Sanremo 2026 procede la sua scalata verso il dimenticabile. Elettra Lamborghini spegne focolai di festini bilaterali come Carlo Conti fa con qualsivoglia piacevole accenno di sorriso o minima umana divagazione dalla scaletta.

Make music not war è lo slogan che con molta probabilità avrebbero modificato con un upgrade di profondità persino gli alunni delle scuole medie che hanno ideato Tina e Milo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina. E invece, il sopracitato ce lo becchiamo dietro un’esibizione in bianco di Laura Pausini che, accompagnata dal Coro dell’Antoniano di Bologna e Caivano, urla (pur sempre in modo impeccabile) Heal The World di Michael Jackson. Per carità, appoggiamo la causa, non siamo bellicosi, ma l’interpretazione della Pausini pare esserlo, sempre e comunque. Come la sera scorsa in cui ci chiedevamo cosa le fosse successo di così brutto il 16 marzo.  “Gridiamo al mondo che vogliamo solo la pace. Basta con le guerre!” – livello bimbo scuole elementari questa. E sulla quota viva la pace abbiamo dato.

Ad un certo punto la tanto citata Stupida stupida stupida sfortuna arriva come quando hai casa sempre in ordine ma proprio quel giorno in cui sei dovuto uscire di corsa e hai lasciato tutto al caso, ti si presenta l’ospite. Alicia Keys domina con la sua aura immensa accompagnata da Eros Ramazzotti. O viceversa. Un momento Dov’è Bugo te lo potresti aspettare dall’ego ingombrante di quest’ultimo. Fortuna che sale prima sul palco da solo per cantare un inno sanremese, Adesso tu e poi in compagnia, per un duetto internazionale su L’Aurora. Eccolo il problema tecnico mai verificato prima in tre lunghe serate, ma che si palesa solo con l’ospite importante. Speriamo solo che per compensare il disagio, Alicia Keys abbia avuto lo stesso gobbo di Mariah Carey alla cerimonia delle Olimpiadi.

Raf nel frattempo ci fa una dimostrazione inconsapevole su come combattere la sopracitata Stupida Sfortuna, poco prima di scendere le scale. Il gesto apotropaico ancora lo vediamo nei nostri feed. Per chi non avesse seguito ieri il Festival, potrebbe sembrar essere stato il momento più alto della terza serata (o lo è stato davvero?).

Piccoli, timidi guizzi di risate (alternate pur sempre a perplessità) seguono con Fabio De Luigi e Virginia Raffaele, Maria De Filippi alias Vincenzo De Lucia e Ubaldo Pantani nelle vesti di Lapo. Ma continuiamo con i cantanti in gara dai dai dai! Sia mai ti stia quasi divertendo, ci pensa Carlo Conti a farti ricredere.

Menzione speciale al “Ma cherè? ‘O munaciell?” di Stash all’immancabile entrata di Fru dei The Jackal sulla loro esibizione in piazza Colombo, ma ormai ammettiamolo: viviamo solo in funzione di Sal Da Vinci. Al termine dell’esibizione ci uniamo da casa alla standing ovation dell’Ariston. Lui si emoziona, tutti sono felici ma Carlo Conti chiude tutto in velocità. “Si vabbè ma sei in gara dai!“.

La top 5 decretata dal televoto e dalle radio premia questi 5 artisti.

sanremo

 

Felici della classifica?  “Assolutamente no” disse lo snob mentre si batteva il pugno nel palmo della mano per poi indicarsi la fede al dito. Accussì.

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