È stata prorogata fino al 7 giugno prossimo l’importante esposizione presso il Museo degli Innocenti di Firenze: “Toulouse-Lautrec. Un viaggio nella Parigi della Belle Époque”, dedicata appunto al lavoro di Henri de Toulouse Lautrec.
Il protagonista

Il grande artista francese, pittore, incisore illustratore e grafico, protagonista e testimone della così detta Belle Époque parigina, con i suoi manifesti e litografie ha documentato la vita e gli eccessi del variegato popolo della notte: le ballerine, le prostitute, le singolari figure che animavano locali notturni come il famosissimo Moulin Rouge in quel tempo irripetibile. Le sue creazioni grafiche hanno innovato le tendenza e le tecniche della rappresentazione, creando uno stile inedito che ha condizionato l’evolversi della cartellonistica e non solo.
Nella sua pur breve esistenza, caratterizzata da sregolatezze e abusi alcolici il visconte de Toulouse Loutrec è riuscito a essere interprete di quel mondo dorato ed eccessivo della Parigi notturna, non tanto dell’aristocrazia gaudente, quanto di quella umile, varia umanità che frequentava quegli ambienti per necessità di vita e che lui ha descritto con eleganza e sintesi, rendendo protagoniste anche le esistenze marginali o particolari della sfrenata età che avrebbe incarnato gli ultimi bagliori dell’epoca doro di fine secolo.
La mostra

Organizzata da Arthemisia con il patrocinio del Comune di Firenze, nel complesso quattrocentesco, brunelleschiano dello “Spedale degli innocenti” la mostra presenta opere famose provenienti dalla Collezione Wolfgang Krohn di Amburgo e dal Museo Toulouse-Lautrec di Alby ed è arricchita da fotografie, costumi, arredi d’epoca e video per meglio documentare il periodo storico. Inoltre sono presenti anche opere di altri artisti suoi contemporanei tra i quali Alphonse Mucha (1860- 1938), protagonista dell’Art Nouveau con le sue figure femminili, Frédéric-Auguste Cazals (1865- 1941), pittore, illustratore e poeta; le atmosfere simboliste di Geoges de Feure (1868-1943); gli illustratori e grafici Paul Brerthnon (1872-1934) e Jules Chéret (1836- 1932).

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.