Rompi le scatole! è un volume di saggistica illustrata di Pina Caporaso, arricchito dalle illustrazioni di Cristina Portolano, pubblicato nel 2025 da Settenove nella collana Non fiction illustrata. Rivolto a lettrici e lettori dagli 11 anni in su, il libro invita a esplorare in modo critico i meccanismi attraverso cui stereotipi e pregiudizi si formano e agiscono nella vita quotidiana e nel contesto sociale contemporaneo.

rompi le scatole!

L’intervista

Il libro affronta tematiche attuali ed importanti con leggerezza. Si tratta di una scelta strategica per arrivare a una determinata categoria di lettori?

Esatto, abbiamo pensato che uno stile comunicativo diretto fosse migliore per far comprendere contenuti complessi a un pubblico di persone dagli 11 anni in su. Abbiamo lavorato limando parole, frasi e concetti, sia nel testo che nelle immagini, per permettere una comprensione più immediata ma senza banalizzare i contenuti.

Quanto vi siete focalizzate sul raccontare il peso delle etichette e quanto, invece, sull percorso per liberarsene?

Abbiamo cercato di bilanciare i due aspetti integrandoli anche nella struttura del libro. Sfogliando le pagine, si trovano contenuti che riguardano il modo in cui funziona la nostra mente con gli stereotipi – e in questo siamo state guidate dalle ricerche delle scienze sociali – alternati a parti che raccontano biografie di persone che hanno sfidato i pregiudizi legati al genere, all’età, all’etnia, alla neurodiversità, alla religione… In ogni storia che raccontiamo coesistono queste due tensioni: c’è il peso degli stereotipi e dei pregiudizi, con le discriminazioni che comportano, ma anche il percorso di liberazione che molto spesso si è incontrato con movimenti e azioni collettive.

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Pina Caporaso - Autrice

Il titolo è provocatorio e ironico, ma nel romanzo emerge anche molta fragilità. Com’è stato possibile trovare un equilibrio tra leggerezza e profondità emotiva?

Il senso del libro nasce da questo: stereotipi e pregiudizi non sono “solo” rappresentazioni semplificate e non verificate, ma si tratta di funzionamenti cognitivi ed emotivi che generano sofferenza in chi li subisce. La deumanizzazione, alla quale abbiamo dedicato alcune pagine del libro, ne è un esempio molto chiaro, ma ce ne sono tanti altri. Non volevamo, né avremmo, potuto tacere questi aspetti ma abbiamo cercato anche di ironizzare con soluzioni più leggere, come l’illustrazione divertentissima di Cristina in cui un rigatone al ragù e un pezzo di parmigiano si avviano minacciosi verso un maki e un nighiri: un esempio per spiegare l’etnocentrismo, concetto che abbiamo affrontato attraverso il cibo e le tradizioni culinarie per renderlo più immediato.

rompi le scatole

Se Rompi le scatole fosse letto da chi si è sempre sentito fuori posto o “di troppo”, cosa sperate che resti dopo l’ultima pagina?

Probabilmente sottostimiamo il numero di persone che non si sentono rappresentate da ciò che normalmente le definisce. L’umanità è molto più varia delle scatole in cui la racchiudiamo, per cui speriamo che in ciascuna persona che legge il libro resti l’idea di aver trovato una pluralità di voci nelle quali riconoscersi per non sentirsi sola. Per sapere che c’è anche un mondo aperto e accogliente che sa farci sentire a casa. 

 Come è avvenuta la scelta di privilegiare alcune biografie rispetto ad altre?

Abbiamo cercato di trovare storie del passato e del presente che rappresentassero la capacità di sfidare stereotipi ma che non fossero solo storie di “successo”, né tantomeno casi eccezionali individuali. Nel libro raccontiamo la vita di persone che ne hanno incontrato altre pronte a credere in loro e, più spesso, hanno fondato o partecipato a movimenti collettivi capaci di cambiare le cose sul piano culturale, legislativo, sociale. La forza del collettivo, della comunità, dei legami sociali è un filo che attraversa il libro e unisce anche le biografie scelte. 

Chi è il lettore ideale di Rompi le scatole?

Abbiamo concepito il libro in primis per la fascia d’età 11-13 anni, l’età dell’inizio della scuola secondaria ma anche di cambiamenti importanti nell’identità personale e sociale. Un’età in cui si sperimentano stereotipi e pregiudizi sul proprio corpo e sui corpi delle altre persone, in cui non sempre ci si piace, in cui detonano conflitti con il mondo esterno e interno. Stiamo vedendo, comunque, che il libro piace e risulta molto utile anche a persone adulte, di diverse età e generazioni. In effetti, uno dei temi che trattiamo nel libro è l’ageismo, cioè gli stereotipi e i pregiudizi verso le diverse età della vita, quindi speriamo che il libro viaggi rompendo anche questi schemi. Come dice Cristina: “Ovviamente lo possono leggere davvero tutti, dai 0 ai 99 anni!”

Per narrare attraverso le immagini, la scelta è ricaduta sul fumetto. Perché?

Qui la voce di Cristina è fondamentale: “Io penso che il fumetto faccia comprendere in maniera velocissima e immediata tanti concetti che sono spiegati e raccontati benissimo all’interno del libro. Io e Pina abbiamo lavorato quasi in sincrono”, ed effettivamente è stato così. Il libro è complesso, rappresenta anche una sfida di lettura in tempi di poca concentrazione sul testo scritto. In questo senso il fumetto permette un approccio “reticolare”: possono esserci illustrazioni o tavole che agganciano più efficacemente rispetto al testo, e si può scegliere di leggerle da sole e poi soffermarsi sul testo se l’argomento ha sollecitato l’attenzione e la curiosità. In questo senso la sincronia di cui parla Cristina è stata forte, sia nel lavoro tra di noi, che nel rapporto tra testo e immagini.

rompi le scatole

Sono previste presentazioni dell’opera? Se sì, dove e quando?

Abbiamo già cominciato da dicembre, subito dopo l’uscita del libro, a farlo conoscere nei luoghi fisici che più ci piacciono: le librerie, i festival dedicati a questi temi, gli incontri con le scuole. A Bruxelles, che è la città i cui vivo (Pina) il libro è stato presentato insieme a un attivista dell’Associazione Conigli Bianchi, che si occupa di combattere lo stigma verso le persone con Hiv e ora proseguiremo con incontri nella libreria italiana “Piola piccola”, che è un punto di riferimento importante per lettori e lettrici in italiano. Con la fascia d’età degli adolescenti, Cristina ha già tenuto un laboratorio nella fiera “Più libri, più liberi” e a inizio marzo sarà ospite della libreria “La vispa Teresa” di Vicenza per RESET, un evento che invita a riflettere su come i bias di genere, la cultura patriarcale e gli stereotipi sociali influenzano la nostra vita quotidiana. A Bruxelles incontreremo un club di lettura di persone dagli 11 ai 16 anni che ha letto il libro. Poi ci saranno ancora Milano, Bologna, Firenze: potete seguire le varie attività sui nostri social e su quelli della casa editrice, vogliamo che questo libro viaggi molto!

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