Fonte foto: Mary McCartney e Universal

Il 26 marzo 2026, a 83 anni, Paul McCartney ha pubblicato su tutte le piattaforme il suo nuovo singolo dopo oltre cinque anni di silenzio, il titolo della traccia è “Days We Left Behind” ed è il primo assaggio di The Boys of Dungeon Lane, il suo diciottesimo album in studio, atteso per il 29 maggio 2026. 

Una chitarra acustica e sessant’anni di ricordi

“Days We Left Behind” parte da pochi accordi di chitarra acustica, quelli che Paul McCartney conosce da sempre, e si apre su un arrangiamento piano-voce essenziale. Nessuna produzione ridondante, nessun effetto, lo stile è folk pop spoglio e la voce, volutamente grezza, è quella di un artista che non ha più nulla da dimostrare.

Il testo è un viaggio nella Liverpool del dopoguerra. Il primo verso evoca birre, chitarre scalcagnate, le origini popolari nel quartiere di Speke e il passaggio più toccante arriva nel bridge, dove l’ex fab four cita direttamente Forthlin Road, la casa dove lui e John Lennon da adolescenti iniziarono a scrivere canzoni insieme. “We met at Forthlin Road / And wrote a secret code / To never be spoken”: quattro versi che valgono più di un’intera biografia.

Il titolo dell’album, The Boys of Dungeon Lane, viene proprio da un verso del brano, che evoca i ragazzi che camminavano lungo Dungeon Lane, una stradina di Speke che porta alla riva del Mersey, vicina alle case d’infanzia di Paul McCartney e George Harrison. Una geografia privata che diventa musica.

La genesi di The boys of Dungeon Lane

Il riferimento a “The boys of Dungeon Lane” non è nuovo, il cantante lo usò per la prima volta in un demo del 1991, intitolato “In Liverpool”, scritto durante le sessioni di Off the Ground ma mai pubblicato. Il brano conteneva già il verso con la riva del Mersey e i ragazzi di quella stradina e Paul McCartney lo eseguì dal vivo nel 2008 al concerto The Liverpool Sound ad Anfield. Trentacinque anni dopo, quella frase è diventata il cuore di un intero album.

La produzione è firmata da Andrew Watt, che negli anni ha collaborato con i Rolling Stones, Elton John, Ozzy Osbourne e Pearl Jam. Il loro incontro risale al 2021, quando, durante una sessione informale, Paul McCartney incappò in un accordo di chitarra che nemmeno lui riconosceva e il produttore  insistette per svilupparlo. In quell’occasione nacque “As You Lie There”, prima traccia dell’album e prese avvio un processo creativo durato cinque anni. 

The Boys of Dungeon Lane

Diciotto tracce che raccontano una vita intera

The Boys of Dungeon Lane contiene quattordici tracce registrate tra Los Angeles e lo studio privato di Paul McCartney a Hog Hill Mill, nel Sussex, e gli addetti ai lavori lo descrivono come il suo album più introspettivo di sempre, dove i protagonisti sono ricordi mai condivisi prima e nuove canzoni d’amore. Lo stile spazia dal rock alla Wings alle armonie tipicamente beatlesiane, dall’intimismo più spoglio allo storytelling melodico.

La copertina è opera della figlia, Mary McCartney, il logo è stato disegnato dal nipote Josh, figlio del fratello Mike, un disco che resta in famiglia, in tutti i sensi. Nei giorni precedenti l’annuncio, poster misteriosi con il logo dell’album e il codice postale L24, quello di Speke, sono comparsi per le strade di Liverpool. Paul McCartney aveva anche pubblicato una playlist a tema ornitologico sui social, un rimando all’area di Oglet Shore, zona di birdwatching vicina a Dungeon Lane, passione che coltiva fin da bambino.

“Days We Left Behind”: cosa dice la critica

La ricezione di “Days We Left Behind” è stata ampiamente positiva. The Guardian ha lodato lo stile maturo che non cerca di sembrare rilevante, Far Out Magazine ha accostato il singolo a “Penny Lane” ed “Eleanor Rigby”, trovandolo però più radicato in un’esperienza vissuta, Showbiz411 l’ha definita la sua canzone migliore degli ultimi vent’anni.

In Italia, è entrato in rotazione radiofonica dal 26 marzo e il video, realizzato da Trunk Animation, mostra i testi scritti a mano da Paul McCartney accanto a fotografie della sua infanzia e in una settimana ha superato le novecentomila visualizzazioni su YouTube.

Il senso di “Days We Left Behind” non sta nella novità, ma nella resa dei conti con il tempo, Paul McCartney non cerca hit radiofoniche né collaborazioni alla moda, sceglie un produttore che conosce il valore degli artisti con una storia, suona quasi tutto da solo e scrive di Dungeon Lane, di John, di suo padre Jim. Se l’album manterrà la promessa del singolo, The Boys of Dungeon Lane potrebbe essere il lavoro solista più compiuto della sua carriera, non un addio, ma una dichiarazione su cosa resta quando tutto il resto è già passato.

You May Also Like

“Hotel Supramonte”: la canzone capace di elevare il particolare a universale

Il testo ed il significato del brano di Fabrizio De Andrè, tra i più influenti e dotati cantautori italiani.

Le “Million reasons” di Lady Gaga

Conosciamo meglio l’intensa ed emozionante “Million reasons”, una delle canzoni più famose di Lady Gaga.

Chi è Anna Pepe, la ragazza che domina gli streaming

Anna Pepe, in arte Anna, è l’artista donna più ascoltata nel 2024 sulle piattaforme streaming, grazie al successo strepitoso delle sue canzoni rap/trap.

Rewind di Vasco – L’amore senza ipocrisie

Rewind di Vasco Rossi è un inno tutt’altro che maschilista. È l’elogio universale alla libertà dell’amore. Scopriamo insieme il significato di questa canzone.