A Mantova si trova la casa del grande pittore Andrea Mantegna (1431-1506). L’edificio tipicamente quattrocentesco, è stato progettato dal pittore stesso, perché fosse insieme abitazione e bottega, in un terreno di donatogli da Ludovico Gonzaga nel 1476. È stata definita «uno dei più intriganti ed assoluti edifici del Rinascimento». Dopo la seconda guerra mondiale la casa è stata individuata e restaurata insieme a ciò che rimaneva delle decorazioni originarie sicuramente attribuite al Mantegna, diventando patrimonio dell’intera comunità.
Oggi è un rinomato centro espositivo e culturale polifunzionale, gestito dalla Provincia di Mantova e, oltre a ospitare una esposizione permanente delle opere del Mantegna, promuove eventi espositivi temporanei di pittura, scultura, architettura e fotografia, privilegiando giovani talenti e artisti locali ma anche aprendosi alle idee e alle espressioni internazionali.
L’esposizione

Fonte foto: Casa del Mantegna
Da quasi sette decenni il Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini, organizzato dalla Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani” con il patrocinio dell’Accademia di Brera e con sede a Nova Milanese, vuole valorizzare con l’annuale riconoscimenti alla carriera, la capacità creativa e introspettiva di artisti che si sono distinti con il loro lavoro.
Quest’anno la Casa del Mantegna ospita dal 3 aprile al 3 maggio una mostra della collezione permanente del Premio, formata dalle opere dei vincitori. “Incombenza della pittura. Opere dalla collezione del Premio Bugatti Segantini 1959-2026” è il titolo della manifestazione promossa dalla Provincia di Mantova, dalla Fondazione Rossi, dalla Libera Accademia di Pittura, in collaborazione con l’Associazione Culturale Flangini, e propone un percorso tra i dipinti premiati negli ultimi decenni, per evidenziare l’attualità della pittura e del suo farsi testimone del proprio tempo e dei rapidi cambiamenti sociali e culturali.

Fonte foto: Casa del Mantegna
Una narrazione composta dalle opere di 31 artisti, vincitori delle edizioni dei premi alla carriera e della Sezione internazionale: Arcangelo, Moisés Anturiano, Renata Boero, Italo Bressan, Alejandro Fernández Centeno, José Antonio Choy Lòpez, Agostino Ferrari, Franco Guerzoni, Fumitaka Kudo, Ugo La Pietra, Franco Marrocco, Rosaria Matarese, Claudio Palmieri, Alberto Diaz Parra, Marco Petrus, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Tomas Rajlich, Liberio Reggiani, Francisco Romero, José Rosabal, Jorge Sarsale, Alessandro Savelli, Medhat Shafik, Domenico Simonini, Julio Cèsar Soria Justo, Giangiacomo Spadari, Togo, Armanda Verdirame, Claudio Verna. L’elenco chiude con Riccardo Guarneri che quest’anno riceverà il premio alla carriera del 67° Premio Internazionale Bugatti Segantini.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.