Un bel pomeriggio tra amiche, amici e alunni a parlare di poesie, ispirazioni, problemi più o meno grandi da affrontare  tutti i giorni, ma che passano sempre più spesso sotto silenzio. E poi momenti di spensieratezza, sorrisi, chiacchierate tra chi condivide i tuoi problemi, ti capisce, con empatia e resilienza, dandoti con una profonda solidarietà quel pizzico di forza in più per sopportare, continuare, non scoppiare. E infine  abbracci, anche sotto la pioggerellina di un autunno inoltrato che prolunga il tepore estivo, e stappare lo champagne per un brindisi in mezzo alla strada, risate, cioccolatini, patatine e l’abbraccio degli studenti. Ecco: tutto questo è stato l’incontro che si è tenuto martedì 21 ottobre nella sede della Gattomerlino a Borgo Vittorio, vicinissimo a piazza San Pietro,  grazie all’ospitalità di Piera Mattei, scrittrice di poesie, racconti, testi di critica letteraria,  traduttrice dei poeti contemporanei europei e americani, che ha fondato le edizioni Gattomerlino nel 2010. Tutto questo per presentare la prima raccolta poetica “Certe Donne” di Stefania Martani, libro edito nella scorsa estate da Altrimedia Edizioni.

L’introduzione sul libro “Certe donne” di Stefania Martani

La presentazione, l’incipit ma anche l’introduzione del “canzoniere” di poesie sono state curate dalla psicologa e scrittrice Chiara Gambino, che ha aperto un gradevolissimo dialogo con l’autrice e la Prof.ssa Lucia Mancini, sua collega, su come sia stato difficile fare accettare alla Martani l’idea di pubblicare quelle poesie che nascevano spontaneamente, spesso all’improvviso,  come “un fulmine a ciel sereno”, per un’esigenza impellente di scrivere che non si può reprimere, ma di cui quasi ci si vergogna. Il passato, i genitori, l’infanzia difficile, e poi ancora un parto e una maternità solitaria e piena di tante problematiche le hanno fatto considerare quelle espressioni pure e immediate dettate da una sensibilità profonda – ma a tratti per lei forse troppo ingombrante- come sciocchezze, “nugae” nell’accezione catulliana, memorie segrete che tali dovevano restare. Chiara Gambino ha dovuto vincere la sua resistenza e, trovandovi una profondità intensa, convincerla a pubblicarle perché “se abbiamo il dono dell’arte (poetica) è giusto che anche il mondo possa gioire dei nostri doni”-  afferma la psicologa. Del resto l’ha definita nell’Introduzione  l’ “Alda Merini del XXI secolo”!

Le letture del libro “Certe donne” di Stefania Martani

Il dialogo poi viene da sé: è la chiacchierata che le due amiche farebbero con Stefania  al telefono, quando si incontrano, spesso di sfuggita, e che finalmente con calma, sedute sul divano, permette loro di  alternare emozioni, letture e riflessioni. Il lavoro di giornalista, la scuola, gli impegni pressanti e a volte frustranti per il figlio, la famiglia d’origine che le ruota intorno – spesso non per allievare ma per appesantire i problemi  e delegare a lei incombenze ulteriori: pensieri, ansie, speranze sono tutte lì dentro quelle poesie. Però che dono prezioso è  la poesia che sa abbellire le brutture del mondo e che riesce a strappare un sorriso anche da un volto spento e malinconico! Così la bella voce, curata ed educata dell’attrice scandisce i versi delle poesie più rappresentative, come “Ardore”. Ma alla sua si affiancano quella delle altre due presentatrici,  perché sgorga dall’animo la volontà di leggere i toni lirici e dolci della sofferenza, ma anche quelli polemici  e accesi di chi reagisce, si arrabbia con il mondo, ha sete di vendetta e di riscatto. E  si ascoltano “Poeta?”, “La bambina madre”, ”Vorrei il tuo ardore”, “Il mio amore felino” oppure “Super Mother”, “Grandi pulizie” e “Il Seno”. Ecco l’altra nuova problematica: la malattia inaspettata, la sofferenza che d’un tratto strappa il simbolo della femminilità, mutila, annienta anche l’eros. Ma  da quest’ulteriore colpo della sorte l’autrice saprà ancora una volta rinascere: novella Araba Fenice, sta già scrivendo altre poesie e persino un romanzo! Allora, Stefania, noi ti seguiremo anche nelle prossime pubblicazioni. E tu scrivi, scrivi, scrivi e regala al mondo la magia dei tuoi versi che nella tristezza ti allietano,  ci regalano gioie, colorando con un arcobaleno la routine della quotidianità!

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