A Rovigo presso Palazzo Roncale fino al 29 giugno 2026 sarà possibile visitare la mostra intitolata  “Gian Antonio Cibotto- il gusto  del racconto nel centenario della sua nascita. Curata da Francesco Jori e ideata da Sergio Campagnolo, la mostra è stata promossa dalla dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il contributo dell’Accademia dei Concordi e  il Comune di Rovigo.

Chi era Cibotto?

Sono uno del Delta padano, niente in comune con il Veneto”– così era solito dichiarare Gian Antonio (detto Toni) Cibotto, grande scrittore e giornalista, uomo di cinema, di teatro e di cultura che seppe interpretare il Polesine con tutte le sue sfaccettature come nessun altro. Grande umorismo, ironia e attaccamento alla sua terra: questo emerge dai suoi racconti, ma anche da tutto l’itinerario della mostra che parla di lui.

Il percorso cronologico della mostra di Cibotto

Si parte quindi dagli esordi  con  “La coda del parroco”, pubblicato successivamente nel 1958, un insieme di 6 racconti che lo faranno scoprire al grande pubblico  grazie ad una scrittura tersa che racconta inquietudini interiori. Intanto  lo scrittore è stato impegnato come volontario nei soccorsi per l’alluvione del Po del 1951, da cui è nato il libro-inchiesta “Cronache dell’alluvione”. Poi ci sono stati gli anni dedicati al giornalismo, alla critica letteraria  e al teatro, promuovendo alcuni premi letterari tra cui il  Campiello.  Seguono gli anni romani tipici della “Dolce Vita”, in cui Cibotto frequenterà   Pasolini, Sciascia, Moravia e il grande cinema di Mastroianni, Fellini. Intanto inizia a scrivere sulla rivista di lettere, scienze e arti “La Fiera Letteraria, che dal 1925 proseguirà fino al 1977. Seguiranno gli anni del ritorno a casa,  in cui ambienta il libro “Scano Boa”, da cui deriverà un film diretto da Renato Dall’Ara con Carla Gravina.

La successiva fase milanese lo vedrà collaborare all’esperimento editoriale “Mille Lire”, frequentando Rusconi, Mondadori e  vari altri scrittori ed editori, fino a pubblicare sul  “Gazzettino”. C’è poi la sezione dedicata ai “Rusconi, Mondadori” con le testimonianze di Giancarlo Marinelli, Elisabetta Sgarbi, Romolo Bugaro e Ivan Malfatto. Ancora interessante l’allestimento con le sue originali macchine da scrivere, le foto, i film, incluso “Il viaggio di Toni”,  suo docufilm girato in treno tra Rovigo e Chioggia: ogni fermata è un’occasione per far emergere i propri ricordi autobiografici, dall’infanzia alla memoria paterna, dalla solitudine alla libertà, quando frequentava la facoltà di Giurisprudenza all’Università di Padova.  Interesse, quello giuridico,  che invece è stato sempre trascurato a favore della scrittura. Anche il teatro lo ha visto direttore del Goldoni e promotore di varie compagnie teatrali amatoriali.

Lo stile di Cibotto

La sua scrittura si caratterizza per la ricognizione sul campo – da vero “storico”, giornalista e cronachista – delle testimonianze e del vivo senso morale” come affermò lo stesso Cibotto. In effetti è una mostra in cui lo stesso scrittore si racconta: “Un’esistenza errante” come è stata definita proprio da lui il senso dell’esistenza, in cui la riva del Po rappresentava un’occasione per contemplare l’infinito. Insomma si tratta di una vera e propria “geografia interiore”: è il racconto di luoghi, volti, memorie che hanno nutrito la sua voce di scrittore. Così questa mostra restituisce ai suoi contemporanei e conterranei, ma anche a tutti noi oggi quell’angolo dell’Italia che è il Polesine non solo come luogo di alluvione, bensì come terra  piena di paesaggi che incontrano l’uomo e sanno offrirgli pace e serenità, nell’incanto di una natura che ci parla di mondi lontani ma intatti,  che odora di buono e di genuino come le tradizioni che ancora sopravvivono  soprattutto per chi sa ammirarle. Morto nel 2017 dopo una lunga malattia, Cibotto ci lascia un’interessante eredità descrivendo la sua terra e lanciando giovani di grande cultura, come il suo figlioccio Giancarlo Marinelli, registra, scrittore e affabulatore che tanto deve a Toni e a cui ha dedicato il premio letterario Giovanni Comisso.

You May Also Like

“Il Maestro e Margherita” – Woland

Woland è uno dei personaggi principali del romanzo di Mikhail Bulgakov, “Il Maestro e Margherita”, e una delle rappresentazioni del diavolo più sorprendenti nella storia della letteratura.

I quotidiani più letti: la classifica

La crisi editoriale ha colpito anche i quotidiani, ma quali sono quelli che nonostante tutto vengono ancora letti dagli italiani? Ecco la classifica.

Letteralmente innamorati: i piu grandi amori della letteratura di ogni tempo

Una rassegna delle coppie più belle e innamorate che ci hanno fatto sognare e vivere l’amore nei libri.

BookTok e influencer che parlano di libri

BookTok è un fenomeno esploso su TikTok che ha reso famosi influencer che parlano di libri attraverso video recensioni, vlog, book haul e gruppi di lettura.