Uscirà il 16 febbraio Vertigine (Bordeaux Edizioni), il nuovo romanzo di Nicola Ruganti, un’opera intensa e necessaria in questo periodo storico, che attraversa politica, memoria e formazione sentimentale, raccontando un Paese sospeso tra l’imminente caduta e la possibilità di riscatto.

Il romanzo

Ambientato nella città di T., luogo simbolico e concreto al tempo stesso, Vertigine segue lo sguardo di Anna, diciottenne affamata di senso e di verità, nel momento in cui scopre la militanza politica come esperienza totalizzante, capace di salvare o inghiottire. Coinvolta dalla sorella Irene nella campagna elettorale di Ernesto, candidato sindaco, Anna entra in contatto con Paolo, militante quarantenne inquieto e disilluso, convinto che da quella sfida elettorale possa ancora dipendere un frammento di futuro. Attraverso sezioni di partito, assemblee, campagne elettorali e relazioni umane fragili e incandescenti, il romanzo intreccia la storia privata dei personaggi con le ferite ancora aperte della storia italiana: dall’assassinio del magistrato Mario Amato per mano dei NAR alle verità rimosse degli anni di piombo, fino alle sentenze definitive sulla Strage di Bologna del 2 agosto 1980. Una memoria che non è mai solo passato, ma materia viva che interroga il presente.

Il romanzo, definito dal giornalista Marco Damilano “un reportage dalle viscere e dalle miserie di un potere locale, feroce, di sinistra”, è il racconto di un anno in bilico, in cui politica, amore, amicizia e memoria si tengono insieme nella tensione degli eventi. Una storia che parla di giovani e adulti, di speranze ostinate e sconfitte silenziose, di una comunità che può precipitare o risorgere a seconda della voce che sceglie di ascoltare.

Vertigine si impone come un romanzo politico e civile nel senso più profondo del termine: un libro che guarda dentro le contraddizioni del nostro Paese e ne restituisce la fragilità, senza però rinunciare alla possibilità della speranza.

L’autore

Nicola Ruganti, insegnante e scrittore nato a Pistoia nel 1979, vive e lavora a Roma. Ha scritto Meglio che qua. Novelle di dentro e di fuori (Il barrito del mammut, 2023), ha curato Abitare il mondo (Erickson, 2025) ed è coautore del film Frastuono (2014, in concorso al 32° Torino Film Festival). Ha collaborato con le riviste «Lo straniero», «Gli asini», «L’A.PE» del Centro territoriale Mammut di Napoli, e con Altre Velocità. Ha pubblicato racconti su «Minima et Moralia», «Satisfiction», «Cattedrale osservatorio sul racconto». Ha ricoperto anche cariche istituzionali; militante politico.

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