Una grande sorpresa: così viene presentata la straordinaria line-up del Primavera Sound Barcellona 2026, annunciata prima che in qualsiasi altra edizione nella storia del festival.
Tutto questo prende forma nel design del poster e nel video di presentazione, realizzati da Vampire Films con musiche di rusowsky e Ravyn Lenae, che rivelano gli artisti e già ci invitano a immaginare come sarà il Primavera Sound Barcellona 2026.
Ecco la line-up completa del Primavera Sound 2026
A guidare la corsa ci sono i The Cure. L’immortale band capitanata da Robert Smith detiene ancora il record per il concerto più lungo nella storia del Primavera Sound, tra innumerevoli altri traguardi musicali, anche se la loro rilevanza è stata ricalibrata nel presente grazie al loro album più recente, Songs of a Lost World (2024), celebrato come uno dei loro migliori lavori. Ogni volta che questa band britannica emerge dall’oscurità per riconnettersi con il proprio pubblico dal vivo è un evento, ma non è certo l’unico che il Primavera Sound Barcellona 2026 ha in serbo.
Questa 24ª edizione vedrà anche la camaleontica Doja Cat, pronta a scatenare il suo arsenale di successi, l’attesissimo ritorno di un’icona del festival come The xx dopo quasi un decennio di assenza, le avventure animate dei Gorillaz con l’instancabile Damon Albarn alla guida e un nuovissimo album, The Mountain, i Massive Attack che si esibiranno per la prima volta al Primavera Sound colmando un debito storico, la consacrazione definitiva del fenomeno pop Addison Rae e il fragoroso ritorno delle leggende shoegaze My Bloody Valentine. Cinque decenni di musica popolare, dal rock distorto all’hip-hop, dal pop all’elettronica d’avanguardia, condensati in questi sette nomi che sottolineano l’identità multiforme del festival.
Questi otto mesi che ci separano dal festival ci daranno il tempo di familiarizzare con questa line-up emozionante, anche se in realtà presenta già volti ben noti alla comunità del Primavera Sound. È il caso di Mac DeMarco, nel pieno della sua maturità compositiva, dell’irresistibile cantautore Father John Misty, di Bad Gyal e della sua collezione di inni nel suo unico concerto in un festival nel 2026, del perfetto folk-rock dei Big Thief, della rapper britannica Little Simz, del nuovo idolo slacker Alex G, degli Slowdive nella loro esuberante seconda giovinezza, degli eternamente trasgressivi Einstürzende Neubauten e delle inarrestabili Wet Leg, che torneranno a esibirsi al festival per il secondo anno consecutivo. Lola Young debutterà non solo al Primavera Sound ma anche in Spagna, confermando che il suo talento va ben oltre il virale Messy. A questi si aggiungono il ribelle dell’elettronica Skrillex, la supernova Peggy Gou, l’icona generazionale Pinkpantheress, la predicatrice Ethel Cain, il poliedrico Blood Orange e gli irlandesi Kneecap, più che benvenuti al Primavera Sound e di ritorno dopo la coinvolgente esibizione all’edizione precedente. E questa è solo la punta dell’iceberg.
L’R&B setoso di Ravyn Lenae e il rock porteño di Bestia Bebé. Il ruggito metalcore dei Knocked Loose e il folk controcorrente di Annahstasia. Il pop teatrale di MARINA e il post-hardcore catartico dei Touché Amoré. Le canzoni tradizionali portoghesi della fadista Gisela João e l’iper-verbena di Lechuga Zafiro & Verraco. La turbina noise dei Melt-Banana e le sinfonie in miniatura dei caroline. La militanza techno del collettivo Underground Resistance e il nuovo folklore di Guitarricadelafuente. I ritornelli bubblegum di JADE e il tesoro di suoni estremi di Merzbow. Le vibrazioni contagiose di Role Model e l’oasi di avant-jazz di Beverly Glenn-Copeland ed Elizabeth Copeland. Le frecce punk delle Lambrini Girls e le cartoline ambient di Malibu. Il massimalismo elettronico di Overmono e il fascino soft-rock dei Men I Trust. Persino proposte così insolite, per un grande festival, come quelle della veterana sperimentatrice vocale Joan La Barbara, del percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi e della cornamusista scozzese Brìghde Chaimbeul trovano il loro posto al Primavera Sound.
Tutti questi mondi si intrecciano con naturalezza, componendo una line-up di artisti che guardano al globale senza dimenticare il locale: mentre Amaare arriverà dal Giappone, Six Sex dall’Argentina ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U dal Giappone, Buscabulla da Porto Rico, Sama’ Abdulhadi dalla Palestina, Guedra Guedra dal Marocco, HYPNOSIS THERAPY dalla Corea del Sud e Ninajirachi dall’Australia, Rojuu, Depresión Sonora, Barry B, Renaldo & Clara e DISOBEY offriranno un’istantanea entusiasmante dell’ecosistema musicale locale.
E sebbene stiamo parlando al futuro, la line-up del Primavera Sound Barcellona 2026 si intreccia con tutte le possibili linee temporali. Un passato riconfermato con i ritorni sul palco di Rilo Kiley e Texas is the Reason. Un presente autentico con Panda Bear, Water From Your Eyes, Smerz e Lucrecia Dalt, forti dei grandi album del 2025. Un futuro che si realizza in anticipo con visionari del suono come Dijon, Oklou, rusowsky, 2hollis, Ralphie Choo, fakemink e NEW YORK, già pronti a indicarci la strada di domani. La natura elastica del tempo al Primavera Sound permetterà persino a Cameron Winter di esibirsi sia da solista che come frontman dei Geese.
Con l’annuncio della line-up parte ufficialmente la corsa verso il Primavera Sound Barcellona 2026, che terrà le sua giornate principali dal 4 al 6 giugno. Ci saranno anche la giornata di apertura di mercoledì, la festa elettronica del Primavera Bits (con Carl Cox, Joseph Capriati, BLOND:ISH e Greta) domenica e un programma parallelo ancora da rivelare, che trasformerà la 24ª edizione in una settimana intera di musica. Sebbene il simbolico Parc del Fòrum sarà l’epicentro dell’attività, anche l’Auditori Fòrum tornerà ad accogliere alcune delle performance più speciali dopo un anno di pausa, e il Primavera Sound riecheggerà nuovamente in tutta la città di Barcellona. Inoltre, Primavera Pro, il punto di incontro per i professionisti dell’industria musicale, celebrerà la sua 17ª edizione dal 3 al 7 giugno con un programma di conferenze e showcase che sarà annunciato prossimamente.

Le nostre differenze non sono ciò che desideriamo. Attraverso viaggi e nuovi incontri, questo scritto è un’avventura che mi sono concesso di condividere con voi attraverso le mie esperienze. Se desiderate leggere altri miei scritti, potete trovarli su Wargabet.