Nel mondo del cinema era già successo: sceneggiatori e attori avevano pesantemente protestato, ad Hollywood, contro l’uso dell’IA a tutela delle proprie professioni. Ora sono i musicisti a far sentire le propria voce e lo fanno con il silenzio.

La causa

Oltre 1000 musicisti, compresi Annie Lennox, Damon Albarn e Kate Bush, hanno pubblicato un album muto, intitolato Is This What We Want? (È questo quello che vogliamo davvero?). L’iniziativa nasce in risposta alla proposta del governo di Londra di modificare le leggi sul copyright, rendendo più facile per le piattaforme di IA sviluppare e addestrare i loro modelli utilizzando opere protette da diritto d’autore, senza bisogno di licenza. I diritti d’autore potrebbero non essere rispettati se il materiale è utilizzato a scopi di ricerca, a meno che i titolari dei diritti non scelgano di essere consultati prima dell’utilizzo.

I modelli di intelligenza artificiale ricevono grandi quantità di dati da Internet e riproducono schemi. Tuttavia, l’uso non autorizzato di opere protette da copyright come romanzi, brani musicali, articoli di giornale, fotografie e opere d’arte, ha scatenato le azioni legali dei rispettivi autori.

L’album

Il progetto contiene 12 tracce di artisti di ogni genere, da Hans Zimmer a Cat Stevens, fino ai membri di band storiche come Clash, Radiohead, Bastille e Jamiroquai. Ogni canzone si intitola con una sola parola, e messe tutte insieme compongono il messaggio “The British Government Must Not Legalise Music Theft To Benefit AI Companies”, in italiano “Il governo britannico non deve legalizzare il furto di musica per favorire le aziende di IA”.

Alla creazione dell’album hanno partecipato anche Radiohead, Bastille, Jamiroquai, The Clash, Mystery Jets, Billy Ocean, Yusuf/Cat Stevens, Riz Ahmed, Tori Amos, Hans Zimmer e Max Richter. Ma anche artisti influenti come Elton John, Simon Cowell e Paul McCartney si sono schierati contro il provvedimento.

Tutti i profitti dell’album saranno devoluti all’associazione di beneficenza Help Musicians, a sostegno di una battaglia cruciale per il futuro della musica.

Cosa temono i musicisti?

Un portavoce del Department for Science, Innovation and Technology (DSIT) ha affermato che l’attuale sistema frena le industrie creative, i media e il settore dell’IA, e che le modifiche proposte mirano a proteggere gli interessi sia degli sviluppatori di IA che dei titolari dei diritti. Tuttavia, molti artisti temono che l’uso della loro voce da parte dell’IA possa minacciare le loro carriere, e ritengono irrealistico aspettarsi che migliaia di persone le contattino per avere l’autorizzazione all’utilizzo.

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