Mai prima d’ora, dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, l’America aveva vissuto una così grande quantità di libri censurati. Ormai non si tratta più di un’eccezione, è diventata la norma. Un fenomeno che, nato nel 2021 da alcune iniziative locali, si è trasformato in un sistema nazionale consolidato, sostenuto da leggi statali, pressioni politiche e, ormai, dallo stesso governo Trump.
Solo nell’anno 2024-2025 PEN America, l’organizzazione che difende la libertà di espressione nel mondo letterario, ha registrato 6.870 episodi di messa al bando di libri in 23 Stati e 87 distretti scolastici pubblici. Poi in appena quattro anni i casi documentati sono arrivati quasi a 23.000, distribuiti in 45 Stati e 451 distretti. I dati, pubblicati in occasione della Banned Books Week (la Settimana dei Libri Proibiti, dal 5 all’11 ottobre), rivelano che la Florida resta lo Stato con più censure (2.304), seguita da Texas (1.781) e Tennessee (1.622).
Perchè l’aumento di questo fenomeno?
La maggior parte delle opere vietate, spiega il rapporto, affronta temi legati alla questione razziale e all’identità di genere, oppure rappresenta personaggi LGBTQ+. Nel mirino finiscono anche romanzi per adolescenti che contengono riferimenti sessuali o passaggi su violenza e abusi.
Il ritorno dei repubblicani alla Casa Bianca, dunque, ha segnato un netto cambio di rotta rispetto all’era Biden. Nel giugno 2023, l’amministrazione democratica aveva istituito la figura di un “coordinatore contro la censura dei libri” all’interno dell’Ufficio per i Diritti Civili del Dipartimento dell’Istruzione. Ma il 24 gennaio 2025, poco dopo l’insediamento di Trump, il Dipartimento ha archiviato 11 denunce relative ai divieti di libri, definendole “una montatura”, e ha cancellato il ruolo del coordinatore.
In definitiva, il rapporto di PEN America lancia un avvertimento: la libertà di leggere (e di scrivere) negli Stati Uniti è a rischio. Non solo per l’enorme numero di titoli rimossi dalle biblioteche, ma anche per la progressiva accettazione dell’idea che la censura possa essere uno strumento educativo legittimo.
Gli autori e i libri più censurati
Le campagne di censura hanno colpito 2.308 autori (alcuni banditi temporaneamente, altri a tempo indeterminato). Tra i titoli più frequentemente censurati figurano Arancia meccanica di Anthony Burgess, Breathless di Jennifer Niven, Sold di Patricia McCormick, Last Night at the Telegraph Club di Malinda Lo e A Court of Mist and Fury di Sarah J. Maas. Altri romanzi spesso rimossi dagli scaffali sono Forever… di Judy Blume, All Boys Aren’t Blue di George M. Johnson e Damsel di Elana K. Arnold.
Tra i titoli più famosi ritroviamo anche Piccole donne di Louisa May Alcott, romanzo iconico e senza tempo che segue la vita delle sorelle March durante la Guerra Civile americana. Bandito per la rappresentazione di ruoli di genere non conformi ai valori tradizionali e per il messaggio percepito come troppo progressista per alcuni contesti scolastici.
Ma anche 1984 di George Orwell, un classico della letteratura dispotica che immagina un mondo dominato da un regime totalitario che controlla ogni aspetto della vita dei cittadini. È stato bandito per i contenuti considerati troppo inquietanti e per la critica ai regimi autoritari, giudicata sovversiva in alcuni contesti educativi.
Lo scrittore più censurato in America
Invece secondo PEN America è Stephen King l’autore più censurato in America. Secondo l’organizzazione americana che si batte per la libertà d’espressione, i suoi romanzi sono stati banditi in 206 casi diversi nel solo anno scolastico 2024-2025, in particolare negli Stati di Texas, Florida e Tennessee.
Infatti il successo planetario di Stephen King, autore di capolavori come Shining, It e Carrie, non lo ha mai messo al riparo dalle critiche, soprattutto da parte dei movimenti conservatori.
“Ora sono l’autore più bandito negli Stati Uniti con 87 libri. Posso suggerire di prenderne uno e vedere di che cosa si lamentano? I censori moralisti non sempre ottengono ciò che vogliono. Questa è ancora l’America, dannazione” ha detto King sui social.