Live Aid: noto come il concerto che ha avuto probabilmente il più alto seguito via TV satellitare, con miliardi di telespettatori che lo seguirono in diretta, fu organizzato da Bob Geldof e Midge Ure al fine di raccogliere fondi per aiutare l’Etiopia che, in quel periodo, stava attraversando una terribile carestia, che ridusse notevolmente le aspettative di vita della popolazione locale, innalzando la mortalità anche e soprattutto nei giovanissimi. Il richiamo all’evidente missione umanitaria del concerto è ben ripreso nella locandina dell’evento raffigurante una chitarra elettrica avente la forma del continente africano.

Live Aid

Fonte foto: www.soundsblog.it

A cosa deve la fama il Live Aid?

Come citato poc’anzi, il concerto è internazionalmente noto come la più ambiziosa trasmissione satellitare di tutti i tempi, la quale ha permesso per la prima volta di assistere per così tanto tempo (superiore alle sedici ore) ad uno spettacolo tenutosi in due località differenti, nonché ad orari differenti.

La BBC fu incaricata della diffusione di video ed immagini in Europa, mentre in America furono mobilitate congiuntamente l’ABC e MTV, rispettivamente sui canali televisivi e radio.

Peculiare fu anche la messa in onda di videoclip e filmati con protagonisti cantanti o artisti che non poterono prender parte all’evento per diversi ordini di motivazioni. Vanno ricordate la reinterpretazione di Dancing in the Street di Mick Jagger e David Bowie e 4 the tears in your eyes di Prince.

Iconica è stata la chiusura del Live con We Are the World per gli Stati Uniti e Do They Know It’s Christmas per il Regno unito. Entrambe le performance furono precedute da un inno alla solidarietà internazionale verso l’Etiopia, incitando ad una più stretta cooperazione fra Stati al fine di poter debellare una delle problematiche che avrebbe continuato a caratterizzare la situazione di moltissimi paesi appartenenti al cosiddetto “Terzo Mondo”, divenendo nel 2015, in seno alle Nazioni Unite, anche uno dei principali Sustainable Development Goals (SDGs): la fame, con il conseguente intento di farla scomparire.

Live Aid

Fonte foto: www.oldvictheatre.com

Il bilancio della raccolta fondi

A circa metà del concerto, venne fatta una prima stima della somma raccolta: circa un milione di sterline, una cifra che Geldof definì deludente visto la portata di quello che si erano prefissati, cioè l’aiuto di un paese in estrema difficoltà. Così, al fine di incentivare le donazioni, oltre alle immagini del Live, furono proiettate foto di bambini affamati ed ammalati, le quali colpirono al cuore moltissimi spettatori facendo crescere vertiginosamente il fondo solidale, non senza attirare critiche da una parte consistente dell’opinione pubblica nonché di alcuni artisti che presero parte alla Band Aid.

A tal proposito fu incredibilmente pungente l’azione del gruppo musicale Chumbawamba il quale, proprio per la sua avversione a quello che per loro non era altro che un ennesimo prodotto del neocolonialismo, decise di pubblicare il proprio album con un titolo a dir poco provocatorio: Pictures of Starving Children Sell Records. Il tutto a solo un anno di distanza dal Live Aid, ossia nel 1986.

Nonostante tutte le difficoltà del caso, comunque, il concerto riuscì a racimolare ben cinquanta milioni di sterline. Un vero e proprio traguardo che funse da precedente per tutte le esibizioni che si tennero successivamente a fini benefici.

You May Also Like

“Hotel Supramonte”: la canzone capace di elevare il particolare a universale

Il testo ed il significato del brano di Fabrizio De Andrè, tra i più influenti e dotati cantautori italiani.

Le “Million reasons” di Lady Gaga

Conosciamo meglio l’intensa ed emozionante “Million reasons”, una delle canzoni più famose di Lady Gaga.

Chi è Anna Pepe, la ragazza che domina gli streaming

Anna Pepe, in arte Anna, è l’artista donna più ascoltata nel 2024 sulle piattaforme streaming, grazie al successo strepitoso delle sue canzoni rap/trap.

Rewind di Vasco – L’amore senza ipocrisie

Rewind di Vasco Rossi è un inno tutt’altro che maschilista. È l’elogio universale alla libertà dell’amore. Scopriamo insieme il significato di questa canzone.