Napoli è famosa soprattutto per le sue abilità culinarie e per i suoi piatti tipici come pizza, pasta e altre specialità, ma non è l’unica cosa che ha da offrire! Il cibo, infatti, non è la sola attrattiva che rende questa città unica, ma, da sempre, è stata molto attiva in ambito culturale e artistico, offrendoci diversi luoghi e musei suggestivi tutti da scoprire. Se stai programmando di trascorre uno o più giorni a Napoli, preparati a immergerti totalmente nell’arte e nel folklore!
Ma cosa si può vedere a Napoli?
Il Duomo con la cappella del tesoro
Come molti sanno, Napoli è molto devota a San Gennaro, patrono della città e protagonista della misteriosa e suggestiva pratica della “liquefazione del sangue di San Gennaro”. Il tesoro è gelosamente custodito nel Duomo della città, costruita intorno al 1299 e il 1314. Con una facciata in stile neogotico, la cattedrale offre all’interno tre navate con numerosi elementi barocchi, gotici e neogotici. L’elemento che suscita più interesse è la Cappella del Tesoro in stile prettamente barocco, che ospita la capsula in cui è custodito il sangue del Santo. Il duomo, nonostante possa sembrare anonimo per la sua estrema sobrietà esterna, all’interno nasconde un mondo tutto da scoprire e ammirare. Inoltre, per gli amanti della letteratura, è curioso sapere che Boccaccio era molto affezionato al Duomo. Infatti, qui ambientò una delle sue novelle del “Decameron”, quella di Andreuccio da Perugia.
Cappella San Severo
Per i veri appassionati dell’arte scultorea è impensabile non dedicare un po’ di tempo per ammirare la Cappella San Severo con all’interno il famosissimo Cristo Velato. Situata nel cuore del centro storico di Napoli, in via Francesco de Sanctis, l’ideatore della cappella seicentesca fu Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Per rendere il mausoleo degno della sua casata, il principe ingaggiò i più abili scultori e pittori per arricchirlo con dipinti e sculture pregiate. Ed è proprio qui che l’artista Giuseppe Sanmartino diede vita a una delle sculture più misteriose e affascinanti del mondo: il Cristo Velato. L’opera ritrae Gesù morto, coperto da un velo di marmo. L’elemento che ha reso così famosa l’opera è la maestria nel realizzare il velo di marmo che non copre la figura, tale da sembrare reale; anzi, è proprio il velo che risalta i segni del martirio sul volto di Gesù. Il Cristo Velato, però, non è l’unica opera degna di nota nella cappella San Severo. Al suo interno troviamo altre realizzazioni di straordinario valore artistico, tra cui le dieci statue raffiguranti la Virtù, che indicano il percorso che ogni uomo deve intraprendere per perfezionare la propria identità. Di particolare interessa è l’opera intitolata “Pudicizia”, dedicata alla madre del principe. La scultura rappresenta una donna coperta da un velo semitrasparente, nella mano sinistra mantiene una ghirlanda di rose, mentre ai suoi piedi si trova un albero della vita, per simboleggiare la sua morte prematura. Un’altra attrazione interessante custodita nella cappella sono le macchine “anatomiche”: due scheletri veri, di un uomo e di una donna, nei quali si può vedere nel dettaglio tutto il sistema circolatorio.

