Sin dalla sua nascita, il Festival della musica italiana ha sempre lasciato spazio tra i big dello spettacolo, oltre ad artisti emergenti e nomi affermati, a qualche figlio d’arte, causando sempre tante critiche.
E’ vero che avere un genitore di grande fama non corrisponde necessariamente al talento o al successo assicurato, ma non si può negare che apra tante porte e renda un percorso duro come quello artistico un po’ più semplice.
Quindi il problema non è ovviamente la semplice esistenza di figli d’arte, ma la saturazione degli spazi: quanti debuttanti senza cognome riconoscibile, senza legami pregressi con il sistema Rai, vediamo realmente promossi dalla macchina sanremese? Quanti arrivano al Festival da fuori circuito, fuori scuole di talent, fuori uffici stampa già agganciati?
Eppure Sanremo era almeno originariamente un mezzo in grado di cambiare la vita di un artista emergente. Quando metà del racconto è occupato da genealogie illustri, il segnale che passa al resto del Paese è chiaro: la scorciatoia ereditaria non è un’anomalia, è norma.
Anche il 2026 rimane sulla stessa linea. Infatti il 30 novembre Carlo Conti ha annunciato al Tg1 i partecipanti della 76° edizione del Festival, e tra questi tre figli d’arte, giovanissimi, pronti a salire sul palco dell’Ariston.
Si tratta di Leo Gassmann, cantante e attore figlio dell’attore Alessandro Gassmann, LDA (Luca D’Alessio) è uno dei figli di Gigi D’Alessio, e infine Tredici Pietro (Pietro Morandi) proprio il figlio di Gianni Morandi.
Tredici Pietro
Tredici Pietro, rapper e cantautore bolognese classe 1997, sarà in gara per la prima volta alla 76esima edizione del Festival di Sanremo.
Ha pubblicato l’album Non guardare giù, virale su TikTok con il brano LikethisLikethat, tra i suoni più usati sulla piattaforma social. Tra le collaborazioni illustri quella con Fabri Fibra in Che gusto c’è, e quella con Mecna nella ballad notturna Solamente di te.
Tredici Pietro ha pubblicato venerdì 21 novembre il singolo La fretta, mentre, prima di andare a Sanremo, si prepara a un tour che a dicembre lo vedrà protagonista nei club di Bologna, Roma e Milano.
Leo Gassmann
Leo Gassmann nel 2020 ha vinto la categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo con il brano Vai bene così e quest’anno torna in gara tra i big. Nasce a Roma nel 1998, da una famiglia di artisti e un cognome impegnativo.
All’età di 9 anni entra all’Accademia di Santa Cecilia e studia chitarra classica e solfeggio per 5 anni. Si è laureato in Arte e Comunicazione all’Università John Cabot di Roma. Dopo l’album d’esordio Strike, l’artista è già stato in gara alla 73esima edizione del Festival di Sanremo con il singolo Terzo Cuore.
Leo Gassman prosegue con successo anche la sua carriera di attore: nel 2024 ha interpretato Franco Califano nel film Rai Califano sulla vita del popolare cantautore romano. Per questo ruolo ha vinto il Nastro d’Argento come “rivelazione dell’anno”.
L’anno scorso è uscito nelle sale il film Una terapia di gruppo dove recita assieme a Claudio Bisio, Margherita Buy e Claudio Santamaria. Quest’anno è al cinema con la pellicola Fuori la verità di Davide Minnella con Claudio Amendola, Claudia Gerini e Claudia Pandolfi.
LDA
LDA calcherà il palco di Sanremo assieme al suo amico ed ex partecipante, come lui, di Amici il programma di Maria De Filippi, Aka7even.
Nato nel 2003 a Roma, LDA muove i suoi primi passi nel panorama musicale italiano già all’età di 13 anni, proponendo su YouTube cover di brani di alcuni grandi artisti italiani e internazionali.
Nel 2017 pubblica il suo primo inedito, Resta, uscito in seguito al feat con Il Mago, che gli chiede di collaborare al suo brano Orizzonte, dopo aver notato le sue performance online.
Nel 2020 è uno dei protagonisti del singolo Buongiorno di Gigi D’Alessio, insieme a Clementino, CoCo, Enzo Dong, Franco Ricciardi, Geolier, Lele Blade, MV Killa, Samurai Jay e Vale Lambo. Nello stesso anno, inoltre, collabora con Astol e Robledo al brano Vediamoci stasera.