Sono passati ben 800 anni da quel lontano 3 ottobre 1226, giorno della morte di San Francesco avvenuta all’età di soli 44 anni. Il poverello di Assisi ha lasciato una grande eredità mistica e culturale che ancora oggi costituisce un esempio vivo, concreto e tenace di riscoperta dei veri valori cristiani di umiltà, tolleranza e amore, specialmente verso gli ultimi della terra.
Al nostro Patrono e al suo ricordo, in questo anno così significativo, sono state dedicate molte manifestazioni ed esposizioni in tutt’Italia.
Assisi
Ad Assisi, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli è custodita la Porziuncola: la piccola chiesa che proprio il Santo restaurò e ne fece la base per la sua Regola, dove a Lui si aggregarono i primi “frati”, dove a anche Santa Chiara accolse il suo messaggio e dove si spense. Nell’adiacente museo, fino al 25 ottobre prossimo, la mostra “San Francesco alla Porziuncola. La parabola artistica del volto di San Francesco d’Assisi nel luogo del transitus” presenta sia parte del patrimonio artistico permanente del museo stesso, sia altre opere dall’apporto di collezioni italiane e internazionali. Importanti capolavori artistici che nel tempo hanno raccontato la storia del Santo, come le opere del Cimabue (1240-1302) o del così detto Maestro di San Francesco (XIII secolo) di cui non si conosce l’identità, che ha affrescato la Basilica inferiore ad Assisi. Nonché la tavola di Taddeo di Bartolo (1362-1422) “San Francesco che schiaccia l’Orgoglio, la Lussuria e l’Avarizia” e una tela inedita di Giovanni Cariani (1485-1547) ritraente San Francesco che legge. Non mancano opere più vicine a noi quali il “Trittico del Trapasso” del 1923 eseguita dal pittore futurista Gerardo Dottori (1884-1977) e, nel prato antistante la Basilica, “The Nest of Saint Francis” (il Nido di San Francesco) dell’architetto giapponese contemporaneo Kengo Kuma, una costruzione realizzata con rami di salice intrecciato. Inoltre, tra altri preziosi documenti, sono esposti insieme il breviario autografo di Santa Chiara e del breviario di San Francesco.
Arezzo

Fonte foto: Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Arezzo
Ad Arezzo, sino al 10 gennaio 2027, presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e la ex Chiesa di Sant’Ignazio è visitabile la mostra “L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento” dove sono esposti 80 capolavori provenienti da musei ed edifici di culto del territorio ma anche da grandi istituzioni museali come il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Londra, gli Uffizi e la Pinacoteca Vaticana. Una occasione unica per ammirare riuniti dipinti, miniature, sculture e vetrate, in un andamento cronologico che, partendo dalle prime esperienze pittoriche con opere di Margarito d’Arezzo o il Maestro del Crocifisso (XIII – XIV secolo) si snoda nel corso de secoli con le testimonianze del Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Luca Giordano, solo per citare alcuni dei prestigiosi nomi che hanno raccontato le vicende legate a San Francesco, alle sue scelte così radicali e innovative, al suo rapporto con la natura. Per giungere poi anche alla modernità con le sculture di Libero Andreotti e le creazioni di Gio Ponti.
Bologna
Anche Bologna con “Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento” vuole rendere omaggio al nostro patrono presso la Pinacoteca Nazionale sino al 10 gennaio prossimo. La mostra mette in luce l’impronta della cultura artistica bolognese nella rinnovata iconografia francescana specialmente dopo il Concilio di Trento; sono presenti opere di maestri come Guido Reni, Annibale Carracci, il Guercino, nella riscoperta di episodi poco rappresentati della vita del Santo e del suo rapporto con il divino. Articolata in nove sezioni, accanto alle opere di proprietà del museo bolognese, la mostra ospita prestigiosi prestiti dalla Galleria Borghese, e dei Musei Capitolini di Roma, della Pilotta di Parma e della Galleria Nazionale delle Marche. Oltre ai dipinti sono esposti anche incisioni e libri dell’epoca.
Milano

Fonte foto: Veneranda Biblioteca Ambrosiana
“Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte” è invece il titolo dell’evento che la Veneranda Biblioteca Ambrosiana il museo più antico di Milano presenta, sino al 13 gennaio 2027, attraverso un proprio itinerario artistico, letterario e spirituale, presentando al pubblico dipinti, disegni inediti, incisioni, manoscritti e codici miniati provenienti dal patrimonio dell’Ambrosiana, esposti per la prima volta in pubblico. Tra le opere esposte spicca un disegno raffigurante una versione della morte del Santo su di un poverissimo letto, circondato dai suoi frati. Il disegno proviene dal Codice Resta, una raccolta di disegni d’arte che spaziano tra il XVII e il XVII secolo, il quale deve il nome al suo creatore: padre Sebastiano Resta (1635-1614) e attualmente conservato presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.