La Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato è un luogo storico per Napoli e la sua gente. Sorta nel 1351 dove il sedicenne Corradino di Svevia fu decapitato nel 1268 e dove furono sepolti i morti durante l’epidemia di peste del 1656. Successivamente distrutta da un incendio nel 1781, fu ricostruita e ampliata dall’architetto Francesco Securo (1746-1826) che diede anche alla piazza antistante l’assetto attuale.
L’esposizione
Fonte foto: CchiùArt
In questo suggestivo e storico complesso, da fine febbraio fino al 5 aprile prossimo, è ospitata la mostra del collettivo artistico CchiùArt, curata da Marilena Marotta che è anche una componente del collettivo. Diciotto artisti di diverse estrazioni culturali, con stili e tecniche diverse, che dal 2015 hanno formato un gruppo che vuole approfondire i linguaggi dell’arte attuale, sperimentare ed esprimere le proprie idee, sensazioni e sentimenti senza limiti di tendenze o materiali.
Gli artisti
Quindi pittura, con le tele figurative di Amir Sabetaza e di Vishka Sabetazar, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma, l’astrattismo di Nic Quinto e Marilena Marotta e le invenzioni grafiche di Maurizio Cascella; fotografia con gli scatti di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante. Dall’Instant image di Sara Missaglia ai disegni di Christophe Mourey, ai video multidisciplinari di Sophia J Wagstaff, alle creazioni in ceramica di Laura Correale e al design di Mario Biscetti e alle opere poetiche di Antonio Messina, Rikki P., Vincenzo Minichini, e Marco Fiore.

Fonte foto: CchiùArt
Un ampio respiro creativo ed emozionale. Esperienze artistiche e di vita che si confrontano e si ispirano a vicenda, mostrandosi poi al pubblico nella consapevolezza della propria maturità.
“Un attimo ansimante defluisce nel corso / irregolare di un secondo/ mi sento trasognato e sommesso dal millesimo, / elevo lo sguardo perpendicolare /rivolgo le tempie ad ovest immergendomi nel minuto/ e con sospiro serafico, rimango deferente /al tempo /rigurgito quegli attimi di sagace esistenza.”.
“Attimo ramingo”, Una poesia di Antonio Messina.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.
Fonte foto: CchiùArt