È presente al Museo Storico della Fanteria di Roma, dove resterà fino al 25 gennaio 2026, la mostra su Paul Gauguin dedicata in particolare al “Diario di Noa Noa” e ad altri inediti. Si tratta di un’esposizione che ricostruisce i viaggi del celebre artista secondo quanto presente nel suo diario del 1893.

Femme de Tahiti alla mostra di Gauguin
Contenuto della mostra di Gauguin
Sono in mostra un centinaio di xilografie, disegni e litografie basate sul taccuino personale del pittore francese che documenta storicamente non solo il suo talento, ma anche i legami sentimentali e professionali con Vincent Van Gogh e con gli artisti del tempo come Maurice Denis ed Emile Bernard che appartennero al gruppo dei Nabis – movimento artistico post-impressionista e simbolista attivo a Parigi negli Anni Novanta dell’Ottocento, definito gruppo dei “profeti” dal nome ebraico, guidato da Paul Sèrusier, che influenzò l’Art Nouveau e l’arte moderna.

Avant et apres alla mostra di Gauguin
La novità della mostra di Gauguin
Come sempre accade al Museo Storico della Fanteria, che ha anche rinnovato l’area del book-shop spostandola alla fine del percorso espositivo al piano terra, l’esposizione dedica la parte centrale del percorso ad una parte dell’artista poco nota: il viaggio nella Polinesia francese, che ispirò numerose opere e che diede occasione a Gauguin– e oggi ai numerosi visitatori- di riflettere sul significato del viaggio, sull’esigenza di evadere e di esplorare luoghi, miti e culture lontane dalla nostra. Miti, credenze, foto-poster, video e intime testimonianze dell’autore in mezzo a quelle popolazioni ci ispirano e ci spronano per andare a conoscere quei luoghi meravigliosi persi nella natura più incontaminata. E’ qui che assumono un valore straordinario le 23 preziose xilografie dedicate al Diario di Noa Noa (1893-1894), contornate da litografie e opere famose come “Femme de Tahiti” (1891) e da 45 opere di 13 illustri autori legati all’arte francese dell’Ottocento come Van Gogh, Bernard e Millet.

Immagine della Polinesia Francese nella mostra di Gauguin
La biografia nella mostra di Gauguin
La presenza di numerose fotografie, inoltre, documenta con esattezza storica la volontà dell’artista di abbandonare una Francia troppo conformista per l’epoca, il suo stanziamento a Mateia, piccolo villaggio vicino a Tahiti, dove tornò dopo il rientro in Francia, per studiarne usi e costumi ma soprattutto suggestioni mistiche di divinità primordiali. Il diario sarà poi affidato all’amico Charles Morice che, dopo varie vicissitudini, lo farà pubblicare nel 1987 nella Revue blanche ma solo parzialmente. Le edizioni complete saranno edite prima nel 1901 e poi nel 1924. Intanto aveva sposato la giovane polinesiana Tehura, da cui avrà una figlia, oltre ai suoi 5 figli nati da Mette, sua moglie.
Parte conclusiva della mostra di Gauguin
A metà della sua carriera, Gauguin fu però amareggiato dal rapporto con Van Gogh, che in quel periodo dipinse la celebre “Casa gialla”, poiché il Nostra voleva ritrarlo mentre dipingeva i famosi Girasoli, ma quando presentò il bozzetto a Van Gogh gli fu risposto che,sì, lo rappresentava, ma “come se fosse divenuto folle”. Da questa risposta e il lancio del bicchiere d’assenzio in faccia, Gauguin si tagliò il lobo dell’orecchio, portandolo come regalo a una prostituta. Da qui, probabilmente, l’esigenza del viaggio a Tahiti e l’atmosfera onirica che ne deriva, fino alla pubblicazione di “Avant et aprés”, il diario scritto fino a pochi mesi prima della sua morte, testimoniata da un grande poster nella parte finale della mostra e seguita dalle tele di Emile Bernard e degli altri artisti del gruppo dei Nabis.
Dunque una mostra da non perdere assolutamente, anche per la documentazione fotografica della Polinesia Francese e della sua “anima nascosta” che rappresenta il legame più intimo e ancestrale tra la natura e l’uomo: e allora che aspettate? Prenotate subito il vostro prossimo viaggio nella Polinesia francese!