Il festival di Sanremo 2025 è finito, rendiamo grazie a Carlo Conti. Oppure no.
Abbiamo tutti sbloccato una nuova carriera, quella di esperti di pubblicità occulta e catene d’oro di un certo livello; di individuatori seriali di scontri che non si concretizzeranno e di bronci immotivati. Ma nonostante tutto, quella porzione di pop corn pronta per il consumo da martedì è rimasta intonsa per 5 serate di ordinario festival.
Carlo Conti, amante del senza fronzoli e fuffa come ha affermato in conferenza stampa prima della finale, negherà fino alla morte, ma l’immaginiamo a sfregarsi le mani da dicembre, per ipotesi dissing plurimi, da cui per sua natura si sarebbe chiaramente dissociato. Ieri sera, effetto finale del festival, abbiamo cantato persino Rkomi, piazzato un gradino più su di Marcella Bella, ultima in classifica; abbiamo intravisto volti torvi per vestiti strappati nel backstage (Elodie si sarà vendicata a suo modo), ci siamo ricreduti su alcuni brani e abbiamo, a spese di classifica ribaltata, scoperto che non tutto va come come ci si immagina.
Ma chi cavolo è Olly? È la domanda più gettonata questa mattina al bar, in giro per le strade. È la domanda di chi molto probabilmente non accenderà da mesi la radio in auto. Il ragazzo ligure è tutto ciò che sono gli ascolti attuali, le classifiche che valicano i target adolescenziali ed i conseguenti sold out di palazzetti già collezionati nel 2023 dopo il suo debutto all’Ariston. I dischi di platino di Devastante ben prima del successo della collaborazione con Angelina Mango Per due come noi testimoniano quanto la vita quotidiana raccontata e messa su musica evidentemente premi.
Federico Olivieri, decretato vincitore dal 33% della sala stampa, 33% delle radio e 34% del televoto è l’emblema di un linguaggio discografico immediato, specchio dell’attuale panorama musicale da classifiche, tra romanticismi e scene di vita quotidiana servite su un pop senza pretese. Dal ritornello che ti si attacca in testa, Balorda Nostalgia è la hit dai facili stream che inverosimilmente scavalca mostri sacri della musica, oltrepassa standing ovation altrui, facendo slalom tra una depressione ed una malattia da podio. E diciamolo, meno male.
Abbiamo evitato di far salire sui gradini più alti Quando sarai piccola, il racconto emozionante ma struggente (leggi: ricatto emotivo) di Cristicchi che molto probabilmente non avrebbe ascoltato neanche chi gridava al capolavoro (non neghiamo lo sia, ma parliamoci chiaro, nessuno si sognerebbe durante un viaggio in macchina di ammazzarsi psicologicamente). Abbiamo deluso le aspettative di Fabrizio Corona ma già ampiamente premiato con il quarto posto Battito, un pezzo validissimo per l’Eurovision, ma quasi impossbilie da staccare dal discutibile personaggio che va avanti al limite tra il “gioco a fare la vittima e lucro sulla mia depressione” e “voglio ripulirmi dai tradimenti”.
Tralasciando l’incredulità generata da un immeritatissimo sesto posto di Giorgia (non per la canzone quanto per l’artista) e un settimo dell’osannato Achille Lauro, saliamo sul podio e capiamo perchè davvero non ci è andata così male come si pensava. Anzi.
Il miracolo Sanremese
Fuori dal caotico mercato discografico spremiartisti, lontano da adolescenti urlanti, dalla sfrenata rincorsa alla classifica, due preziosissimi cantautori, uno con i piedi ben piantati per terra (terra rigorosamente calabrese) e l’altro un Bowie/Rodari che viaggia tra il sogno e la realtà. Per due come loro (semicit), Brunori Sas e Lucio Corsi, il secondo e terzo posto al Festival di Sanremo sono il vero miracolo. Una scommessa vinta con la sola musica, con il potere delle parole e delle immagini oniriche. Brunori già noto cantautore prende finalmente ciò che gli spetta, mentre Lucio Corsi in 5 giorni conquista l’inimmaginabile. L’uno con l’ironia e la poesia, l’altro con un mondo di sola magia. Ed è questa la vera rivoluzione.
La classifica
6) Giorgia – La cura per me
7) Achille Lauro – Incoscienti giovani
8) Francesco Gabbani – Viva la vita
9) Irama – Lentamente
10) Coma_Cose – Cuoricini
11) Bresh – La tana del granchio
12) Elodie – Dimenticarsi alle 7
13) Noemi – Se t’innamori muori
14) The Kolors – Tu con chi fai l’amore
15) Rocco Hunt – Mille vote ancora
16) Willie Peyote – Grazie ma no grazie
17) Sarah Toscano – Amarcord
18) Shablo ft. Guè, Joshua, Tormento – La mia parola
19) Rose Villain – Fuorilegge
20) Joan Thiele – Eco
21) Francesca Michielin – Fango in Paradiso
22) Modà – Non ti dimentico
23) Massimo Ranieri – Tra le mani un cuore
24) Serena Brancale – Anema e core
25) Tony Effe – Damme ‘na mano
26) Gaia – Chiamo io, chiami tu
27) Clara – Febbre
28) Rkomi – Il ritmo delle cose
29) Marcella Bella – Pelle diamante
La top 5
1) Olly – Balorda Nostalgia
2) Lucio Corsi – Volevo essere un duro
3) Brunori Sas – L’albero delle noci
4) Fedez – Battito
5) Simone Cristicchi – Quando sarai piccola
I premi assegnati
I premi della Critica, della Sala Stampa rendono grazie a chi è in grado ancora di scrivere per sè. Il premio Tim, probabilmente il minore su carta, è assegnato a Giorgia, accolta da ovazioni all’Ariston, a cui non ha saputo resistere tra lacrime e sincera gratitudine perchè, forse, un riscontro del genere è in realtà il premio che ha più valore.


Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.