzone sanremese farà parte del progetto in uscita il prossimo 4 febbraio TUTTO L’UNIVERSO, un disco-raccolta di 15 canzoni evocative che ripercorrono la carriera artistica di Truppi.

Giovanni, Napoli e la musica

Truppi ha l’innata capacità di cantare storie di vita vissuta, offrendo una musica tutta da guardare, con la stessa naturalezza della canzone napoletana di un tempo. Il minimalismo strumentale che solitamente lo accompagna, lascia spazio alle storie e agli amori in tutte le sue fasi. Nonostante da anni viva a Bologna, il legame con le sue origini traspare dai suoi racconti: “Prima ancora della musica, mi sento debitore della città, dello sguardo che Napoli ti regala sul mondo. Non ci sono posti che possano farti lo stesso regalo”.

Scaramantico? Non ho riti particolari ma se non sono preoccupato, allora il Festival mi andrà male.


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