Vi siete mai chiesti cosa si potesse provare nell’assistere a quei meravigliosi, quant’anche pomposi spettacoli all’interno della maestosa Arena del Colosseo? Ebbene, questo è proprio lo scopo che si è prefissato il nuovo percorso museale che è stato allestito negli ipogei dell’Anfiteatro Flavio.

Fonte foto: Simona Murrone
Lo spettacolo: i gladiatori
Pensando al Colosseo e alle numerose trasposizioni cinematografiche che sono state fatte riguardo a ciò che avveniva all’interno delle sue mura, ci viene subito in mente una figura ben nota all’immaginario di tutti, romani e non: quella del gladiatore. Ed è proprio con questa figura, dal carattere leggendario, che s’inaugura l’allestimento dal titolo Spettacoli nell’Arena del Colosseo.

Fonte foto: colosseo.it
Tutta l’area orientale è dedicata ai gladiatori e agli spazi da loro percorsi prima di combattere nell’Arena. Caratteristica di questo settore è la presenza di armature, esposte in base alla loro evoluzione cronologica, assieme ad una suggestiva proiezione olografica di questi valorosi guerrieri che emergono dall’oscurità del portico il quale sfocia in uno splendido mosaico risalente al II secolo d.C. che mostra una scena di caccia. Infine, sono esposti anche quei macchinari che servivano per produrre degli effetti speciali che ad oggi definiremo a dir poco rudimentali, ma che all’epoca servivano ad esempio per far sembrare che i gladiatori spuntassero dal pavimento, come se comparissero dal nulla.
Vita sugli spalti: gli spettatori
Seguendo i corridoi degli ipogei si arriva al settore occidentale, dove il soggetto non è più colui che dà spettacolo, ma lo spettatore, il quale veniva invitato ad assistere con una cospicua serie di incentivi: dall’ingresso gratuito alla distribuzione di cibi prelibati (per non parlare poi delle elargizioni in denaro che, talvolta, potevano convincere più di qualsiasi altra cosa).

Fonte foto: Simona Murrone
Nel sistema idrico dell’ipogeo sono stati rinvenuti rifiuti ed illustrazioni contenenti storie delle giornate passate sugli spalti. Fra di essi spiccano le incisioni lasciate sul marmo della cavea, raffiguranti scene di combattimento, di caccia, ma anche ritratti stilizzati dei propri idoli (ossia i gladiatori). Caratteristica di queste rappresentazioni è la presenza di acclamazioni, soprannomi dati ai guerrieri e, talvolta, simboli della loro vittoria o sconfitta.

Fonte foto: colosseo.it
Sempre nel collettore fognario sono stati rinvenuti anche oggetti che rimandano al mondo femminile e a come le donne trascorressero le giornate sugli spalti, intente in attività tutt’altro che banali, quali la tessitura, nella speranza di poter essere notate da uno dei loro beniamini. Gli uomini, invece, giocavano con dadi, pedine, monete e tavole da gioco. Molte erano anche le scommesse che giravano, assieme a peculiari lamine di piombo sulle quali era solito trovare invettive contro i rivali.
Sono state rinvenuti anche ossa e crani di diversa taglia, attestanti la presenza di animali, in particolar modo di cani, prevalentemente impiegati nelle cacce o per fare la guardia, come attestano le incisioni sulle transenne in marmo o sui gradini degli spalti.
