A Genova, presso il cinquecentesco Palazzo Grimaldi o Palazzo della Meridiana, è in corso, sino al 12 luglio prossimo, un’interessante mostra: “Futurismo. Un altro Futurismo. L’avanguardia degli anni Venti e Trenta e il dialogo con la Liguria “. L’evento vuole aprire una visione sugli aspetti ancora poco conosciuti del movimento, sull’evoluzione dello stesso e sul legame del Futurismo con il panorama artistico ligure.

Futurismo

La mostra, curata dalla storica dell’arte Simona Bartolena con la collaborazione di Armando Fettolini, è appunto divisa in tre sezioni che vogliono porre l’accento sull’evoluzione della storia e del pensiero del movimento. La prima analizza il proseguo dell’esperienza futurista nel periodo dell’aeropittura che esaltava le fascinazioni del volo e della visione dall’alto. Dopo l’esaltazione della velocità e del progresso che ha infiammato le ricerche pittoriche dei primi anni, la scoperta del mezzo aereo e delle implicazioni rappresentative di un costante movimento e di un diverso punto di vista che poteva comportare, ha coinvolto artisti come Enrico Prampolini (1894-1956), Gerardo Dottori (1884-1977), il poeta e pittore Fillia ( Luigi Colombo, 1904-1936), Tato (Guglielmo Sansoni, 1896-1974), la pittrice e aviatrice Barbara (Olga Biglieri, 11915-2002) e un giovane Bruno Munari (1907-1998).

Nella seconda sezione vengono presi in esame i diversi linguaggi espressivi con i quali il movimento si è approcciato culturalmente alla società del tempo con manifesti per il cinema, costumi e scenografie teatrali e diverse invenzioni musicali e letterarie; persino testi culinari. Più di cinquanta documenti e opere compongono questa parte dell’esposizione tra cui bozzetti per le arti applicate di Giacomo Balla (1871-1958), gli Intonarumori del musicista Luigi Russolo (1885-1947), le opere visionarie di Fortunato Depero (1892-1960) e molti tra manifesti, libri, prodotti editoriali. Ma anche le ceramiche di Albissola di Tullio Mazzotti (1899-1971) e gli arazzi MITA (Manifattura Italiana Tappeti Artistici), realizzati con i bozzetti di Fortunato Depero e di Francesco di Cocco (1900-1989).

Futurismo

La terza narrazione esplora il profondo legame della Liguria con l’avventura futurista. Già nel 1915 Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) definiva Genova “la città futurista per eccellenza”; ma non solo Genova: anche La spezia dove l’ ideologo del movimento istituì nel 1933 il “Premio di pittura Golfo della Spezia”, Albissola con la sua celebre manifattura della ceramica, la Savona di Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini, 1879-1964), il Gruppo Artisti Genovesi Sintesi di  Alf Gaudenzi (1908-1980) e Libero Verzetti (1906-1989) e, dall’esperienza divisionista, Sexto Canegallo (11892-1966) e Giuseppe Cominetti (1882-1930).

Futurismo

Molte le opere inedite e le curiosità in questa esposizione che offre al visitatore la possibilità di scoprire lati inediti di questo poliedrico movimento  che ha caratterizzato l’arte italiana nei primi decenni del secolo scorso.

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