Fonte: visitnaples.eu
Il monastero di Santa Chiara
Ci troviamo sempre nel centro storico di Napoli, il monastero di Santa Chiara è un luogo perfetto per trovare un po’ di pace. Fu costruita su ordine di Roberto d’Angiò nel 1310, per ospitare le Clarisse nel monastero, e nel convento adiacente i Frati Minori. Originariamente il complesso fu costruito in stile gotico provenzale, poi restaurata in stile barocco, per poi riprendere i tratti gotici dopo i bombardamenti subiti durante la Seconda guerra mondiale. Oggi il complesso ospita anche un museo contenente una collezione di arte e oggetti del XIV secolo, un tempo in possesso del convento. Inoltre, sono visitabili: la Basilica, costruita in stile gotico provenzale, la biblioteca con più di 30.000 libri custoditi, il Chiostro maiolicato delle clarisse e i meravigliosi giardini del monastero, decorati da aranci, panchine dipinte a mano e statue che rendono ancora più affascinante e rilassante la visita.
Piazza Plebiscito e il Palazzo Reale
Quella di Plebiscito è la piazza più gettonata e importante di Napoli. È un luogo ottimo per passeggiare in tranquillità o per riposarsi dopo uno shopping sfrenato a via Toledo. È circondata lateralmente dal palazzo Salerno, dalla Prefettura, dal Palazzo Reale e dalla basilica neoclassica di San Francesco di Paola. Al centro della piazza ci sono due statue, oggetto di una leggenda: la regina Margherita obbligava i prigionieri ad attraversare la piazza bendati in mezzo ai due cavalli per ottenere la libertà, ma tutti fallivano nell’intento. Oggi la leggenda è diventata oggetto di gioco tra i turisti che cercano anche loro di attraversare la piazza bendati. Per quanto riguarda il Palazzo Reale, invece, fu progettato dall’architetto Domenico Fontana, e successivamente Gioacchino Murat la decorò con ornamenti neoclassici. Oggi all’interno del palazzo è possibile visitare la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, e il museo dell’Appartamento Storico.

Museo di Capodimonte
Situato all’interno di un immenso giardino (in cui è possibile trascorrere una giornata di relax o in compagnia di amici, magari organizzando un bel picnic), il museo di Capodimonte è uno dei musei più importanti della Campania. All’interno si trova la cosiddetta Galleria Farnese, dove si possono ammirare numerosi quadri di Caravaggio, Tiziano, Rubens, Raffaello e di altri maestri dell’arte pittorica. Troviamo poi la Galleria Napoletana, con quadri legati a Napoli dal Duecento al Settecento, ma ci sono anche quadri di arte contemporanea come quelli di Andy Warhol. Infine, il museo, periodicamente, ospita mostre temporanee.

