Quest’anno ricorre il il centosessantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, ma il rapporto tra i due paesi è da molto più tempo legato ad attinenze e interscambi. È in questo contesto che si inscrive la grande esposizione a Palazzo Bonaparte a Roma, dedicata alle opere di Katushika Hokusai (1760-1849) una delle figure più considerevoli dell’arte giapponese, che ha anche saputo ispirare con il suo lavoro le opere di artisti occidentali come, tra gli altri, Monet e Van Gogh.
La mostra

Fonte foto: Palazzo Buonaparte
Sino al 29 giugno prossimo il seicentesco palazzo romano, che prende il nome dalla madre dell’imperatore francese che lo acquistò nel 1818, è sede del più ampio omaggio all’artista giapponese e alla sua sensibilità espressiva, che la nostra nazione abbia mai realizzato.
Più di duecento opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia, che attraversano tutta la vasta produzione e l’intera parabola dell’artista, pittore e incisore prolifico e raffinato. Non solo opere iconiche e xilografie come “La grande onda” o le vedute del Sacro Monte Fuji, ma schizzi e disegni che segnano le diverse fasi della sua vita. Come il periodo dell’Ukiyo, il “mondo fluttuante”, che precede l’epoca Edo (1603–1868) di cui diviene grande protagonista. E anche i diversi nomi che adotta come pseudonimi ( da Shunrō a Hokusai, da Taitō a Manji ).

Fonte foto: Palazzo Buonaparte
Le iniziative in Italia
Nell’ambito delle celebrazioni non è solo Roma a dedicare una esposizione all’arte di Hokusai, ma anche: Lecco, nel Palazzo delle Paure dove sino al 27 settembre è in corso la mostra: “ Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa”; Torino dove una più piccola esposizione presso la Galleria Elena Salamon ha titolo “ Hokusai. Il segno che diventa vita”; Bologna, ma solo sino al 6 aprile, al Museo Civico Archeologico è possibile visitare una esposizione che offre una disamina del percorso dell’arte giapponese sino ai giorni nostri, con il titolo: “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga”.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.