Fonte foto: wikipedia.org

Nato il 28 febbraio 1942, Brian Jones, polistrumentista geniale e mente all’origine dei Rolling Stones, è venuto a mancare fin troppo presto, nel 1969, alla maledetta età di 27 anni che accomuna tante star che hanno vissuto una vita breve e intensa. Divenne famoso non solo per il suo estro artistico, ma soprattutto per le tante intemperanze.

Ripercorriamo insieme i passi che lo hanno portato al successo e le circostanze oscure legate alla sua morte.

La nascita e le passioni musicali

Brian Jones era figlio d’arte. Nato da due musicisti, il padre organista e la madre pianista, si dedicò alla musica molto presto, imparando a suonare il piano e il clarinetto e, successivamente, strumenti a corde, tastiere, xilofono e marimba. Si appassionò da giovane alla musica classica, poi a quella jazz di Charlie Parker.

Il suo spirito irrequieto lo portò lasciare la scuola a 17 anni e viaggiare per il nord Europa suonando come busker nelle strade. Tornato in Inghilterra, diede libero sfogo al proprio amore per la musica approfondendo lo studio del blues, del country e del rock and roll, e incominciando a frequentare artisti di rilievo come Paul Jones e Jack Bruce.

La fondazione dei Rolling Stones

Si può dire che sia Brian Jones la vera anima dei Rolling Stones, perché fondò il gruppo nel 1962, reclutando Mick Jagger, che portò con sé Keith Richards, a cui si unirono in un secondo momento Bill Wyman e Charlie Watts.

Nasceva oggi Brian Jones

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L’artista aveva però un animo tormentato, al punto da sentirsi in qualche modo diverso rispetto al resto del gruppo. Cadde presto in una spirale di eccessi e abusò di alcool e droghe, tanto da essere arrestato nel 1967 per detenzione di stupefacenti. Queste intemperanze, unite alle sempre maggiori incomprensioni che si verificarono all’interno della band, portarono al suo allontanamento; Brian Jones venne infatti estromesso dal gruppo nel giugno del 1969.

Le circostanze oscure della morte

La vita privata dell’artista era assai turbolenta. Oltre all’uso di sostanze illegali, infatti, Brian Jones divenne famoso per i tanti aneddoti legati alle sue relazioni sentimentali, che lo portarono ad avere ben cinque figli con donne diverse (e, secondo alcuni gossip dell’epoca, a essere il padre anche di Marlon Richards, ufficialmente nato da Keith Richards e Anita Pallenberg).

Dopo un’esistenza tanto complessa e piena di scandali, anche la sua morte è avvenuta in circostanze oscure, che suscitano curiosità ancora ai giorni nostri. il 3 luglio 1969, infatti, Brian Jones venne ritrovato morto nella piscina della sua villa; l’evento fu classificato come un incidente domestico, ma nel tempo emersero numerose versioni contrastanti sulla dipartita dello sfortunato artista.

Diversi anni dopo la morte di Brian Jones, infatti, un costruttore che era presente nella sua abitazione all’epoca dei fatti confessò di averlo ucciso per errore, in seguito a uno scherzo finito male, ma anche, secondo altre ricostruzioni dell’accaduto, perché geloso del suo successo o per rapinarlo di alcuni oggetti di valore che teneva in casa.

Una delle ipotesi più fantasiose che circolò in quegli anni, comunque, è che l’artista sia stato sacrificato durante un rituale occulto di stampo satanico organizzato da Mick Jagger, che avrebbe stipulato un patto col diavolo per garantire ai Rolling Stones un successo internazionale. Si tratta senza alcun dubbio di una leggenda metropolitana, ma resta il fatto che le circostanze della morte dell’inquieto artista non sono mai state chiarite del tutto.

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