“Picasso. Il linguaggio delle idee” è il titolo della mostra inaugurata il 4 ottobre scorso al Museo storico della Fanteria di Roma e che resterà aperta fino al 25 gennaio 2026. La mostra è stata prodotta da Navigare srl grazie all’iniziativa culturale del Ministero della Difesa e Difesa Servizi SPA ed è stata curata da Juan Abellò, Marco Ancora e Carlota Muinos. L’organizzazione è dovuta al Comune di Roma con il patrocinio della Regione Lazio, insieme all’Ambasciata di Spagna a Roma e all’ Istituto Cervantes Roma e CIU Unionquadri.

Bozzetti da Le Tricorne
Caratteristiche della mostra di Picasso
La peculiarità di questa mostra consiste nel voler indicare al visitatore le diverse tappe del percorso artistico di Pablo Picasso, a cui gli incontri con alcune personalità per lui importanti – artisti, ceramisti, ma anche con la futura moglie – e con alcune tecniche e sperimentazioni hanno permesso di produrre le sue opere più famose al mondo. In particolare i bozzetti e le sue “prove artistiche” qui messe in mostra danno testimonianza del periodo che intercorre tra la sua giovinezza trascorsa in Spagna e l’ultimo periodo vissuto in Costa Azzurra in Francia. Sono più di cento opere provenienti da varie collezioni private e realizzate in ceramica e persino in linoleografia, tra le quali ci sono vari carnet di disegni giovanili, ma anche fotografie personali della sua vita familiare, quotidiana e delle sue amicizie.

I Due saltimbanchi di Picasso
Il percorso della mostra su Picasso
La mostra si divide in 6 sezioni tematiche che non seguono il criterio storico ma piuttosto quelle delle varie fasi artistiche di Picasso.
La prima sezione “Picasso, gli amici, le donne” è dedicata alle sue donne amanti e all’unica che lo rifiutò, dopo una relazione durata 10 anni e dopo avergli dato due figli, Francois Gilot, mentre alla sua prima compagna, Fernande Olivier è attribuito il ritratto Donna che fuma (1906-7). Interessante anche la serie dedicata ad Arlecchino, ai saltimbanchi e ai clown del circo Medrano che lui frequentò a Montmartre e che, insieme ai giocolieri, dipingerà nel suo periodo blu e rosa, come ad esempio in “Arlecchino e la compagna” noto anche come “I due saltimbanchi” o nei “Due acrobati con il cane” del 1905.
La seconda sezione “I linoleum una nuova scoperta” descrive come Picasso si sia avvicinato all’arte del linoleum, disegnando sulla lastra mentre sollevava il materiale, lasciando in rilievo la superficie della matrice che dovrà ricevere l’inchiostro. Ben presto si servirà di un taglierino per rimuovere il metallo in rilievo, lasciando un tratto più fresco e originale sulle sue opere, e simpatizzando con Vallauris che si dedicava appunto anche lui alla linoleografia: con lui collaborò alla mostra per l’Union des Artes Plastiques di Vallauris in cui realizzò opere con linee bianche su sfondo nero. A partire dal 1955 in poi la sua arte del linoleum diventò una delle tante tecniche usate da Picasso in Costa Azzurra e a Coruna (nella Galizia spagnola).
Le Tricorne è invece il titolo della terza sezione che testimonia il legame tra Picasso e i Balletti Russi di Diaghilev del 1917, realizzando anche disegni per il balletto spagnolo “Le Tricorne”, presenti in varie sfaccettature nella mostra.
All’ultimo periodo: “Cote d’Azur, foto e mostre” è dedicata la quarta sezione, con tante fotografie scattate dai suoi amici come Edward Quinn e André Villers, presenti spesso nella sua casa in Costa Azzurra, Qui vi sono vari manifesti dedicati alle sue mostre e a Parigi, spesso a colori puri nello stile di Toulouse-Lautrec che pubblicizzavano la vita notturna della grande capitale francese.
La quinta sezione è invece una copia anastasica del carnet di disegni giovanili risalenti al periodo tra il 1894 e il 1895 di Picasso e intitolati “Carnet de A Coruna, 1895” provenienti appunto dal Museo Picasso di quella città.
L’ultima sezione invece, dal titolo Arti minori e sperimentazioni, ospita alcuni manufatti in ceramica realizzati negli anni ’50 da Picasso in collaborazione con il laboratorio Madoura di Vallauris. Da tale laboratorio sono state effettuate 107 scansioni dei disegni che Picasso realizzò a 13-14 anni. Interessanti però anche le fotografie che ritraggono Picasso nella sua quotidianità, come ad esempio quelle in cui porta a spasso con sé la capra regalatagli da sua moglie Jaqueline Roque, ritratta in tanti scatti sempre insieme a lui e alla sua genialità estrosa, sempre pronto a inventare e a sperimentare, eppure sempre così vicino ai suoi affetti familiari.

Picasso e la sua capra