Foto di Alessia Giannino

Baya Restaurant è uno di quei posti magici, di cui ci si innamora a prima vista. Un po’ nascosto, ma con un panorama mozzafiato. Alcuni potrebbero pensare che forse varrebbe la pena anche solo per il panorama, ma non è così. Il ristorante a Monte di Procida è un vero e proprio gioiellino, bello da vedere e buono da gustare. Quello che oggi possiamo ammirare è il risultato di un progetto concepito a partire dal 1982 da Emilio Lucci, che in una distesa di terra vedeva già il suo futuro.

Foto di Alessia Giannino

Pietra dopo pietra, mattone dopo mattone, nel 1996, dopo anni di lavoro il sogno di Emilio prende forma. Il cottage in legno con colori pastello e ampie vetrate sul golfo di Procida, è pronto. Il Baya inizia la sua attività come club privato, diventando in pochissimo tempo meta gettonatissima dai napoletani. Con gli anni, però, il progetto diventa ancora più ambizioso e quella che possiamo definire una baita, diventa un vero ristorante, anche grazie a Salvatore, figlio di Emilio, che come il padre sembra avere le idee molto chiare sul futuro del locale. Nel 2019 il club diventa ufficialmente Baya Restaurant, oggi gestito da Salvatore. Ai fornelli, dallo scorso anno, c’è Federica Amoroso, chef formatasi prima in diversi ristoranti dei Campi Flegrei e poi in Piemonte. La sua cucina è un tripudio di sapori, con accostamenti particolari, che strizzano l’occhio all’innovazione, seppur rimanendo ancorati nel porto sicuro del nostro golfo. La sconvolgente bellezza del luogo e i profumi della cucina, che si confondono al profumo del mare, creano quel mix che conquisterebbe anche i cuori più duri.

I piatti del Baya Restaurant

Dalla tartare di tonno con stracciatella di bufala e chips di riso soffiata e profumata al lime all’Hot dog con salsiccia di cefalo e cipolla all’aglianico, fino ad arrivare alla chela di baccalà al panko con ragù e sesamo nero e bianco. Finger food così buoni, da leccarsi i baffi, e non solo. Come una Caprese è il piatto che seduce fin dal primo sguardo, si tratta di cozze spadellate su estratto di datterino, jus di basilico e mozzarella e crostini di pane casareccio. L’involtino croccante con seppie, friarielli e papaccella in purezza fa centro, così come la Girella di pesce bandiera, panato al tarallo con trilogia di peperoni e colatura di provola. Lo zito alla genovese di tonno e scaglie di provolone del Monaco è un’altra chicca, a cui gli amanti del pesce non possono rinunciare.

Infine la Torta Paradiso, preparata dalla mamma di Salvatore, un dolce semplice, che proprio grazie alla sua leggerezza e genuinità ti proiettano davvero in Paradiso. Ma probabilmente, altro non è che il simbolo di ciò che Baya Restaurant è da quasi 30 anni. Un paradiso, nato da un sogno, due braccia, una famiglia, tanta voglia di creare qualcosa di bello e il mare di fronte che non ha fatto altro che alimentare l’immensa bellezza di una visione onirica.

Foto di Alessia Giannino
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