Per la prima volta in Italia grazie a Storiedichi Edizioni, un classico britannico della letteratura per l’infanzia firmato dalla celebre Shirley Hughes, vincitore della Kate Greenaway Medal e amatissimo da generazioni di lettori, con traduzione di Chiara Carminati.

Un albo del 1977 che parla di amicizia e generosità, della perdita di un giocattolo speciale e di come una sorella maggiore possa salvare la situazione.

Autrice e illustratrice dallo sguardo gentile e attento al mondo dei più piccoli, Shirley Hughes ha illustrato più di 200 libri per bambini, vincendo due volte la Kate Greenaway Medal for Illustration, la prima volta con Dogger, nel 1977, e una seconda volta con Ella’s Big Chance nel 2003. Nel 2007 Dogger è stato votato come il vincitore di Greenaway Medal in assoluto più amato dal pubblico!

Dogger

Dogger è un morbido cagnolino di pezza marrone, con un orecchio dritto in alto e l’altro che cade giù. È piuttosto vecchio e anche un po’ rovinato, ma il suo bambino, Dave, lo ama moltissimo e lo porta sempre con sé.
Un giorno, però, in un momento di confusione, Dogger viene perduto. La mamma lo cerca dappertutto, sotto lo sguardo vigile di Dave, e anche la sorellina Bella e il papà aiutano nelle ricerche, ma di Dogger nessuna traccia…

«Al momento di andare a letto, Dave era molto triste.
Bella gli aveva prestato uno dei suoi orsacchiotti, ma non era la stessa cosa.
Dave si svegliò molte volte nel corso della notte, perché Dogger gli mancava tanto.»

Il giorno seguente, Dave vede Dogger su una bancarella di giocattoli usati; il bambino cerca di racimolare i soldi per acquistarlo di nuovo ma qualcuno, purtroppo, lo compra prima di lui.
Riuscirà Dave ad avere indietro il suo amato cagnolino di pezza?

Storiedichi Edizioni porta nella collana Radici, dedicata ai grandi classici da riscoprire, un albo illustrato tenero e commovente, che parla di quel legame profondo e indissolubile che alcuni bambini instaurano con il loro giocattolo preferito e di quegli atti di generosità inaspettata che fanno la differenza.

Un volume celebre nei paesi anglosassoni, amato da generazioni di bambini, nella curatissima traduzione di Chiara Carminati, nome di spicco nel panorama letterario italiano, pluripremiata autrice e traduttrice di poesie, romanzi e racconti per bambini e ragazzi.

Un classico amatissimo e senza tempo

Con questa storia, Shirley Hughes consente ai lettori di sbirciare con discrezione e rispetto nella sfera emotiva dei più piccoli. Dai silenzi tristi e pacati di Dave che osserva speranzoso i suoi genitori alla ricerca del pupazzo, agli sguardi preoccupati di Bella che non sa come aiutare il fratello, fino alla reazione seccata della bambina che acquista Dogger e non lo vuole restituire, ogni dettaglio delle illustrazioni classiche e senza tempo di Hughes mostra la grandezza dell’illustratrice nel saper raccontare quanto avvenimenti anche piccoli e trascurabili per gli adulti, come la perdita di un pupazzo, possano essere dirompenti per i bambini. Attraverso una storia universale, che può trovare riscontro nel vissuto di tutti noi, l’autrice narra con grande tatto il vuoto della perdita e il calore dei gesti altruisti.

Due storie vere e un pupazzo famoso

La storia di Dogger è ispirata a due eventi realmente accaduti nella vita dell’autrice, come ricorda il figlio, il giornalista e scrittore Ed Vulliamy, in un’intervista pubblicata dal The Guardian. Il primo vede una piccola Shirley che, forse per gioco, getta Oscar, il suo pupazzo a forma di koala, fuori dal finestrino di un taxi. Il secondo riguarda invece il figlio dell’autrice, che lasciò il suo orsetto preferito all’Holland Park di Londra e in seguito a questa perdita non dormì per mesi.

Inoltre, Dogger è esistito veramente! Si tratta di un peluche che entrò a far parte della famiglia Hughes nel Natale del 1959 per il quale l’autrice ha immaginato una storia che, contrariamente a quella dei due sfortunati pupazzi perduti, avesse un lieto fine.

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