Il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna ha in programma fino all’11 gennaio 2026 l’annuale mostra a tema “il presepe”. L’evento molto sentito dalla cittadinanza, vuole unire alla tradizione natalizia la spiritualità e la divulgazione delle antiche tecniche di realizzazione con materiali poveri delle statuine rappresentanti i personaggi iconici dello scenario della natività.

Fonte foto: Museo Civico Bologna
Quest’anno, nell’ambito di “Festivamente”, il cartellone di iniziative culturali promosso e coordinato dal Comune di Bologna, e in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare, la mostra è incentrata sulla Collezione di Edgardo Forlai, della quale sono presenti in esposizione una selezione di 16 figure riferibili agli ambiti bolognese, modenese e centro-meridionale e databili dalla fine del XVIII agli inizi del XIX secolo. L’evento è curato da Antonella Mampieri. Questa selezione è affiancata anche da un nutrito numero di statuette in terracotta policroma appartenente alla collezione permanente del Museo, parte della più significativa raccolta conservata a Bologna sia per numero di pezzi che per pregio artistico.
Una grande passione

Fonte foto: Museo Civico Bologna
Bolognese di nascita ma forlivese di adozione, l’architetto Edgardo Forlai ha saputo creare nel tempo una consistente raccolta di burattini, marionette, teatrini, baracche, fondali, libri e altri materiali cartacei, cronologicamente collocabili fra Ottocento e Novecento e molti dei quali di produzione emiliano-romagnola, ma non solo, donata nel 2003 al Comune di Forlì, dimostrando una grande passione e attenzione per le creazioni manuali e popolari, salvando così dall’oblio e dal degrado molte testimonianze dell’artigianato di genere dei secoli scorsi.
Oltre alle produzioni di personaggi presepiali del suo territorio, Forlai ha annoverato tra gli oggetti collezionati anche creazioni provenienti da Napoli, dalla Toscana e dall’Italia centrale, amati proprio per il loro carattere di testimonianze dell’abilità e della capacità di esprimere le emozioni dei singoli personaggi, dei modellatori di statue da presepe presenti in tutta la penisola e dei vari materiali utilizzati: dalla terracotta alla cartapesta, dalla cera policroma ai tessuti.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.