Napoli sotterranea
Se vieni a Napoli, e non soffri di claustrofobia, non può mancare una visita a Napoli sotterranea. Sotto il suolo di Napoli, si estende una città parallela di cui solo il 10% è visitabile. Come nasce Napoli Sotterranea? I greci scavarono a fondo del suolo per estrarre il tufo, un materiale necessario per costruire la città Neapolis . Successivamente i Romani costruirono un sistema fognario e un acquedotto. Ci sono molte entrate per intraprendere il percorso, ma quella a via Tribunali è la più famosa. Il percorso dura circa un’ora e si scende fino a 40 metri di profondità. Durante la visita, si potranno osservare le cavità di tufo usate come ipogei funerari, cisterne di approvvigionamento idrico dell’acquedotto, usate poi come rifugi durante la Seconda Guerra Mondiale e il teatro greco-romano. Alla fine del tour si potrà poi visitare il Museo della Guerra, dove sono custoditi cimeli della Seconda Guerra Mondiale.
Castel Dell’Ovo
Costruito nel XIII, il Castel dell’Ovo è il più antico della città. Fu costruito nell’attuale isolotto di Megaride, nel rione Santa Lucia, come fortificazione contro gli attacchi dei Saraceni. Successivamente, però, divenne sia una prigione sia un palazzo reale. Grazie alla sua storia e alla vista panoramica sul golfo di Napoli, è una meta da non perdere per chi visita la città. Ma da dove deriva il nome bizzarro? Anche questa fortezza è legata a una leggenda: si dice che il poeta Virgilio abbia nascosto un uovo nei sotterranei del castello, e venne accuratamente custodito in quanto era ritenuto il cuore magico della città e del castello: se fosse rimasto integro avrebbe garantito una protezione a tutto il territorio. Sebbene ormai gli interni oggi siano abbastanza spogli e le stanze vengano utilizzate prevalentemente per meeting e mostre, il castello merita una visita non solo per la sua storia e leggenda, ma offre anche un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli e sul Vesuvio (si consiglia, per godersi appieno la vista, di affacciarsi sulla Terrazza dei Cannoni).
Jago Museum
Negli ultimi anni, Napoli si è aperta molto a nuovi artisti e ha accolto con grande entusiasmo il nuovo museo dello scultore emergente Jago Cardillo. La collezione, inaugurata nel 2023, si trova al centro del rione Sanità, precisamente nella chiesa di Sant’Aspreno dei Crociferi, in via Piazzetta Crociferi 4. La mostra contiene una serie di sculture realizzate dall’artista, tra cui “Self”, una delle sue opere giovanili: un mezzobusto dagli occhi scavati che sembra fissare intensamente i visitatori. Un’altra opera interessante è “La David”, una reinterpretazione al femminile del mito di Davide e il Golia. Ma a catturare l’attenzione più di tutti è “La Pietà”, una rilettura moderna del tragico evento biblico. Qui ad essere raffigurato è il padre, e non la madre, distrutto dal dolore mentre solleva il proprio figlio da terra, senza vita. Quest’opera è degna di attenzione non solo per la capacità di modernizzare un mito, ma anche nel raffigurare un corpo asessuato, mettendo al primo posto l’uomo e la sua sofferenza, senza distinzioni di genere.
Villa Floridiana
Spostandoci sulla zona alta di Napoli, il Vomero, possiamo passare una giornata in mezzo al verde nella Villa Floridiana, una tenuta che Ferdinando I di Borbone fece costruire per la moglie, Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. La villa è una struttura ottocentesca in stile neoclassico, al cui interno si può visitare il museo delle Ceramiche Duca di Martina. La collezione si distribuisce in tre piani nei quali è possibile vedere vetri, maioliche, ceramiche, pietre, porcellane, tutti decorati con ornamenti orientali e occidentali. Un oggetto molto curioso tra tutti è una tazza a forma di seno appartenente a Maria Antonietta. Al di fuori della villa si può godere invece il verde che il giardino offre, con un’alternanza di aiuole e piccoli sentieri. Il giardino dona anche una vista spettacolare sul mare, ed è adatta per passare una giornata in famiglia o con gli amici in totale relax.
Fonte: bellanapoli.fr
Street Art: Iside di FranciscoBosoletti e Maradona di Mario Filardi
Girando nei Quartieri Spagnoli, ci si potrebbe imbattere in diversi dipinti di strada, tra i quali spicca un’opera monumentale di Bosoletti: Iside. Realizzata su una parete di un semplice palazzo in via Emanuele De Feo, il dipinto rappresenta la Pudicizia di Antonio Corradini, situata nella Cappella San Severo. Questa, però, non è l‘unica opera dell’artista che si trovano in città. Infatti, a Materdei, troviamo il murales intitolato “La sirena Partenope”, sulla salita San Raffaele. La donna rappresentata è proprio quella di cui si parla nell’ “Odissea”: una sirena dal canto magico capace di catturare i marinai. Con Ulisse, però, il suo potere non funzionò perché l’eroe si fece legare a un albero della nave per resistere al suo canto. La sirena, disperata, si gettò in acqua, e il suo corpo raggiunge l’isolotto di Megaride, sul quale, secondo la leggenda, fondò la città di Napoli.

Fonte: napolidavivere.it
Vicino L’opera “Iside”, invece, troviamo l’iconico murale di Maradona. L’opera fu dipinta nel 1990 da Mario Filardi, in onore della vittoria del secondo scudetto del Napoli.
Un’altra tappa da fare, soprattutto nel periodo natalizio, è San Gregorio Armeno: un vicoletto del centro storico famoso per le numerose botteghe artigiane specializzate nell’arte del presepe.
Una città magica
Napoli ha davvero molto da offrire, è una città vivace e dinamica anche se nasconde alcune criticità. È comunque una meta imperdibile per chi visita l’Italia. Il bello di Napoli è che, anche senza seguire un itinerario, basta perdersi tra le stradine dei Quartieri Spagnoli o del centro storico per ammirare opere d’arte e vicoletti suggestivi.

Fonte: bellanapoli.fr