Sono trascorsi ben 40 anni dalla morte di quello che io stessa definisco “Giornalista Giornalista”. Quarant’anni dopo l’omicidio di Giancarlo Siani, il giovane cronista de Il Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, Napoli torna a ricordare una delle sue figure più limpide e coraggiose. Lo fa con un linguaggio che unisce emozione, memoria e impegno civile: il teatro.
Al Teatro Diana va in scena un nuovo testo teatrale ideato da Peppe Celentano e scritto in collaborazione con Gianpiero Mirra, dedicato alla memoria del giornalista. Lo spettacolo, pensato in particolare per le scuole, nasce con l’intento di raccontare ai più giovani non solo il giornalista che sfidò la camorra con le sue inchieste, ma soprattutto l’uomo Giancarlo — il ragazzo che amava la famiglia, la fidanzata, gli amici, e che inseguiva con tenacia il sogno di diventare un bravo giornalista.
“Abbiamo voluto soffermarci sull’uomo, oltre che sul cronista — spiega Celentano — raccontando le sue passioni, i suoi rapporti umani e le difficoltà che ne hanno segnato la vita, nel bene e nel male. Siani ci ha lasciato un messaggio semplice ma potente: cambiare questo sistema di soprusi e omertà”.
Il progetto
Il progetto ha ricevuto l’appoggio del professor Paolo Siani, fratello del giornalista, che da anni porta avanti l’impegno civile e la memoria del fratello.
Un omaggio speciale arriva anche da Alessandro Siani, l’attore e regista che — come molti non sanno — scelse il proprio nome d’arte proprio in memoria di Giancarlo. Con un videomessaggio dedicato agli studenti, l’attore invita i ragazzi a riflettere sui problemi di Napoli e a non restare indifferenti, perché “la coscienza si forma anche attraverso la memoria”.
Il cast dello spettacolo vede la partecipazione di Massimo Masiello, Gabriella Cerino e di attori giovani e meno giovani. Le musiche originali sono firmate dal maestro Giovanni Quaranta
, che arricchisce la narrazione con canzoni e atmosfere capaci di restituire l’anima e la speranza di un’epoca.
Come spesso accade a Napoli, il teatro diventa specchio e voce della città, strumento di educazione e di coscienza. Questo spettacolo non si limita a commemorare: invita a riconoscere il valore della verità, anche quando è scomoda, anche quando costa cara.
Giancarlo Siani aveva solo 26 anni quando fu ucciso, ma il suo sogno — quello di un giornalismo libero, onesto, capace di cambiare le cose — continua a vivere. E forse, proprio attraverso iniziative come questa, può ancora trovare nuove generazioni disposte a raccoglierne l’eredità.

Amante della scrittura e del cibo. Scrivo da quando ho memoria, mangio più o meno da sempre. Giornalista Pubblicista dal 2017, con la nascita di Hermes Magazine ho realizzato un mio piccolo, grande sogno. Oggi, oltre a dedicarmi a ciò che amo, lavoro in un’agenzia di comunicazione come Social Media Manager.
