Napoli ritrova la Pasticceria Pintauro 1785, che dal 27 marzo riapre il suo storico punto vendita di via Toledo, un ritorno che per molti napoletani suona come qualcosa di più di una semplice riapertura commerciale.
Fondata nel 1818 da Pasquale Pintauro, la pasticceria ha attraversato generazioni, rivoluzioni urbanistiche e trasformazioni sociali senza perdere la sua ragione d’essere. Nel suo laboratorio è nata la sfogliatella napoletana così come la conosciamo oggi, forma a conchiglia, pasta sottilissima e croccante, ripieno di ricotta e semolino profumato alla cannella che in tutto il mondo viene associato a Napoli.
La leggenda vuole che la sfogliatella fosse nata ancor prima, nel Seicento, nel convento di Santa Rosa in Costiera Amalfitana. Fu Pintauro, però, a portarla a Napoli e a trasformarla in un prodotto accessibile e quotidiano, consegnandole il ruolo che ha ancora oggi. Da quel momento, via Toledo e la sfogliatella sono diventati un binomio inscindibile.

Chi ha rilevato la Pasticceria Pintauro
Dopo la chiusura degli ultimi anni, il locale sembrava condannato all’oblio, fino a quando l’imprenditore napoletano Francesco Bernardo e il suo socio Davide Piterà hanno avviato l’ambizioso progetto di riapertura. «Il nostro obiettivo è ridare alla città un’eccellenza storica, tutelandone l’anima artigianale e proiettandola nel presente», ha dichiarato Bernardo, visibilmente emozionato nel vedere il locale tornare a vivere dopo anni di silenzio.
L’intervento ha riguardato anche gli spazi fisici, ma con una consapevolezza precisa: non si toccano le cose che contano. L’effigie della Madonna Addolorata è al suo posto, l’antica lampada a gas anche, gli arredi in legno e marmo raccontano ancora la stessa storia. Quello che si è aggiunto serve a far funzionare meglio il locale; quello che c’era è rimasto dov’era.
Il locale si trova in uno dei tratti più frequentati della città, su un asse che collega piazza Dante al centro storico e che da secoli è il termometro commerciale e sociale di Napoli. Avere Pintauro aperto in quel punto è un segnale sul tipo di città che si vuole abitare.

Un ritorno al passato
Una delle scelte più significative riguarda il personale. Accanto alle nuove figure entrate a far parte del gruppo, nel team sono presenti il banconista Peppe Tomei, collaboratore della pasticceria da 40 anni, oltre che il pasticciere Giuseppe Scardinale, coordinati da Davide Piterà. I loro sono nomi familiari alla clientela storica e questo non è un dettaglio di poco conto, significa che la memoria del mestiere e l’amore per il locale non si è interrotta.
È esattamente questo che distingue un recupero autentico da una ricostruzione di facciata, le competenze artigianali si tramandano attraverso le persone, non attraverso i marchi.

La Pasticceria Pintauro tra passato e presente: cosa aspettarsi
Il progetto non punta a congelare Pintauro in una versione museale di sé stessa. Accanto alle specialità storiche, la pasticceria affiancherà nuove proposte dolciarie che guardano alla contemporaneità senza dimenticare da dove vengono, un collegamento ideale tra la tradizione artigianale che ha reso celebre il locale e il gusto di un pubblico che cambia. Il punto di partenza, però, resta saldamente ancorato a ciò che ha reso la Pasticceria Pintauro quello che è, ovvero la sfogliatella, la qualità artigianale, il rapporto diretto con una tradizione produttiva che ha quasi due secoli e mezzo di storia. La sfogliatella sarà proposta a 3 euro: un prezzo che riflette una scelta precisa, quella di investire in materie prime di prima qualità, senza scendere a compromessi sulla ricetta.
In un momento in cui Napoli si svuota dei suoi presìdi identitari, spesso sostituiti da insegne fast di catena, la riapertura della Pasticceria Pintauro ha un peso specifico diverso: è la scelta di non lasciare che certi saperi spariscano per inerzia.
La Pasticceria Pintauro 1785 si trova in via Toledo 275 ed è aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 9.00 alle 21.00.
Sono Valeria, SEO copywriter, social media manager e travel writer. Scrivo di viaggi, territori e libri, con un’attenzione particolare alla Campania e alle storie che abitano i luoghi. Sono la voce dietro Storie in pausa, uno spazio dedicato alla letteratura e alla divulgazione culturale, e I viaggi di Vale, il mio progetto editoriale dedicato ai viaggi.