Il Festivalbar porta con sé ricordi indelebili nella storia della televisione e della musica italiana. La manifestazione nata nel 1964, inizialmente premiava la canzone più ascoltata nei jukebox disseminati nei bar di tutta Italia (da qui il nome Festivalbar). Con il declino dei jukebox e l’avvento delle radio e dei compact disc, il sistema di rilevazione cambiò: con il vincitore decretato in base al numero di passaggi radiofonici e televisivi, oltre che ai risultati di vendita.
Da molti era considerato l’alternativa estiva al Festival di Sanremo ma il Festivalbar rappresentava in realtà qualcosa di completamente diverso: una manifestazione musicale itinerante che attraversava le piazze italiane più calde dell’estate. Lo spettacolo si sviluppava in puntate da maggio a luglio, per poi culminare nella finale in doppia serata a settembre.
L’apice della kermesse estiva
Un vero e proprio show televisivo che raggiunse il suo apice negli anni Novanta, anche grazie alla nascita delle celebri compilation su CD, i famosi volumi blu e rossi, che raccoglievano i brani degli artisti in gara insieme ai loro maggiori successi.
Ma il Festivalbar aveva anche il suo -a tratti irresistibile- lato trash, fatto di esibizioni rigorosamente in playback, siparietti oggi decisamente discutibili e scalette in cui convivevano canzoni becere a meteore della musica italiana e autentiche leggende.
Tra le edizioni più memorabili spicca senza dubbio quella del 1996: la compilation pubblicata trent’anni fa racchiudeva tutte le influenze musicali della fine del millennio e, allo stesso tempo, anticipava molte delle sonorità che avrebbero dominato gli anni Duemila.
30 anni fa, Festivalbar 1996…
Quell’edizione fu condotta da un pimpante Amadeus, affiancato da Alessia Marcuzzi, mentre Corona infiammava il pubblico con The Rhythm of the Night, hit mondiale che ancora oggi rappresenta uno degli inni assoluti dell’eurodance. A conquistare la vittoria fu Eros Ramazzotti con Più bella cosa, al termine della finalissima andata in scena in una gremita Piazza del Plebiscito a Napoli, davanti a oltre 200 mila spettatori.
Fu un’edizione particolarmente folle, trainata da una delle compilation più riuscite della storia del Festivalbar. Tra i suoi punti di forza c’era l’ascesa definitiva del britpop con Don’t Look Back in Anger degli Oasis, il manifesto della progressive house Children di Robert Miles e un rap italiano ormai pronto a conquistare il grande pubblico grazie a Domani e Tranqi Funky degli Articolo 31.
Una kermesse ricchissima, in cui convivevano mondi apparentemente lontanissimi: il reggae di Shaggy, il cantautorato satirico di Federico Salvatore, il punk-reggae veneto dei Pitura Freska e il pop italiano delle grandi firme. È proprio questa straordinaria varietà a rendere il Festivalbar 1996 una perfetta fotografia del panorama musicale dell’epoca, sospeso tra le ultime luci glam del Novecento e i suoni che avrebbero definito gli anni Duemila.
La compilation del Festivalbar ’96
Una compilation incredibile che debuttò al secondo posto della classifica degli album più venduti in Italia, riscopriamola ora, esattamente 30 anni dopo:
Disco 1
Eros Ramazzotti – Più Bella Cosa
Oasis – Don’t Look Back In Anger
Umberto Tozzi – Il Grido
Ligabue – Vivo Morto O X
Zucchero – Alleluja (Di Zucchero E Jovanotti)
East 17 – Do You Still
Paolo Vallesi – Grande
Ron – Ferite E Lacrime (Remix)
Gianni Morandi – La Regina Dell’Ultimo Tango
Bel Canto – Rumour
Miguel Bosè – L’Autoradio
Articolo 31 – Tranquifunky
Massimo Di Cataldo – Con Il Cuore
Gerardina Trovato – Picoli Già Grandi
Michael Learns To Rock – Someday
Antonella Ruggiero – Fare Fare
Ambra – Aspettavo Te
Disco 2
Tina Turner – Whatever You Want
Gianluca Grignani – La Fabbrica Di Plastica
Luca Carboni – Non è (Backround Version)
Michael Bolton – Soul Provider
Ivana Spagna – Lupi Solitari
Enrico Ruggeri – Il Momento Della Verità
Neri Per Caso – Improvvisando
Anna Oxa – Spot
Michele Zarrillo – Non Arriveranno I Nostri
Paola Turci – La Felicità
Ke – Strange World
Aleandro Baldi – Tu Sei Me
The Beloved – Satellite
Luca Barbarossa – Ali Di Cartone
Alexia – Summer Is Crazy