Ancora un evento di livello internazionale al Palazzo Ducale di Genova. Dal 20 marzo prossimo si o al 29 luglio 2026 le sale dell’Appartamento del Doge, nel prestigioso palazzo settecentesco nel cuore di Genova, ospiteranno la mostra: “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”.

Fonte foto: Palazzo Ducale Genova
Antoon Van Dyck (1599-1641) grande pittore fiammingo, talentuoso allievo di Peter Paul Rubens (1577-1640), particolarmente apprezzato per la sua abilità di ritrattista, conquista le corti europee: dalla nativa Anversa, nelle Fiandre, all’Italia delle grandi famigli aristocratiche, fino alla Londra di Giacomo I e di Carlo I successivamente, che lo scelse come pittore di corte.
Nonostante la sua breve esistenza riuscì a produrre moltissime opere ispirate non solo alle iconografie dei nobili o dei cardinali che ammiravano il suo stile, ma anche lavori a tema religioso e mitologico ora sparsi in numerosi musei di tutto il mondo.
La mostra
Fonte foto: National Gallery di Londra
Ed è appunto da Musei come il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Tyssen di Madrid, la National Gallery di Londra, e, tra gli italiani, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, la Galleria Sabauda di Torino, da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum, oltre che dalle nutrite collezioni genovesi, che provengono i 58 dipinti della mostra, alcuni di grandi dimensioni, divisi in dieci sezioni, a comporre un itinerario soprattutto tematico ed esplicativo delle grandi capacità dell’artista di fondere e integrare la tecnica della scuola fiamminga da cui proveniva, con la pittura italiana della quale egli è stato studioso ed estimatore.
Curato da Anna Orlando e Katlijne Van Stighelen l’importante evento offre una visione completa dell’opera di Van Dyck nel suo essere un pittore di levatura europea che ha saputo magistralmente cogliere ed esprimere le idee innovative del suo tempo.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.
Fonte foto: National Gallery di Londra