Il percorso espositivo intitolato “Da Renoir a Picasso, da Mirò a Fontana. 120 capolavori della grafica del ‘900” è stato promossa dalla Regione Lazio e organizzata da LAZIOcrea con la collaborazione del VIDI e curata da Simona Bartolena insieme a Enrico Sesana e Luigi Tavola.
Aperto fino al 13 settembre, presenta 120 capolavori originali dei più grandi Impressionisti, da Toulouse-Lautrec a Cézanne, Picasso, Kandinskij, Chagall, Mirò, Burri, Fontana ed altri.
Il percorso della mostra tra varie correnti artistiche (tra cui gli Impressionisti)
Allestito in uno spazio unico e circolare, il percorso espositivo si snoda attraverso la tematica della grafica intesa come linguaggio artistico che si emancipa gradualmente dalla tecnica di riproduzione per rappresentare la creatività e l’ispirazione artistica con un linguaggio nuovo e innovativo. Il percorso inizia con le opere degli autori della seconda metà dell’Ottocento per concentrarsi poi anche sui grandi maestri Impressionisti del Novecento e sulle Avanguardie: da Georges Braque a Henri Matisse, da Kandinskij a Paul Klee fino a Mirò, Giacometti e Burri.
Così dalla litografia si passa alla puntasecca – ossia all’incisione di una matrice metallica – alla xilografia e al pochoir – ossia la tecnica detta dello “stampino” basata su sagome intagliate -, poiché ogni artista non dipinge restando isolato nei suoi ambienti o nella sua scuola, ma ha anche un rapporto fondamentale di collaborazione – e a volte di contestazione – con artisti e stampatori.
Un particolare rilievo ha anche la grafica cubista con opere esposte di rado di Picasso, Braque e Villon. Tutta la scuola del Bauhaus ha un ulteriore approfondimento con Kandinskij ma anche Feininger, Schlemmer e Laszlo Moholy-Nagy. Altrettanto interessanti sono sia la sezione dedicata al movimento espressionista tedesco Die Brucke- con Emile Nolde e altri- sia quella dedicata alla tematica della Crocifissione di Georges Rouault, sia infine quella dedicata alla scuola italiana di Gino Severini, De Chirico, Morandi, Marino Marini, che sfocia nella sezione dell’Informale con le opere di Vedova, Burri e Fontana.

Il luogo del percorso espositivo: il Wegil
La particolarità di questo percorso espositivo consiste anche nel luogo in cui è stata realizzata: il WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio, al centro di Viale Trastevere. Progettato dall’architetto Luigi Moretti nel 1933 come palazzo razionalista, questo edificio fu concesso alla Piccola opera della Divina Provvidenza di Don Orione nel 1952 per dare ricovero ai bambini abbandonati e agli orfani. Dopo varie peripezie, tra il 2005 e il 2007 fu eseguito un importante restauro. Dal 2017 al 2024 la Regione Lazio ha continuato l’attività di restauro e recupero del suo aspetto originale. Tra il 2017 e il 2018 sono state aperte la palestra al piano terra – oggi auditorium – il corridoio d’onore e il primo piano con terrazza per mostre ed eventi culturali. Nel 2021 è stato completato il restauro per ospitare al suo interno la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, l’ ACL (Accademia di Cybersicurezza del Lazio) e la formazione enogastronomica. Nel 2021 sono stati avviati altri lavori di recupero per restituire alle palestre il loro aspetto originario. Ora il WeGil viene gestito dalla società Laziocrea SpA per conto della Regione Lazio.
Buona visita!