Un’estate ricca di iniziative culturali è quella che si apre ai turisti a Roma, in questo 2025 giubilare, con mostre, ispirate alla classicità, ma anche moderne e immersive. C’è solo l’imbarazzo della scelta! Qui ve ne proponiamo in particolare cinque.
- Mostra 1: Magna Mater tra Roma e Zama – Parco archeologico del Colosseo – 6 giugno/5 novembre 2025
- Mostra 2: Mario Mafai e Antonietta Raphael. Un’altra forma d’amore – Casino dei Principi di Villa Torlonia – 23 maggio/2 novembre 2025
- Mostra 3: InVisibili. Le pioniere del cinema – Istituto Centrale per la Grafica – 16 maggio/28 settembre 2025
- Mostra 4: Mediterranea. Visioni di un mare antico e complesso – MAXXI – 16 maggio/31 agosto
- Mostra 5: Dal cuore alle mani. Dolce e Gabbana – Palazzo delle Esposizioni – 14 maggio/13 agosto 2025
1. Magna mater tra Roma e Zama
Si tratta di un progetto espositivo che vede la collaborazione tra Italia e Tunisia per raccontare la storia della Grande Madre– intesa come divinità ancestrale che dà la vita ed è all’origine del mondo e dell’umanità- conosciuta nelle varie culture e religioni come Cybele, Meter Theon, Magna Mater nella cultura greca, romana, anatolica. In questa mostra l’archeologia si fonde con il mito frigio delle origini che fu trasferito a Roma ufficialmente nel 204 a.C., quando la sua immagine fu trasferita sul Palatino come simbolo di rinascita e salvezza per Roma.
Il percorso espositivo si suddivide in 6 sezioni all’interno del Parco per raccontare la graduale diffusione del culto. In particolare nel Tempio di Romolo ci sono reperti provenienti per la prima volta dagli scavi di Zama Regia nel Nord Africa. Ma il fil-rouge della Magna Mater prosegue anche altrove, se il turista decide di seguirlo: sul Palatino, nelle Uccelliere Farnesiane, dove si approfondisce la valenza misterica del culto- con il tempio e l’installazione che riproduce nel Ninfeo della Pioggia gesti e suoni del rituale dedicato; nella Curia Iulia– dove si riflette sull’estensione del culto all’Egitto, alle Gallie, alla Tracia e alla Britannia; infine al Museo del Foro Romano, dove c’è una scelta di opere d’arte che illustrano la storia iconografica del culto dal Rinascimento al Seicento.

2. Mario Mafai e Antonietta Raphael. Un’altra forma d’amore
La mostre è dedicata al duplice percorso-parallelo ma anche divergente- di Antonietta Raphael e Mario Mafai, i due pittori che, insieme a Scipione, animarono la cosiddetta “Scuola di Via Cavour” (1928-1945), di impronta decisamente più impressionista rispetto alla Scuola Romana e nata dal superamento del Maestro Felice Carena. I due si conobbero nel 1925 alla Scuola Libera del Nudo ma poi ebbero percorsi diversi: Mafai mantenne il suo prestigio anche dopo la guerra, mentre Antonietta, lituana con origini ebraiche, fu costretta dalle leggi razziali ad allontanarsi da Roma. Le oltre cento opere esposte provengono anche dai Musei Civici Fiorentini, dalla Camera dei Deputati e dalla Banca d’Italia e sono corredate da lettere, disegni e fotografie dei due pittori, originali per la linea anti-novecentesca che soprattutto Antonietta diede a dipinti e sculture negli Anni Sessanta.
3. InVisibili. Le pioniere del cinema
Promossa dal Ministero della Cultura e realizzata con i contributi dell’Archivio Luce di Cinecittà, l’Istituto Centrale della Grafica ospita questa mostra che vuole dare visibilità alle 30 pioniere della settima arte, che spesso sono state le protagoniste di ruoli creativi e imprenditoriali, trasformando con il loro diretto contributo il cinema degli albori. Dalla prima regista italiana, Elvira Notari (1875-1946) alle prime attrici del cinema muto come Adriana Costamagna (1889-1958) e Maria Jacobini (1892-1944), fino all’attrice e produttrice cinematografica Maria Jacobini (1874-?) che fondò il Daisy Film ma poi un incendio distrusse i suoi stabilimenti cinematografici. Dalla scrittura alla regia, all’interpretazione, alla distribuzione, alcune di loro sono legate anche a nomi di importanti case di produzione, come la Bertini Film o la Dora Film: ne rendono testimonianza i documenti d’archivio, le lettere private, le fotografie e i bozzetti che tale mostra arricchiscono e impreziosiscono.
4. Mediterranea. Visioni di un mare antico e complesso
E’ un grande viaggio nella storia millenaria del Mar Mediterraneo tra Europa, Africa e Asia quello raccontato da questa mostra al MAXXI tra passato e presente, scienza, tecnologia e sfide ambientali e geopolitiche. In collaborazione con Med-Or IItalian Foundation, Agenzia Spaziale Europea, Agenzia Spaziale Italiana e Geos, la caratteristica di questa mostra sono le fotografie, i video e le installazioni immersive straordinarie che dialogano con reperti archeologiche e mappe antichissime provenienti tra l’altro anche dal Museo della Civiltà, dal Museo Etrusco di Villa Giulia e dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia. Un mare, dunque, che rappresenta il ponte naturale tra civiltà e culture differenti, coste fertili e realtà complesse, paradisi di bellezze naturali ma una volta terre d’esilio, mete turistiche bramate dai più e oggi approdo di migranti.

5. Dal cuore alle mani. Dolce e Gabbana
Palazzo delle Esposizioni è sempre stato considerato come la più ampia e prestigiosa area espositiva: si tratta dell’edificio sontuoso nel centro storico di Roma progettato da Pio Piacentini e dedicato alla cultura visiva contemporanea, inaugurato a Roma nel 1883. Qui la mostra di Dolce e Gabbana, dopo il successo di Milano e Parigi, ritorna, ripensandosi in un nuovo allestimento in cui le magnifiche architetture nascoste di Domenico Dolce e Stefano Gabbana riescono a dialogare con le architetture neoclassiche dell’arte. Sono esposte oltre 200 creazioni dell’ Alta Moda italiana in cui appunto si parte “dal cuore” , dove nascono le idee più originali, per arrivare “alle mani”, attraverso cui si realizza un intreccio di colori e tessuti magistralmente mescolati tra di loro. Aggiungiamo anche che c’è un’ulteriore sezione dedicata ad altri artisti visivi che recuperano, riprendono e ampliano gli orizzonti creativi di Dolce e Gabbana. Le tematiche sono varie: arte, architettura, artigianato d’eccellenza, folklore, opera, balletto, teatro e la famosa “dolce vita”. La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Assessorato di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo, con IMG e curata da F. Muller con scenografie di Agence Galuchat.
E allora buona visita a tutti!