Ci sono voluti ben quattro anni di meticoloso lavoro per restituire, con un restauro adeguato, lo splendore del ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco dipinti da Giotto nella Cappella Bardi in Santa Croce a Firenze.
Realizzata tra il 1317 e il 1325 da Giotto ( 1267-1337) e da artisti della sua scuola, la serie di sei sequenze con cui si illustrano i momenti risolutivi della vita di San Francesco (la rinuncia ai beni paterni, l’approvazione della Regola, l’apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte, l’apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido), unite peraltro da una solenne architettura dipinta, mette in piena luce la visione scenica e spaziale e le innovazioni che Giotto opera nella sua concezione pittorica, nonché le tecniche sia in affresco che a secco, attuate per variare gli effetti cromatici e figurativi.

Fonte foto: Cappella Bardi Firenze
Nella ricorrenza dell’ottavo centenario del transito in Firenze del santo d’Assisi, il lungo restauro restituisce ai visitatori una delle opere più significative ed esplicative dell’operato giottesco che in seguito influenzerà molti artisti in tutt’Italia.
Il progetto di studio approfondito e il successivo restauro è stato promosso dall’Opera di Santa Croce con l’Opificio delle Pietre Dure che l’ha progettato e realizzato, a sostenerlo, oltre al Ministero della Cultura, la Fondazione CR Firenze, ARPAI, e un gruppo di appassionati e generosi donatori privati, tra cui Veronica e Dominque Marzotto e William von Mueffling. La campagna Giving4 Giotto ha accompagnato il restauro, attivando la generosità di persone da tutto il mondo.

Fonte foto: Cappella Bardi Firenze
A illustrare al pubblico l’importanza dell’intervento sono stati: Alessandro Tortorella, direttore del Fondo Edifici di Culto del ministero dell’Interno, insieme a Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce, Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, padre Franco Buonamano, rettore della basilica, Carlo Sisi, membro del CdA della Fondazione CR Firenze e Dominique Marzotto, presidente di ARPAI (Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano).

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.